
Il danno è stato fatto. Un danno grave, probabilmente irreparabile, che ha avuto una serie di pesanti ripercussioni sulla vita dei cittadini, soprattutto in Campania. È ormai nota la sentenza della CEDU, che alla fine di gennaio ha condannato l’Italia per aver violato il diritto alla vita della popolazione residente nella “Terra dei Fuochi” e per aver sottovalutato la necessità di bonificare le tante discariche contenenti rifiuti tossici e pericolosi, i quali hanno avvelenato a lungo terreni e territori. Da sempre Informare ha a cuore il tema ambiente: nel corso degli ultimi due decenni il giornale ha denunciato tutte le illegalità legate al business rifiuti che hanno interessato la città di Castel Volturno e i comuni limitrofi. Pochi mesi fa abbiamo ospitato in redazione Sergio Costa e Antonio Giordano, rispettivamente vicepresidente della Camera dei Deputati e direttore dello Sbarro, istituto di ricerca italo-americano impegnato in prevenzione oncologica, che hanno commentato la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Dopo la nomina del Generale Giuseppe Vadalà a Commissario straordinario unico per la Terra dei Fuochi, effettuata dal governo Meloni, abbiamo rivolto lo stesso invito a colui che nei prossimi due anni si occuperà di coordinare i lavori di bonifica delle discariche e dei siti contaminati. Un incontro durante il quale i cronisti di Informare hanno fatto delle domande.
«Ho notato che si parla sempre di Stato inteso come istituzione composta da politici, commissari e forze dell’ordine, ma di esso fanno parte anche i singoli cittadini e gli enti territoriali. Lo Stato centrale non riesce ad arrivare sulle discariche e bonificarle in poco tempo come se avesse una bacchetta magica. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche, partendo per esempio dalle segnalazioni sullo smaltimento illecito dei rifiuti. Sicuramente in Campania la camorra ha avuto un grande impatto negativo sul sistema, riuscendo a mettere su un business assai fruttifero. Dico anche due cose: da una parte si è capito tardi che il rifiuto può essere valorizzato, dall’altra c’è stato un vuoto normativo, quindi non ha funzionato bene il sistema di gestione del rifiuto nazionale. Per farlo ci vogliono gli impianti, c’è poco da fare. Quando finiremo di bonificare e mettere in sicurezza l’ultima delle 200 discariche abusive, ci sarà un’altra parte di rifiuti che dovrà essere trattata, forse termovalorizzata. Si tratta della parte incomprimibile».
«Il mio compito non è giudicare le decisioni dello Stato o di una regione, bensì eseguire. Il sistema dei rifiuti è esploso a causa della modernità ed è il prodotto dell’evoluzione economico-sociale del mondo intero. Questo per dire che probabilmente non bastano i commissari per risolvere il problema, così come non basterebbe la direzione. Per portare avanti le bonifiche sono necessarie strutture operative efficaci che possano lavorare in sinergia con i comuni e le regioni».

«I comuni sono importanti per l’operatività, mentre le regioni pensano a fondi e indirizzi. Per quanto riguarda le 81 discariche abusive su 200 di cui ci siamo occupati, il lavoro è stato svolto insieme a loro. Devo dire che esistono comuni più virtuosi che colgono l’occasione del commissario per poter sviluppare anche dei progetti interessanti post-bonifica. Il nostro auspicio quindi è quello di una collaborazione totale».
«In Italia, secondo i dati Ispra, ci sono migliaia di siti da monitorare. Una delle regioni che ne ha di più è la Lombardia. La particolarità della Campania, invece, è che c’è stato un grande flusso di rifiuti che da altre regioni è stato fatto arrivare qui. Tuttavia, la vostra regione non è l’unica area su cui porre attenzione. Una delle cose che si può fare in questi territori è ridurre lo smaltimento dei rifiuti in superficie. È diventato troppo comuni lasciare rifiuti per strada».
«Con la CEDU abbiamo un’interlocuzione attraverso il Consiglio d’Europa. Dobbiamo ovviamente soddisfare le esigenze e porre degli obiettivi che possono essere raggiunti, come screening, 500 ettari di terreni agricoli da monitorare, 33mila tonnellate di rifiuti sulle superfici da togliere ecc. In questi due anni con la CEDU si stabiliranno, attraverso le riunioni che ci saranno, dei target che dobbiamo raggiungere».
«Dei NIPT test non ne ho notizia, ma verificherò. Posso però dire che le Asl hanno fatto un lavoro di monitoraggio su sei tipi di tumore nei novanta comuni della Terra dei Fuochi. Insieme a loro, l’obiettivo è aumentare le attività, cioè le prestazioni e le attività di screening. Vogliamo arrivare a 50mila prestazioni all’anno per ogni Asl. Altri aspetti fondamentali sono l’informazione e la trasparenza del dato. Sul nostro sito (www.commissariobonificadiscariche.governo.it ndr) ogni mese sarà pubblicato un aggiornamento della nostra relazione».

«I dati della Regione Campania sono aggiornati al 2021-2022, poi ci sono le proiezioni del 2025. Sono gli stessi dati che abbiamo riportato nella relazione. Poco fa ho citato il lavoro sulle sei tipologie di tumore, grazie al quale sono state individuate le aree dove c’è minore o maggiore presenza di questi. Uno sforzo da parte della regione è stato quindi fatto».
«Rispetto al 2018 i roghi tossici sono diminuiti. Il Governo sta mettendo a punto delle disposizioni per contrastare sia l’abbandono che i roghi tossici, a seguito di un lavoro sinergico tra le prefetture di Napoli e Caserta e il Ministero dell’Interno. La tecnologia gioca un ruolo importante su questo. Tuttavia, possiamo avere il più bel sistema di sicurezza per prevenire gli incendi, ma se non ci sono forze pronte in strada per intervenire serve tutto a poco. Devo sì avere i droni, i satelliti, ma quello che serve è un sistema generale che faccia sì che non si scarichi più».
«Noi lavoriamo con le attività di prevenzione e la normativa delle white list, anche se non basta, perché con il subappalto le ditte in odore di criminalità possono comunque subentrare nei lavori in un secondo momento. Nel 2018 abbiamo firmato un protocollo di legalità, grazie al quale controlliamo le spese dei subfornitori e dei subcontraenti. Le white list servono e non è vero che si allungano i tempi, perché i lavori vanno sempre avanti, anche nel caso di controllo ad una determinata ditta».
«Per contrastare la corruzione negli appalti sono necessarie le gare, che sono il miglior antidoto per l’infiltrazione criminale. Sono d’accordo sull’introduzione di un ufficio generale per quanto riguarda i lavori. Comunque il direttore dei lavori è una figura centrale e va selezionato bene, ma allo stesso tempo la stazione appaltante deve controllare e garantire sicurezza e un controllo ferreo».
«È chiaro che il traffico illecito di rifiuti esiste ancora. Tanti sono stati trattati all’estero. Purtroppo, come già detto, non esiste ancora un sistema virtuoso di gestione del rifiuto. Un discorso che non vale solo per la Campania. Dobbiamo continuare a fare buone politiche, a costruire impianti, e vanno spiegati alle persone i motivi di queste costruzioni. Gli impianti occorrono».
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