
L’ obiettivo è dare una svolta, soprattutto dopo lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche nel 2023. Motivo: compravendita di voti di stampo mafioso. Da poco più di un mese Melito ha un nuovo sindaco, o meglio una nuova sindaca, Dominique Pellecchia, in quota Pd ma sostenuta dal M5S e da diverse liste civiche. È bene sottolinearlo perché si tratta della prima donna a ricoprire la carica di primo cittadino della città. L’abbiamo incontrata all’interno del palazzo comunale melitese per un’intervista.
«Negli anni è stata costruita una squadra ben radicata sul territorio che rappresentasse tutte le zone di Melito e c’è stato tanto studio. In fase di campagna elettorale ho avuto la percezione che la vittoria sarebbe arrivata al primo turno perché tra le strade c’era tanta fiducia riposta in noi da parte della gente. Infatti, il 70,25% di preferenze lo ha confermato».
«Mi sono avvicinata ai temi ambientali e culturali con un’associazione che si occupava di sensibilizzare i cittadini sul tema della raccolta differenziata. Poi sono entrata a far parte del Forum dei giovani e sono diventata responsabile della cultura, esperienza che ho lasciato per candidarmi alle amministrative del 2013, anno in cui sono stata eletta a consigliera per la prima volta. Successivamente sono diventata assessora alla Cultura e all’Istruzione, alle Politiche giovanili e alla Legalità. Dopo una parentesi come segretaria di partito, mi sono candidata a sindaco nel 2021: da lì è partita la mia esperienza come capo dell’opposizione. Il 2026 ha segnato l’inizio di una nuova responsabilità: guidare la città come Sindaca, l’inizio di un mandato fondato su impegno, ascolto e responsabilità verso la comunità».
«Siamo in dissesto finanziario dal 2019. L’OSL (Organo Straordinario di Liquidazione ndr) è ancora insediato e lo sarà per i prossimi mesi. È una situazione non florida: molte cose non sono state risolte e avremo una situazione ancora debitoria nei confronti del nostro ente. È chiaro che le questioni le conosci meglio dall’interno: ci sono delle opportunità che dovremo cogliere. Mi riferisco soprattutto ai fondi extracomunali o sovracomunali, ma bisogna gestire bene quello che c’è. La buona amministrazione si misura dalla capacità di valorizzare al meglio le risorse disponibili».
«Nella giunta siamo in 8, me compresa, 4 donne e 4 uomini. Non è stata una cosa studiata a tavolino. Sicuramente tra i criteri c’è stato il rispetto di genere così come previsto dalla legge, ma io credo molto nel merito che vada oltre il genere».

«Negli anni scorsi Melito è stata completamente abbandonata. In campagna ho parlato di decoro urbano, di sicurezza, di legalità. Dopo un incontro con il Prefetto di Napoli (Michele di Bari ndr) sono già riuscita ad ottenere delle unità dei carabinieri in aggiunta a quelle che già abbiamo in tenenza. Tuttavia, gli ho parlato della necessità di avere una situazione più strutturata per quanto riguarda il loro numero in generale, così come quello degli agenti della Polizia Municipale. Vorrei restituire ai cittadini una Melito sicura. Sicurezza è però anche illuminazione: ho fatto scrivere al nostro gestore perché le lampadine al servizio della comunità melitese non sono sufficienti a rendere la città sicura. Infatti, ultimamente ci sono state delle morti sulle strade di Melito per incidenti stradali. In merito a questo, durante la campagna elettorale abbiamo presentato un progetto sull’educazione stradale all’interno delle scuole. Bisogna formare all’educazione stradale, oltre che civica, i bambini fin da piccoli».
«Melito si trova in una posizione strategica perché è vicina agli accessi di autostrada, asse mediano, circumvallazione esterna. E poi confina con Napoli. È mia intenzione, qualora trovassimo fondi, costruire uno studentato utile all’Università di Scampia».
«Quanto non lo posso sapere. Non ho mai avuto nessun tipo di avvicinamento altrimenti l’avrei denunciato. La soluzione è amministrare nel solco della norma, della legge e della legalità, che secondo me mantiene lontane in maniera automatica determinate persone e dinamiche. La camorra si combatte anche componendo le liste in un certo modo e leggendo le storie delle persone che si scelgono. Gli strumenti nelle mani di un sindaco sono la denuncia e la vicinanza alle forze dell’ordine, al prefetto, figure con le quali cerco di interfacciarmi anche per consigli».
«È vero che ci sono tanti giovani sfiduciati, ma ce ne sono anche tanti altri motivati. Credo che un ruolo importante ce l’abbia la scuola. Io sono un’insegnante e ho sempre responsabilizzato i miei studenti sul diritto e dovere di voto o sull’importanza di leggere i programmi, per esempio. Poi ci sono i partiti, che devono far rinascere le giovanili. Dobbiamo anche essere noi amministratori a offrire buoni esempi: con buone pratiche amministrative e una buona comunicazione possiamo far riavvicinare i giovani alla politica».
Leggi anche: Napoli ha bisogno di sangue: appello dell’Asl 1
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...