
Camorra, corruzione e malattia. Queste alcune delle problematiche a cui quotidianamente i cittadini campani sono costretti a far fronte, mettendo a rischio la propria vita, poiché colpevoli di essere nati nella terra “sbagliata”. Proprio su queste tematiche abbiamo chiesto un’opinione al Dott. Domenico Airoma, da più di 30 anni al servizio della giustizia Italiana, attualmente Procuratore della Repubblica ad Avellino.
«La sentenza arriva dopo un lungo percorso di approfondimento che ha come destinatarie soprattutto le Istituzioni, perché parte da un dato: nonostante la situazione fosse considerata in maniera conclamata molto grave, gli interventi di tamponamento e informazione realizzati dalle istituzioni sono stati inadeguati ed insufficienti. E poi c’è il problema delle bonifiche: dallo Stato, dice la Corte di Strasburgo, sono stati avviati interventi solo per il 3% dei siti contaminati, e questo è un grave atto di accusa che riguarda tutti, sia le amministrazioni centrali, ma anche quelle periferiche, Regione compresa».
«Molto spesso risultava difficile persino acquisire la singola informazione, tanto da rendere necessario l’utilizzo dei poteri delle autorità giudiziarie per ottenerla. Poi c’è da dire che riguardo la materia ambientale, purtroppo, esiste una rete di competenze tanto intricata da rendere complicato capire a chi siano affidate determinate competenze, e ciò agevola il rimpallo di responsabilità. Sicuramente ciò che mi ha più colpito è stato il fatto che, dopo aver messo a disposizione gli esiti degli studi che abbiamo effettuato con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità, ad oggi non sappiamo ancora se questi dati siano stati effettivamente utilizzati o meno».
«La criminalità organizzata tende sempre ad occupare dei vuoti e a dare risposte che chi dovrebbe dare non dà. Anche nel caso della gestione e dello smaltimento dei rifiuti è accaduta la stessa cosa. Tutto questo altro non è stato se non il risultato di un vuoto lasciato dalle Istituzioni, che non riuscivano a fronteggiare adeguatamente la problematica dei rifiuti. La criminalità organizzata non ha fatto altro che approfittare di queste carenze, di queste lacune. Fa così la camorra, dappertutto. Dove non c’è lavoro offre lavoro, e dove c’è bisogno di prestiti ne concede, arrivando perfino ad acquisire le stesse imprese in difficoltà. Poi chiaramente ci sono le modalità tradizionali, come il traffico di droga, ma la camorra sta investendo particolarmente su tutto il campo delle dipendenze, soprattutto scommesse e ludopatia».
«La corruzione è sempre un patto, è come il matrimonio, bisogna essere in due per volerlo e per farlo funzionare. Deve esserci quindi un politico disposto a farsi corrompere, ma anche qualcuno che corrompe. Per cui è importante sicuramente allontanare i politici corrotti, ma sarebbe anche il caso di giocare d’astuzia, chiedendoci chi è a corrompere, sradicando il problema alla radice. La tendenza alla richiesta del favore, della raccomandazione, è l’anticamera della corruzione. Se si cercasse di agire sul lato della “domanda” forse ci sarebbero comunque i politici corrotti, ma avrebbero meno occasioni per farsi corrompere, e questo significa chiaramente promuovere un cambiamento di mentalità, di cultura».
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