
Dopo il botta e risposta tra Cristiano Ronaldo ed il Ministro dello Sport Spadafora, è chiaro che il calciatore ritiene di essere al di sopra delle regole che i cittadini italiani sono tenuti a rispettare. “Ho fatto tutto come dovevo. Io e la mia squadra ci siamo presi la responsabilità di fare le cose bene. Ho la coscienza tranquilla. Sono tornato in ambulanza. Sono rientrato a Torino e non ho avuto contatti”.
Ed è questo che si stanno chiedendo a Torino, precisamente la Consigliera Comunale Deborah Montalbano della lista DEMA. In data 16 ottobre, anche prima che il campione rispondesse con arroganza “a quel signore italiano che dice bugie”, la consigliera ha depositato un’interpellanza comunale in cui viene chiesta ragione del perchè lui abbia lasciato l’Italia quando avrebbe dovuto rispettare la bolla dell’isolamento preventivo.
L’interpellanza è in attesa di assegnazione, di essere quindi discussa, ma certamente solleva dei dubbi sull’atteggiamento tollerante che viene adottato nei confronti dei calciatori, in particolare quelli di una squadra in particolare.
La stessa Asl di Torino ha segnalato in Procura alcuni giocatori della Juventus perchè rei di aver lasciato l’isolamento. Eppure questo non ha impedito loro di raggiungere le proprie nazionali e in alcuni casi anche di giocare.
Chiede spiegazioni la consigliera Montalbano e francamente non si può non condividere il suo punto di vista: cosa sarebbe accaduto se al posto del grande Cristiano Ronaldo, campione della Juventus, ci fosse stato tale Mario Rossi semplice cittadino?
In tempi tanto difficili, dove riportare la ragione alla vita pratica diventa ogni giorno più difficile. Quando per prevenire la diffusione del contagio si è costretti a misure drastiche perchè la cittadinanza è sempre più restia ad accettare restrizioni. Un personaggio pubblico che dovrebbe essere d’esempio viola protocolli sanitari e decreti ministeriali solo perchè economicamente agiato.
La legge è uguale per tutti, ma non tutti sono uguali… o almeno così crede qualcuno.
LEGGI QUI L’INTERPELLANZA INTEGRALE
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