
Un futuro che spaventa, oggi più che mai. Da quelli che erano i dati incoraggianti delle scorse settimane, pian piano si sta entrando in un oblio, dalla quale sarà ancora più difficile uscirne. Crisi energetica, aumento dei prezzi, guerra, pandemia: sono le parole che più ricorrono quando si menzionano le cause di questa irreversibile fase recessiva che sta coinvolgendo tutti. Da noi cittadini, come sempre ultimo anello di un qualcosa più grande di noi, alle PMI e aziende fino ai piani più alti. Nella provincia di Caserta, prima di marzo 2020, si registrava una chiusura di aziende che variava dal 5-6%: dato che si è più che raddoppiato fino ad oggi e che è sempre più in aumento. I ristori a poco sono serviti e i commercianti gridano “ora basta, c’è bisogno di aiuti concreti da parte del nuovo governo”. Imprenditori che prima hanno avuto la forza di rialzarsi da soli ora sono in ginocchio, così come il Sistema Italia. Abbiamo fatto il punto della situazione con il Presidente di Confcommercio Caserta Lucio Sindaco.
«È un dato sicuramente reale o, almeno, lo era. Di recente il Sole24ore ha pubblicato un articolo nel quale si parla di una rivisitazione del PIL, molto in ribasso rispetto alle aspettative: dovrebbe aggirarsi intorno allo 0,5%. Una prospettiva di recessione, rispetto ad un dato molto incoraggiante nelle previsioni, che era frutto della fase immediatamente successiva al Covid e che lasciava pensare ad una visuale, di sviluppo e di crescita sia nel comparto industriale che nel commercio, molto ottimistica. Questa rivisitazione, invece, è frutto di quello che sta accadendo negli ultimi mesi e che deve ancora accadere nei prossimi giorni. Una prospettiva di recessione che spaventa gli esercenti delle attività commerciali e tutto il mondo dei servizi».
«Oggi la pandemia sembra quasi dimenticata perché, come sempre, il male maggiore copre quello minore. Il covid ha fatto sì che le aziende ripensassero le loro strategie, ma questo pensiero è stato stravolto dall’inatteso aumento dei prezzi generale che ha generato preoccupazioni di non poco conto: ovunque, dal comparto industriale al commerciale. Sotto questo aspetto, al momento, ancora si attendano risposte concrete dal governo italiano e ci auguriamo che questo avvenga quanto prima».
«Molto relativamente. I vari interventi, dal 2020 in poi, sono stati una goccia nel mare rispetto a quelli che poi sono stati i danni che le aziende hanno subito per effetto del covid. La forza nelle aziende è stata maggiore rispetto ai ristori che sono arrivati. È stata una risposta relativa rispetto ad un problema macroscopico».
«Abbiamo stimato circa tra il 10-20%, durante il periodo del Covid, di aziende che hanno chiuso. Un dato fisiologico di chiusura sul territorio, in generale prima di marzo 2020, variava dal 5-6% annuo; credo che questo dato si sia più che raddoppiato nel periodo Covid».
«Lo scenario è drammatico. Assisteremo, come già sta succedendo, ad un’inflazione importante, ma con un fenomeno di recessione che è quello che più spaventa. Avere contemporaneamente inflazione e recessione è un problema serio sul quale vanno subito intraprese, da parte del governo e dell’Unione Europea, delle risposte serie e immediate. Non possiamo aspettare. Ottobre sarà un mese nel quale tutti i prezzi dei generi alimentari subiranno degli aumenti importanti: la bolletta dell’energia subirà un aumento del 40% e capirà bene qual è lo stato d’animo dei commercianti e di tutte le aziende del territorio. Siamo in una situazione al limite dell’impossibile. Non bisogna pensare di conoscere i crediti d’imposta successivi perché i crediti d’imposta sono post pagamento, ma se le aziende, nel frattempo, non pagano purtroppo l’energia elettrica viene tagliata e i negozi chiudono».
«Non abbiamo una sorta di osservatorio che copra un ventaglio ampio di esercizi commerciali. Al momento stiamo registrando aumenti di prezzo, ma non abbiamo fenomeni di speculazione; però, ci aspettiamo che questo possa avvenire o almeno sappiamo che alcune categorie, non tanto di commercianti quanto di aziende industriali, hanno aspettato a mettere sul mercato alcuni beni nell’attesa che i prezzi aumentassero. Questo sicuramente sta favorendo l’aumento dei prezzi: la minore disponibilità sul mercato. Non registriamo, almeno nel comparto del commercio, atteggiamenti speculativi, ma siamo ancora all’inizio di questa grande complicazione per cui dobbiamo vedere cosa succederà nei prossimi mesi. Saranno significativi sia da un punto di vista di aumento, ma anche da interventi che il governo dovrà fare. Credo che questa sia, dal dopoguerra ad oggi, la più grande crisi che possa mettere in ginocchio il “Sistema Italia”».
«Il cittadino può difendersi ricorrendo alle associazioni dei consumatori che sono abbastanza attive. Cercando di ottimizzare i consumi: ognuno deve fare la sua parte in un momento di grande difficoltà, nessuno può tirarsi indietro. È chiaro che il cittadino è l’ultimo anello della catena ed è quello che meno può influenzare certi processi. Però, la diminuzione dei consumi sicuramente è un qualcosa che incide sulle famiglie. Se c’è un’attenta gestione dei consumi energetici, può aiutare il sistema in generale, ma il cittadino poco può influenzare i processi generali ed è l’unico che subisce gli effetti devastanti di questi aumenti».
«Confcommercio Caserta, per venire incontro alle esigenze dei commercianti, ha messo in piedi un sistema di aiuti a coloro che vogliono capire meglio i consumi energetici, come si sviluppano e quali possono essere le strategie per ridurli. Una sorta di consulenza tecnica per aiutare coloro che avranno bollette importanti e che hanno poca confidenza a districarsi in un mondo dove non è semplice farlo. Un aiuto tecnico per tutti gli associati».
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