
In via Vetreria si respira un’aria di grande fermento per l’avanzamento del cantiere destinato al restauro del cinema Delle Palme. Si tratta di un capolavoro dell’architettura Liberty napoletana e secondo palcoscenico più grande della città, superato solo dal Teatro San Carlo.
Lo storico complesso, inaugurato originariamente nel 1926 e di proprietà di Gustavo Confalone, è rimasto chiuso per ben sei anni a causa delle restrizioni legate al periodo del Covid. Oggi, grazie alla nuova gestione affidata a Luigi Barone e Tommaso Ambrosio, già noti per la gestione del Labelon Beach Club, la struttura si prepara a riconsegnare alla cittadinanza un presidio culturale fondamentale nel cuore di Chiaia.
L’ambizioso obiettivo dei nuovi gestori è quello di riaprire le porte della struttura entro la fine dell’anno, così da celebrare in pompa magna il centenario dalla sua fondazione. Nel nuovo modello gestionale, il cinema Delle Palme manterrà la sua doppia anima: la sala grande, pur riducendo leggermente la capienza da 800 a 730 posti per offrire poltrone più ampie e confortevoli, continuerà a ospitare un prestigioso cartellone teatrale.
Tuttavia, la vera innovazione risiede nell’apertura quotidiana: una moderna buvette accoglierà il pubblico tutto il giorno, trasformando il teatro in un luogo di aggregazione sociale oltre l’orario degli spettacoli. Ambrosio ha chiarito che, sebbene lo spazio si aprirà a reading, meeting aziendali e attività per il sociale, non saranno mai contemplate serate danzanti o discoteche, nel pieno rispetto della storicità del luogo.
L’ingente investimento è supportato da un meticoloso lavoro di riqualificazione curato dall’architetto Francesca Faraone (Zetastudio). L’intervento, approvato dalla Soprintendenza, punta a salvaguardare ogni dettaglio originale: dagli stucchi floreali alle boiserie in legno, fino ai vetri istoriati e all’atrio ridisegnato negli anni Trenta da Luigi Cosenza.
Le due sale piccole da 120 posti resteranno dedicate al cinema, con una particolare attenzione ai matinée per le scuole. Rivivere questi spazi significa anche onorare un passato glorioso: il palcoscenico del Delle Palme ha ospitato leggende come Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica e persino Frank Sinatra, che vi cantò nel 1951. Con questa rinascita, Napoli non recupera solo un teatro, ma un pezzo della propria memoria collettiva, garantendo un futuro splendente a uno degli ultimi superstiti della grande stagione cinematografica di via Chiaia.
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