
Napoli è protagonista quest’anno più degli altri: dal cinema alle serie tv, dal calcio allo sport, dalla musica all’arte, sembra che Napoli sia l’unico fermento nel piattume italiano. Tutto questo non accade per Napoli ed i napoletani solo oggi, bensì questa centralità è forse proprio figlia di un percorso lungo che passa anche dalla street art. A Napoli è infatti esploso Jorit, il murales di Maradona dei quartieri spagnoli è diventato meta di pellegrinaggio e persino Banksy ha fatto tappa qui, così come nel tempo centinaia di testimonianze che raccontano la quotidianità spontanea di Napoli celebrandone i successi e le icone attraverso l’arte di strada.
Ovviamente pensando alla street art la prima cosa che viene in mente è il calcio, ma ad essere rappresentata è anche la cultura partenopea. Questo mezzo comunicativo è diventato uno strumento di riqualificazione. È proprio in questo contesto che si pone la ricerca portata avanti da “Forza Napoli sui muri”, una pagina Instagram nata proprio dall’esigenza di raccontare quell’amore e quel fervore che sono alla base di questa forma espressiva. Abbiamo deciso di intervistare Daniele Carrano, che si cela dietro “Forza Napoli sui muri” ed “Escape”, e che negli anni ha raccontato Napoli, il Napoli ed i napoletani.
«Bella domanda, probabilmente la nostra attitudine nello stare sempre in giro e poco a casa. Viviamo la città e da quando abbiamo scoperto i murales li vogliamo ovunque, ci affezioniamo. Non sempre è un bene però, spesso si vedono in giro opere di dubbio gusto, ma soprattutto a volte è un po’ come nascondere la polvere sotto al tappeto».
«Economicamente credo la città ci abbia guadagnato molto, mi riferisco ai privati soprattutto fra BnB e ristoranti. Chi non è fra questi probabilmente ci ha perso perché non si può godere più la città. Bisognerebbe trovare un compromesso, il turismo di massa sta degenerando a mio parare e nei vari murales ci trovo un esempio valido. Chiunque ormai vuole qualcosa fuori al suo negozio, fuori casa sua. Ben venga, assolutamente, ma sarebbe meglio insistere per una strada pulita e servizi vari: mi rendo conto che è un tipo di richiesta più complicata da fare e che probabilmente non riceverebbe risposta».
«Credo che ormai siano cambiati i tempi. La spontaneità non si è totalmente persa piuttosto ha imparato come fare soldi, attirando turisti. In alcune zone c’è ancora, piccoli murales e scritte si trovano, che sono puri atti di vandalismo. È un discorso da rilegare soprattutto al centro forse. Anche qui però per lo scudetto alcune scale sono state tinteggiate, sono stati realizzati i vari scudetti e murales: c’è voglia di festeggiare. Quando terminerà questo boom probabilmente nelle zone turistiche ci sarà un po’ di autenticità in più, senza dover metter panni stesi finti, Maradona ovunque e stereotipi vari richiesti dal turismo».
«L’arte urbana è importante, ma andrebbe gestita meglio. Il murales di Maradona nei Quartieri è un esempio di riqualificazione, anche la Sanità lo è. L’arte urbana fa girare soldi, ma se non migliorano servizi e si creano posti di lavoro veri è tutta fuffa».
«Il Ciuccio è tornato ad urlare, ha pianto di gioia e sta tornando. Ho più di mille foto, Napoli è tutta azzurra da mesi, spero di raccontare tutto al meglio e quanto prima»
«Grazie mille per questo spazio, sono molto contento. Buon lavoro e forza Napoli (città e squadra) sempre!».
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