
“È nu pranzo p’ ‘o puveriello. È nu sfizio p’ ‘a nubbiltà. Comme è semplice ‘o ‘nduvinello. Sulo addore t’ ‘o ddice ggià. È rossa comm’ ‘a vocca ‘e ‘na figliola. È a pizza c’ ‘a pummarola’’ cantava tempo fa Domenico Modugno, a dimostrazione dell’importanza e della fama di cui gode la nostra pizza.
Le storie riguardanti la sua origine sono varie, ma le prime notizie riguardo la pizza napoletana risalgono al ‘700. Vincenzo Corrado scrisse un trattato sulle abitudini alimentari della città di Napoli, osservando la particolare abitudine del popolo di condire la pizza e i maccheroni con il pomodoro. Ed a partire da quel momento, iniziò la fama gastronomica della città di Napoli.
Dal 2010, la pizza napoletana è ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dell’Unione europea e nel 2017, l’arte del pizzaiuolo napoletano, è stata dichiarata dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Sono tanti i riconoscimenti conferiti agli artisti della nostra città, i pizzaioli, ultimo ma non per importanza è infatti il premio Campione del mondo Pizza Contemporanea, un campionato mondiale che ha visto trionfare il pizzaiolo napoletano Vincenzo Capuano.
«Non ricordo quale età avevo quando ho iniziato ad appassionarmi “all’arte della pizza», ma posso dire per certo che sono nato e cresciuto in una pizzeria, mi ci portava mio nonno e da lì che ho imparato tutto, dal forno all’impasto: da lì è nato tutto».
«A ventidue anni ho deciso di fare esperienza lontano dalla mia città e sono partito da Scampia in direzione Lucca senza più fermarmi: tutta l’Italia su e giù. Poi grazie al gruppo “Sebeto”, mi sono occupato della fase di startup delle pizzerie nel mondo. Ho formato tante persone, visto tante aperture, ma avevo bisogno di “impregnarmi” delle mie tradizioni, degli odori e delle emozioni della mia terra per questo sono ritornato qui, nella mia città. Non ho incontrato particolari difficoltà, avrei potuto aprire ovunque, ma ho scelto di realizzare il mio sogno qui ed ho iniziato ad aprire le mie pizzerie a Napoli».
«Ho iniziato a lavorare senza pensare ai guadagni, se hai una vision ed un sogno non puoi pensare solo all’economia e soprattutto, se vuoi diventare il numero uno lo devi fare nel luogo in cui ci sono le eccellenze».
«È stato un evento molto importante e significativo per me, una grande vetrina… da quel momento in poi sono “esploso”. La mia partecipazione a Expo Milano mi ha consentito di instaurare rapporti e conoscenze valide, di grande rilievo. Sai, credo molto nelle relazioni e nei contatti con le persone giuste».
«Dopo tanti anni in cui ho girato il mondo, conosciuto tante persone è difficile provare nuove e belle emozioni ma questo titolo, vinto a Napoli, nella mia città, dove a partecipare ci sono tanti concorrenti pizzaioli, eccellenze napoletane e quelli da tutto il mondo, per me rappresenta una delle cose più importanti nella mia vita. Ho realizzato ancora una volta quello che mi piace definire come il mio “sogno napoletano”».
«Oltre ad aver aperto da pochissimo due pizzerie: una a Nola e un’altra a Pomigliano, sta partendo un progetto “street food” molto interessante. Cercherò di portare la pizza contemporanea in tutto il mondo, non solo aprendo punti vendita ma anche facendo formazione, insieme a delle scuole importanti; voglio insegnare quest’arte e portare la mia esperienza ed il mio sapere in tutto il mondo. Penso fermamente che oggi fare il pizzaiolo non sia più un “lavoro da ripiego”, ma una vera e propria opportunità».
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
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