
<<Abbiamo voluto vincere, siamo stati bravi>> queste le parole a fine partita di Roberto Mancini che ha visto la sua Italia battere un’avversaria difficile e determinata. Doveva accadere, l’Italia ha incontrato una squadra ostica per il tipo di gioco espresso fino ad oggi. Un’Austria chiusa e ruvida che non ha risparmiato le forze spesso ricorrendo a falli anche non sempre sanzionati.
Il primo tempo ha visto la costante pressione italiana nell’area avversaria, ma il 4-5-1 austriaco non ha permesso una manovra fluida negando la precisione dell’ultimo tiro. Buona la prestazione degli undici in campo, tanta sofferenza ma anche tanta determinazione e sacrificio.
Il secondo tempo ha visto due squadre ribaltate nell’intensità e nella concentrazione, diverse le occasioni nette austriache fino al gol, considerato poi in fuorigioco dal Var, che al 19′ ha dato la sveglia decisiva all’Italia.
I cambi di Mancini: fuori Verratti e Barella dentro Locatelli e Pessina, Chiesa e Belotti per Berardi e Immobile, hanno cambiato le dinamiche azzurre. Maggiore densità a centrocampo e una manovra più fluida hanno portato alle prime occasioni pericolose.
Siamo andati oltre i novanta minuti regolamentari ma i tempi supplementari hanno visto un’Italia combattiva che non ha mollato. I gol di Chiesa e Pessina hanno sbloccato e poi definitivamente chiuso la partita. L’Austria è riuscita a segnare allo scadere del secondo tempo supplementare bloccando il record di imbattibilità della porta azzurra ma ormai il senso della partita era definito.
Nella storia degli Europei, l’Italia non aveva mai segnato un gol nei tempi supplementari. La Nazionale guidata da Mancini sta dando sicuramente prova di intensità e coesione, uno spirito di gruppo che stasera ha chiamato a raccolta le ultime forze portando a casa il risultato e la vittoria.
Appuntamento a venerdì 2 luglio sempre a Wembley contro la vincente tra Portogallo e Belgio nel match di domani.
di Alessandra Criscuolo
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