
È ormai assodato il fatto che la criminalità organizzata nel tempo abbia radicalmente cambiato modo di agire nel rapportarsi con la società e l’economia, abbandonando la propria matrice espressamente violenta per cercare alleanze e investimenti che facciano meno rumore di quanto facessero 40 anni fa. Il territorio del basso Lazio è da sempre stato colpito da interessi criminali di questo tipo, e a tal proposito ci siamo confrontati con il Procuratore di Cassino, il dott. Carlo Fucci.
«Sono anni che in tutti i territori i gruppi organizzati della criminalità operano in maniera meno evidente quanto al compimento di atti violenti ed eclatanti. Il loro interesse è quello di gestire attività economiche, fare affari. Meno attenzione si attira delle forze dell’ordine, dell’autorità giudiziaria attraverso vicende eclatanti, e più hanno possibilità di lavorare indisturbati, poi ovviamente dipende da caso a caso».
«L’attività delinquenziale, in generale, ha l’obiettivo di fare soldi. È evidente che sia necessario seguire i patrimoni e colpire i patrimoni. Per questo in meno di un anno abbiamo portato in esecuzione misure di prevenzione che hanno sequestrato patrimoni di centinaia e centinaia di migliaia di euro. Anche qui il ventaglio di risultati è ampio. Poi abbiamo già messo in campo altre operazioni e vedremo quali saranno le decisioni del Tribunale delle misure di Prevenzione di Roma, al quale noi ci rivolgiamo per le nostre richieste da Cassino. Ripeto, questo mi fa dire che abbiamo fatto tanto, ma molto altro c’è da fare».
«Sì, io condivido che il margine di discrezionalità è eccessivo. Purtroppo, bisogna prendere atto che la tematica dell’argomento del facilitare l’economia riducendo la burocrazia, anche se è un argomento teoricamente condivisibile, dal punto di vista concreto è una scelta che determina facilità di attività illecite da parte di chi ha possibilità di corrompere pubblici amministratori. Io ho sempre sostenuto che lì dove si riducono i controlli questo accade, lì dove si va all’affidamento diretto oltre certe soglie si facilita il favoritismo. Quindi c’è una violazione delle regole e si inquina il mercato».
«Sicuramente nel tempo e anche nel territorio di cui mi occupo c’è una maggiore sensibilità da parte della classe imprenditoriale, che però non appartiene a tutti, e infatti le inchieste lo dimostrano. Proprio il mese scorso ho stipulato un protocollo con le Camere di Commercio di Latina, Frosinone e Caserta per dare alla mia Procura e alle forze dell’ordine delle province di interesse la possibilità di accedere alla banca dati dell’Unione delle Camere di Commercio, che ci consente di fare accertamenti e verifiche su patrimoni, su contatti e rapporti commerciali in tempi rapidissimi. Il mondo dell’imprenditoria è variegato e purtroppo, oltre alla parte pulita, ce n’è anche una condizionata dalla criminalità economica, dal crimine organizzato, che non collabora e anzi inquina il tessuto economico del paese».
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