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INTERVISTA. Castellammare Oro Mondiale con Angela Procida

Redazione Informare
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9 gennaio 20234 min di lettura

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INTERVISTA. Castellammare Oro Mondiale con Angela Procida

Indice (8)

  • 1Come è nata questa passione per il nuoto?
  • 2Da Castellammare a Madeira, cosa si prova ad essere Campioni del Mondo?
  • 3Ci puoi raccontare la routine di un’atleta del tuo calibro?
  • 4Quanto è importante lo sport nel forgiare il carattere di una persona?
  • 5Prime Paralimpiadi o primo oro, qual è stata l’emozione più grande?
  • 6Ritieni che in Italia ci sia ancora molto da fare in merito alle pari opportunità nello sport?
  • 7Puoi raccontarci l’esperienza più bella da quando è iniziata la tua carriera?
  • 8La vita di tutti riserva sempre delle difficoltà, ma tu ci hai dimostrato che lottando si può superare qualsiasi ostacolo. A tal proposito, cosa ti senti di dire alle persone che ti ascoltano?

Lottare, farlo ogni giorno a testa alta, contro tutto e tutti. Se dovessimo racchiudere la storia di Angela Procida in poche parole, lo faremmo esattamente così. La giovane nuotatrice di Castellammare di Stabia, sulla sedia a rotelle da quando aveva cinque anni per un incidente automobilistico, vola a Madeira, per i Mondiali di nuoto Paralimpico che si sono tenuti in Portogallo nei mesi scorsi e sbaraglia la concorrenza.

Angela vantava nel suo palmares, prima di Madeira, una partecipazione ai Giochi di Tokyo del 2020, oltre che un 2° posto nei 50 dorso e un 3° nei 100 dorso ai Campionati Mondiali di Londra del 2019. La sua esperienza portoghese è stata invece condita da risultati straordinari: un oro nei 200 stile libero, un argento nei 50 dorso e due bronzi, rispettivamente nei 50 rana nei 100 dorso. Abbiamo intervistato la nostra campionessa mondiale per scoprire tutti i retroscena e le emozioni nell’essere ufficialmente sul tetto del mondo.

Come è nata questa passione per il nuoto?

«Come tutte le cose belle, la mia passione è nata un po’ per caso. All’età di 14 anni ho intrapreso questo percorso; ricordo ancora il mio primo allenamento con gioia e, soprattutto, quella sensazione di libertà, serenità e tranquillità che solo l’acqua mi dà».

Da Castellammare a Madeira, cosa si prova ad essere Campioni del Mondo?

«Credo che non realizzerò mai di aver vinto il Titolo Mondiale, è un momento in cui senti il cuore esplodere, non si riesce mai a prendere coscienza dell’importanza della cosa. Ammetto che nonostante vinca queste medaglie, la mia vita è sempre la stessa. Ma sicuramente più vinco e più ho voglia di vincere e gareggiare».

Ci puoi raccontare la routine di un’atleta del tuo calibro?

«È una vita fatta di sacrifici, sveglie mattutine, talvolta notturne, soprattutto perché non solo pratico sport, ma frequento anche la facoltà di ingegneria biomedica presso l’Università Federico II di Napoli. La mia giornata tipo è: nuoto la mattina presto, studio, mangio, studio, mi alleno e qualche volta esco; invece, quando ho gli esami, diventa tutto più impegnativo, perché bisogna conciliare tutte le varie fasi della giornata».

Quanto è importante lo sport nel forgiare il carattere di una persona?

«Nella mia vita ha contribuito a rendermi la persona che sono oggi, quindi credo che lo sport in generale ti aiuti ad essere più determinata, sicura di sé, tenace, ma anche serena, perché ti dà la possibilità di liberare la mente durante gli allenamenti».

Prime Paralimpiadi o primo oro, qual è stata l’emozione più grande?

«Indubbiamente le Paralimpiadi sono il sogno di ogni atleta, anche se ogni gara internazionale ha il suo perché e la sua importanza».

Ritieni che in Italia ci sia ancora molto da fare in merito alle pari opportunità nello sport?

«Assolutamente sì, l’Italia è ancora arretrata rispetto a molti altri Paese. C’è da dire però che ogni anno si fa sempre un piccolo passo in avanti, anche perché lo sport Paralimpico è sempre più seguito, il livello è sempre più professionale».

Puoi raccontarci l’esperienza più bella da quando è iniziata la tua carriera?

«Credo siano state proprio le Paralimpiadi di Tokyo2020+1, vivere l’esperienza olimpica ti fa capire quanto tu sia arrivata in alto, nell’Olimpo. Vedere tutte le nazioni di tutti gli sport uniti dalle stesse emozioni mi ha fatto provare sensazioni forti ed intense. Posso assicurarvi che vivere l’esperienza Olimpica ti cambia per sempre e ti mostra il vero valore dello sport agonistico».

La vita di tutti riserva sempre delle difficoltà, ma tu ci hai dimostrato che lottando si può superare qualsiasi ostacolo. A tal proposito, cosa ti senti di dire alle persone che ti ascoltano?

«Mai smettere di sognare, di lottare per i propri obiettivi. Soprattutto voglio ricordare che dopo la tempesta c’è sempre l’arcobaleno, che quando tutto ti sembra impossibile è lì che inizia la vera sfida. Bisogna reagire per superare ogni limite».

Tags
  • #Angela Procida
  • #castellammare
  • #nuoto
  • #Oro
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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