
Mentre l’Unione Europea proietta il proprio sguardo al futuro, introducendo a partire dal 1° gennaio 2030 nuovi parametri riguardanti la qualità dell’aria, l’attuale bilancio di Legambiente “Mal’Aria di città 2026” mostra un’evidente difficoltà nel riuscire ad ottenere i risultati oggigiorno richiesti nelle città campane. Il nuovo report ha difatti analizzato i dati relativi all’anno 2025 appena conclusosi e risultano essere 9 i comuni “trasgressori” sui 33 monitorati nella regione Campania, che superano la soglia dei 35 giorni annui oltre il limite giornaliero di polveri sottili (PM10).
Analizzando i dati riportati dal bilancio di Legambiente e rapportandoli alle attuali norme vigenti, la classifica è la seguente: Acerra (92 giorni), San Vitaliano (84), Teverola (74), Casoria (72), Napoli (64), Aversa (54), San Felice a Cancello (47), Maddaloni (42) e Marcianise (37). Acerra sorpassa nella classifica nazionale persino Palermo, soprannominata come la città “maglia nera”, che ha registrato 89 giorni oltre il limite. Si rileva inoltre come cinque delle nove città appena elencate, appartengano alla provincia di Caserta.
Volendo invece relazionare queste statistiche a quelli che saranno i parametri della qualità dell’aria che verranno introdotti a partire dall’anno 2030, i quali si caratterizzano per limiti molto più stringenti, la situazione muta in maniera notevolmente più critica e rapida. Analizzando i dati da questa prospettiva, oltre il 70% dei comuni campani evidenzia medie annuali di PM10 superiori ai limiti. Solamente le città di Portici, Ottati, Pignataro Maggiore, Polla, Pratella e Presenzano, rientrano nei limiti previsti, mentre tutte le restanti dovranno ridurre la presenza delle polveri sottili, per riuscire a rispettare le future norme europee. In particolare si prospetta soprattutto per le città di Napoli e di Benevento un’impresa che richiederà uno sforzo notevole per riuscire ad abbassare la percentuale di emissioni di PM10 rispettivamente del 30% e del 25% entro il 2030.
Legambiente Campania individua una dettagliata serie di iniziative da adoperare come linee guida che permetteranno di allinearsi alle normative europee che verranno introdotte nel giro dei prossimi quattro anni. Tra le proposte più rilevanti c’è sicuramente quella di rendere la qualità dell’aria una priorità strutturale regionale. Ciò è possibile tramite una pianificazione e programmazione regionale riguardante i trasporti, la sanità, l’urbanistica e l’energia.
Altra iniziativa è quella di potenziare e rendere accessibile il trasporto pubblico locale, riducendo dunque l’uso delle automobili da parte dei singoli cittadini. Per poter parlare veramente di accessibilità ed inclusione a livello regionale, è necessario che l’introduzione di incentivi che rendano conveniente l’uso del trasporto pubblico e della micromobilità, come servizi elettrici leggeri e car sharing, vedano partecipi anche le periferie e i comuni di minori dimensioni e non solamente i grandi centri urbani.
Occorre inoltre riorganizzare urgentemente lo spazio urbano tramite l’utilizzo di ZTL/LEZ e una mobilità attiva, con il fine di ottenere una realtà urbana più pulita ed efficace. In aggiunta è necessario aggiornare e potenziare sia la rete di monitoraggio e la trasparenza dei dati, che il Piano di Tutela della Qualità dell’Aria Regionale andando a contrastare in via prioritaria le combustioni all’aperto e le emissioni da riscaldamento. Tramite questi interventi e non solo, sarà possibile rendere la lotta all’inquinamento nella regione Campania, una realtà effettiva e non solo un prospetto teorico.
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