
Casal di Principe continua a fare notizia per le eccellenze del suo territorio. Nicola Goglia, proprietario insieme al padre Emilio della nota pasticceria casalese “Emilio il Pasticciere”, è stato ammesso per la sua arte pasticciera nella rinomata e ambitissima associazione APEI. Acronimo di “Ambasciatori Pasticcieri Eccellenze Italiane”, APEI è un’associazione fondata da Iginio Massari e ne fanno parte i migliori pasticcieri italiani nel mondo: il Pastry chef di Cracco, di Cannavacciulo e tanti altri. Accedere a questa associazione non è semplice, bisogna avere dei requisiti importanti sia dal punto di vista professionale, perché bisogna superare un esame di ammissione, sia dei requisiti di immagine e di azienda di alto livello, con un forte orientamento alla qualità e all’innovazione. Siamo andati nella storica sede di Casale e abbiamo fatto una lunga chiacchierata.
«La prassi è questa: bisogna prima mandare una richiesta per essere ammesso in associazione. Dopodiché arriverà in negozio un gruppo di ispezione APEI per controllare il punto vendita, il deposito, i servizi, l’infermeria e gli spogliatoi. Dopo questo controllo, la commissione decide se ammetterti o meno all’esame. Dopo l’accettazione, la prova si articola in due parti: bisogna portare un pezzo artistico e un dolce. Nel mio caso ho scelto lo zucchero artistico, perché da anni mi sto formando alla scuola di Davide Malizia a Roma per la lavorazione dell’isomalto e, poi, ho inventato un nuovo dolce: ho portato a Brescia il territorio attraverso “Perla del Sud”».
«L’ingresso in APEI è un punto di arrivo, ma anche di inizio. Confrontarmi con questi artisti del mestiere è sempre stato un sogno, ma adesso sento anche la responsabilità di non deludere le aspettative. Da questo punto inizia un altro capitolo del mio percorso professionale: per arrivare qui io non mi sono mai fermato e continuerò a non farlo per stare sempre al passo con questi grandi maestri. La mia crescita professionale è di riflesso, poi, per quella dei miei collaboratori. Quando alzi la qualità è perché la lavori e la studi, e se la lavori automaticamente cresce la competenza dei collaboratori».
«Crescere professionalmente, stare insieme e confrontarsi. Il confronto è la base della crescita in qualsiasi ambito. Se poi si ha la fortuna di dialogare con i migliori, la crescita è maggiore ed importante. Inoltre, APEI è sempre presente in manifestazioni di alto livello ed i membri dell’associazione sono professionisti chiamati in causa per giudicare i vari campionati. Saremo presenti al SIGEP e faremo dei seminari sia tecnici che pubblici».

«Questo dolce nasce da un gesto di condivisione: nel nostro territorio, da maggio a giugno, c’è la raccolta sia delle ciliegie che delle albicocche. Visto che Casal di Principe è un paese con un cuore enorme, ogni anno ci sommergono di ciliegie e albicocche. Una sera, mentre tornavo a casa ed avevo un carico di questi frutti in macchina, sentii questo profumo e subito pensai che dovesse venirne fuori un dolce. Non avevo ancora sperimentato niente per l’ammissione in APEI, ma sapevo che questa era la strada giusta. È stato un mese di preparazione ferrea e successivamente tutto quello preparato ha dato frutto nell’esame che ho sostenuto. Il tutto si è concluso con un grande applauso, da parte della commissione, che mi ha riempito il cuore. I maestri si sono complimentati principalmente per lo studio e la passione che c’era dietro “Perla del Sud”, perché abbinare cioccolato, albicocche e ciliegie è difficile».
«Non è un dolce che abbiamo al banco perché non è adatto all’alta produzione. In tanti, però, ce lo stanno chiedendo, quindi lo metteremo varie volte l’anno come edizione limitata».
«È molto articolato: c’è un croccante, un composto alle albicocche (sia spezzettate che succo), un cremoso di albicocca, un gelè di ciliegia e una mousse al cioccolato; per dare il giusto equilibrio ho studiato ed ho scelto due tipologie monorigine del cioccolato: uno al latte al 53% e uno fondente al 55%. Il tutto glassato con glassa al cacao, con un disegno di una pigna, in riferimento al pezzo artistico che ho fatto. Mi sono concentrato principalmente sul gusto e sulla masticazione, ma anche sulla struttura: infatti quando si taglia questa torta, si vede un’articolazione importante. In tutto ci sono volute tre settimane di duro lavoro».
«Mio padre è sempre stato molto fiducioso. Sa quanta passione e dedizione metto nelle cose che faccio e mi ha sempre appoggiato in tutto. Infatti, prima di fare la richiesta in APEI, ho parlato prima con lui, con mia moglie e con mia madre per avere il loro supporto perché per questa preparazione, che mi teneva impegnato in laboratorio 7 giorni su 7, sarei mancato sia a casa, dai miei affetti, che dalla pasticceria. Il supporto della famiglia è stato fondamentale: mi hanno dato la tranquillità e la fiducia.
Questo è stato un motivo in più per spronarmi a farcela e ad avere la lucidità giusta. È questione di mentalità: questa frase nasce dal mio osservare mio padre, tutto quello che ha fatto e che mi ha insegnato. Se c’è impegno dietro una cosa, si raggiungono i risultati e se si ha una mente aperta, si ingranano sempre nuovi stimoli e nuove idee».
«A me piace molto fermarmi a parlare con i giovani, io sono uno di loro. Vengo da una generazione di fuoco in questo territorio: da una famiglia che mi ha dato dei valori, ma allo stesso tempo ho praticato “il marciapiede”. Sono stato un ragazzo di Casal di Principe, con tutti i pro e i contro. Essere di questa città per me è un valore aggiunto, per tanti può essere una palla al piede perché per colpa della cattiva informazione siamo etichettati tutti in un certo modo.
Per me è un plus perché ogni volta che ti si presenta davanti una sfida, un esame di ammissione, un concorso, devi dimostrare che vali e soprattutto che vali come tutti gli altri, come qualsiasi altro ragazzo proveniente da altre parti d’Italia».
«Più che allargare, non abbiamo mai pensato di andar via. Sappiamo benissimo che 15/20 anni fa Casal di Principe era nel boom di notizie negative perché, proprio in quel tempo, noi stavamo per investire e creare questo centro produzione. È stato un investimento importante e non abbiamo mai pensato di andare via sia perché siamo nati qua, perché il popolo di Casal di Principe ci ha dato tanto e noi non molliamo, restiamo qua a fare il nostro come meglio possiamo».
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