A Castel Volturno c’è una telenovela che va ormai avanti da oltre trent’anni: il condono edilizio. L’assenza di un Piano regolatore, lungo tutto il corso della sua storia, ha permesso a chiunque di compiere continui abusi sul territorio. Non solo costruendo abitazioni abusive su terreni vincolati, ma addirittura guadagnando attraverso la vendita illecita di un immobile abusivo.
Lo Stato nell’85 e nel ‘94 ha dato possibilità ai privati di regolarizzare tali abusi attraverso l’istruttoria di pratiche di condono edilizio, alle quali seguiva il rilascio della concessione edilizia in sanatoria da parte del comune. Visti i tantissimi abusi, gli uffici comunali sono stati subissati dalla richiesta di pratiche di condono che man mano occorreva evadere. Il problema è atavico e oggi la patata bollente è passata alla nuova amministrazione guidata da Pasquale Marrandino, in particolare sul tema c’è l’impegno dell’assessora all’urbanistica Angela Parente.
Al momento in comune ci sono 7.500 pratiche ancora pendenti e per affrontare definitivamente la questione, la Giunta comunale ha recepito la legge regionale n. 10/2004, che di fatto impone di rilasciare le concessioni in sanatoria ancora in itinere entro il 31/12/2024 (una data sicuramente prorogabile all’anno successivo a detta dell’assessora .ndr). In tal senso ci si è attivati per dare contezza alla legge per le richieste di condono pendente, utilizzando il modello dell’autocertificazione. Si tratta di una pratica inedita per Castel Volturno, così abbiamo incontrato l’assessora Parente per fare il punto sulle novità introdotte dalla delibera di Giunta n. 87/2024.
Quali sono le misure introdotte dalla delibera di Giunta in merito alle pratiche di condono edilizio?
«Noi stiamo cercando di definire, nei tempi più celeri possibili, tutte le domande di condono pendenti. Tenuto conto che molte domande hanno problematiche simili. Facendo prima un discorso di carattere astratto, la delibera di Giunta n. 87 del 2024 ha ad oggetto la semplificazione della definizione delle domande di condono ed è una delibera che è stata adottata da moltissimi comuni in Campania. Il Comune di Napoli l’ha adottata nel 2006 per la prima volta e poi di anno in anno ne ha prorogato la scadenza. È una delibera che serve a mettere la parte e il tecnico di parte in condizione di autocertificare la conformità dell’immobile rispetto alla domanda di condono. Perché molti dei problemi sorti rispetto ai condoni straordinari nascono dal fatto che la presentazione della domanda di sanatoria nell’85 è relativa ad un immobile che nelle more della definizione del procedimento, che dura anche 30/35/40 anni, subisce delle modifiche fisiologiche: magari si fanno dei lavori, dei frazionamenti, degli accorpamenti di altre unità immobiliari, e tutto questo porta poi all’improcedibilità della domanda di condono».
È come se facessi un altro abuso…
«Esatto, un abuso su un abuso. Quello che consentiva la legge 47/85, e poi tutte le successive era la manutenzione ordinaria del fabbricato. Oppure l’ultimazione funzionale in ipotesi di immobili ultimati solo a rustico. Quindi noi oggi ci troviamo nella difficoltà di dover istruire tutte le pratiche e verificare prima di tutto se lo stato di fatto attuale corrisponde allo stato di fatto esistente alla presentazione della domanda di condono. Quando questa sovrapposizione non è perfettamente identica, significa che o il condono dev’essere rigettato e quindi l’immobile ritorna ad essere abusivo, perché è sempre stato abusivo. Oppure c’è bisogno di un’azione da parte del richiedente il condono che riporti il fabbricato a quello che era lo stato di fatto oggetto della domanda di condono. Con questa delibera noi eliminiamo la fase dell’istruttoria tecnica da parte dell’ufficio».
C’è obbligatorietà del tecnico di parte?
«C’è un modello di autocertificazione che prevede la sottoscrizione anche del tecnico di parte, così eludiamo il problema delle rettifiche inerenti alle pratiche di condono. La delibera è a tutela del cittadino che, seppur affronterà maggiori spese, potrà definire finalmente il condono».
Partiamo dalle aree non sottoposte a vincolo (come quelle a monte della Domiziana). Dopo i 24 mesi di silenzio da parte dell’ente comunale, vale il silenzio assenso? Quindi il comune sarà costretto a rilasciare la sanatoria de facto?
«Sì, però il silenzio assenso presuppone la completezza della domanda di condono.
Per la mancata corrispondenza delle oblazioni, si calcoleranno i tassi d’interesse lungo tutto il periodo del mancato versamento?
