
L’artista napoletano Diego Cibelli è il vincitore del “Premio Caruso – L’uomo oltre il mito”: concorso indetto dal Museo Madre di Napoli e rivolto agli artisti under 35, chiamati a raccontare la figura di Enrico Caruso.
Lo scorso 17 giugno, Cibelli ha presentato l’opera vincitrice al Museo Madre insieme alla Presidente della Fondazione Donnaregina Angela Tecce e la curatrice Alessandra Troncone. Cresciuto a Scampia, dove adesso ha aperto il suo studio, Diego Cibelli ha studiato prima all’Accademia di Napoli e poi in quella di Berlino, dove ha avuto inizio la sua carriera internazionale. Specializzato in ceramica e porcellana, Cibelli si muove tra arte e design, tra passato e presente, nazionale e internazionale.
La porcellana è il campo in cui l’estro di Cibelli si esprime al meglio, un materiale che l’artista ha conosciuto «in contesti di fabbrica, molto intensi e caotici, dove non c’è il tempo per riflettere, ma il pensiero e la visione si manifestano in stretto connubio con la sperimentazione materica.» L’ispirazione nasce così dalla continua sperimentazione, alla ricerca della bellezza. Cibelli porta la sua ricerca in tutto il mondo: in Cina, alla Biennale Internazionale di Ceramica, a Napoli, nel Museo Real Bosco di Capodimonte, a Berlino, Tokyo e Shangai. L’ultima esposizione lo vede a Seattle, per una mostra personale al SAM Museum, dove le sue opere sono state messe in dialogo con la collezione di porcellane del museo, fatta di più di mille lavori tra Asia e Europa.
Diego spiega che le sue cinque sculture sono entrate in una sala «così piena e allo stesso tempo così leggera» che «rispecchia molto il mio sentimento verso la mia città, verso i tanti libri che ho consumato da bambino, e i tanti musei che quotidianamente rivivo.»
L’artista crea un dialogo tra i tanti luoghi che ispirano la sua ricerca: «entrare in contatto emotivamente con le storie e con la storia dell’arte mi dà la possibilità di condividere la parte più intima di me.» Tornato a Napoli, Diego ha interpretato il concorso come un’opportunità di dare spazio ad altri artisti emergenti: «per il premio Caruso ho voluto creare un dispositivo con una «curva larga”. Ho voluto celebrare la musica e guardare alle nuove generazioni che cercano risorse per poter autofinanziare la propria ricerca.»
Attraverso un secondo bando, che riprende la citazione di Nietzsche «bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante» per ispirare altri artisti musicisti a sublimare la propria vita. L’intento di Diego è di rendere l’arte uno strumento «per andare oltre la propria storia e intrecciarla con tutti i miti possibili», così ha selezionato il gruppo RIP come vincitore del contest, aiutandoli a produrre tre tracce musicali e un videoclip all’interno del MADRE. A testimonianza della vittoria, Diego ha creato due sculture in porcellana: uno, sarà presente nella collezione del MADRE e l’altro è un dono per il gruppo.
Cibelli ha interpretato la frase del bando, “l’uomo oltre il mito”, come una riflessione sulla figura umana di Enrico Caruso, tenore napoletano diventato popolarissimo all’inizio dello scorso secolo. Il talento gli vinse una tournée internazionale e il merito di diventare il primo cantante ad incidere le sue arie d’opera su dei vinili, nel 1902, che arrivarono fino agli Stati Uniti. La scelta è ricaduta su Caruso in virtù della sua rilevanza nel panorama culturale e musicale di Napoli, ma anche per via della modernità del suo successo. La figura di Caruso è stata infatti conosciuta dal mondo grazie alla diffusione di tecnologie come i dischi in vinile, che hanno permesso la riproduzione, anche all’estero, delle sue opere.
Cibelli e Caruso sono accomunati così dalla voglia di esplorare il mondo attraverso l’arte. Secondo la Presidente Tecce, Cibelli è un «artista barocco» che si esprime grazie ad una «pratica estrosa, ricca, intimamente contaminata», che è anche generosa, nella sua capacità di coinvolgere altri mezzi espressivi, artisti emergenti e nuove realtà. La vittoria di Diego Cibelli è la dimostrazione che oltre il mito, gli uomini possono essere fonte di grande ispirazione.
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