
Sarà il Mezzogiorno il perno del nuovo piano italiano di attrazione di investimenti nei data center. Un settore strategico su cui si regge il funzionamento della rete internet e dell’economia digitale, ma che oggi è ancora quasi del tutto concentrato nel Nord del Paese. Il Sud, dal suo canto, offre vantaggi geografici e infrastrutturali che il governo intende valorizzare. La posizione centrale nel Mediterraneo lo rende un ponte di collegamento tra Europa, Asia e Africa, oltre al vantaggio dato da una dorsale di fibra ottica già sviluppata e diffusa. A ciò si aggiunge che dal 2024 tutto il Sud Italia è stato unificato in un’unica Zona Economica Speciale, offrendo vantaggi per le aziende e per gli investitori. Insomma, il sud ha un potenziale latente che può essere sviluppato, anche grazie ad interventi mirati in vari ambiti del territorio tra cui infrastrutture, università e attrazione di capitali.
Fulcro dell’economia digitale e colonna di un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale è sempre più cruciale, i data center sono infrastrutture fisiche altamente specializzate, che ospitano server, sistemi di archiviazione e reti. Sui data center si basa la raccolta, l’elaborazione, la conservazione e la distribuzione dei dati su cui si fonda l’internet. E se, come comunica il Politecnico di Milano, in Europa tra il 2023 e il 2025 i miliardi spesi sono stati quasi 30, tra il 2026 e il 2028 il numero sarà quadruplicato, a confermare quanto il settore oggi sia di punta nella strategia europea. “La rilevanza dell’economia Italiana in Europa, anche grazie al posizionamento baricentrico rispetto al Mediterraneo, quindi come punto di approdo dei cavi sottomarini di fibra ottica, ha portato il nostro Paese ad attrarre l’interesse dei principali investitori del settore”, riporta un documento elaborato dal Ministero delle Imprese del Made in Italy.
A ciò si aggiunge il posizionamento del Sud come ZES, Zona Economica Speciale. Con questo acronimo si intende un importante strumento d’impresa che permette, in specifiche aree del territorio, di usufruire di regimi fiscali e burocratici agevolati, con lo scopo di attrarre gli investimenti, favorire le imprese e accelerare lo sviluppo locale. Crediti d’imposta e agevolazioni fiscali, tempi rapidi e investimenti. Per intenderci, seppur in una dimensione totalmente diversa, è il modello di ciò che ha permesso a determinate zone della Cina di svilupparsi e diventare dei laboratori di sviluppo estremo e intensivo e contribuire a fare del paese la prima potenza economica mondiale.
Accanto a ciò, il Governo punta poi su altri due strumenti: la formazione dei giovani, anche grazie a percorsi accademici complementari ai tradizionali STEM, e la presenza del SINFI, il Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture, che permette agli investitori una mappatura delle reti e degli impianti esistenti, con abbattimenti delle tempistiche. Inoltre, il Governo predisporrà dei voucher per le PMI (piccole e medie imprese) per incentivare l’adozione di servizi di cloud e cybersecurity.
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