«Sì, anche se in realtà è difficile che manchi l’oblazione perché le prime rate andavano versate al momento della presentazione della pratica. In genere manca il contributo di costruzione che viene pagato al momento del rilascio del titolo sulla base delle tariffe vigenti all’attualità. È come se realizzassi in questo momento un immobile. La Legge regionale fa una proroga di anno in anno per la definizione delle domande di condono. All’interno della delibera noi abbiamo inserito come scadenza il 31 Dicembre 2025 per la presentazione delle autocertificazioni sulle pratiche di condono pendenti, in genere i comuni prorogano il termine ultimo, ma noi siamo fiduciosi di esaurirle tutte visto il numero esiguo di pratiche. Con questa delibera noi eliminiamo la fase dell’istruttoria tecnica da parte dell’ufficio. A seguito della compilazione e del rilascio del permesso di costruire, si inserirà l’autocertificazione in un sistema automatizzato che, nei tre anni successivi, pescherà a campione il 5% delle pratiche per consentire un controllo. Sulla commissione condoni, poi, abbiamo preso una decisione importante: i compensi dei componenti della commissione saranno calcolati a pratica definita e non per singola integrazione richiesta. Il compenso è di 100 euro a pratica. Se invece non c’è istruttoria, ma vanno calcolati solo gli oneri da versare, allora il compenso sarà di 50 euro. Possiamo dire che la situazione è florea per tutte le zone non sottoposte a vincolo perché basta compilare l’autocertificazione, trasmetterla ed attendere l’esito. Nelle zone sottoposte a vincolo l’autocertificazione dev’essere accompagnata dalla relazione paesaggistica o dalla modulistica sullo svincolo idrogeologico, perché dev’essere ottenuto il parere positivo della Sovrintendenza o dell’Autorità di Bacino qualora si trattasse di vincolo idrogeologico. Una volta allegata la relazione paesaggistica all’autodichiarazione, tutto dovrà essere inviato alla Sovrintendenza che a sua volta emetterà il parere o si intenderà acquisito per silenzio assenso. In ogni caso tengo a ricordare che ai 7.500 richiedenti di condono sarà notificata a casa la comunicazione di avvio del procedimento di definizione delle pratiche».
Come affronterete il problema degli usi civici?
«È una questione che incide sulla delibera poiché blocca tutta quella serie di pratiche relative ad immobili realizzati su terreni gravati da usi civici. Si tratta di diritti superficiari assegnati ai concessionari nel 1881 e nel 1933. Quelli del 1881 sono affrancabili mentre quelli del ’33 sono più complicati da gestire poiché sono accompagnati da un vincolo di inedificabilità assoluta, ciò impedisce la definizione delle domande di condono».
Cos’è successo in quell’area?
«Il comune proprietario assegnava il diritto di livello ad un concessionario, il quale doveva utilizzarlo per fini agricoli o pastorali mentre nella realtà ci ha costruito immobili. Oltre a costruirli li ha anche venduti. Quindi non solo ha costruito su un terreno di cui non era il proprietario, ma poi l’ha persino venduto».
Quale possibile soluzione futura?
«Occorrerebbe una Legge regionale che sdemanializzasse tutti i terreni oggetto di uso civico del 1933 – fascia A, prevedendo un sistema di affranco simile a quello del 1881, quindi con il pagamento dei canoni degli ultimi cinque anni. Da gennaio avvieremo un’interlocuzione con la Regione Campania per parlare della questione».
A chi non aderirà al modello dell’autocertificazione?
«La pratica di condono diventa improcedibile».
Passiamo al registro delle licenze edilizie di Pinetamare annunciato dalla passata amministrazione. L’ex sindaco ci disse che era stato dato incarico ad un Avvocato specializzato. A che punto siamo?
«Non conosco neanche il nome di questo professionista. So che era stato dato un incarico ad un professionista di Salerno, ma non è mai stato formalizzato alcun contratto con l’ente. Chiarito ciò, tengo a dire che per me non esiste un “macro problema Pinetamare”. Si è voluto creare un problema perché non si sapeva come muoversi rispetto a delle indagini della Procura di SMCV, che sono ancora in corso. A Pinetamare abbiamo delle licenze rilasciate di cui c’è prova certa in diversi atti del comune. Ad esempio c’è un atto di revoca di diverse licenze edilizie nell’area di Pinetamare firmato dall’allora sindaco Mario Luise; per esserci quest’atto dobbiamo logicamente presupporre che le licenze quantomeno esistono. Gli immobili in questione sono stati realizzati tutti ante ’67, quindi prima della Legge Bucalossi. Quest’ultima introduceva un termine per le licenze in essere, realizzate antecedentemente, che si è prorogato sino alla 47/1985. Tutti gli immobili ultimati entro l’entrata in vigore della 47/85 trovano una copertura perché quelle licenze non prevedevano un termine di inizio e di fine. Detto ciò, le domande di condono della zona di Pinetamare sono tutte quante di tipologia 7, quindi “opere non valutabili in termini di volumi e superfici” (piccole modifiche interne .ndr). L’importante è che il tecnico di parte asseveri, con le relazioni e le perizie fotogrammetriche, che l’immobile è stato realizzato con giusta licenza edilizia rilasciata dal 64 al 67 ed era esistente alla data dell’entrata in vigore della legge n. 47/1985, per cui la pratica di condono per “diversa distribuzione interna” può essere definita».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...