
Liberarsi dall’amore nocivo e che fa soffrire, è possibile ma soprattutto è necessario. Perché per amare ed essere amati in maniera sana e duratura, non c’è che una strada: vedere ciò che non ci piace nell’altro, non guardarlo solo con gli occhi annebbiati dall’innamoramento, non sopportare di non essere apprezzate/i, accettando le briciole di un sentimento che vorremmo completo, e crescere come persone per iniziare una nuova vita e un nuovo amore. Ma come si riconosce l’amore vero? Per cercare di rispondere a questo quesito abbiamo intervistato l’autrice del romanzo “Sul gradino di marmo”, Francesca Grassi.
«Nell’introduzione mi riferisco essenzialmente al piacere della lettura e della scrittura. Ho scelto di inserire questa frase di Anna Frank perché nonostante oggi io creda molto nella tecnologia e nel progresso, sento il bisogno incessante di scrivere sulla carta. Tutto il piacere consiste nell’odore stesso della carta e, non a caso, come dice Proust: “è tutto una commistione di sensi”, e quindi, il risultato di ciò che si scrive sulla carta non può essere uguale a quello che verrà scritto su un gelido pc. Purtroppo, oggi la comunicazione si è ridotta a poco: ci nascondiamo dietro a degli schermi e ci sentiamo anche più forti. Mentre la carta è lì, ti aspetta senza tempo e ti restituisce un piacere che non ha eguali».
«L’amore, nel momento in cui è a contatto con i concetti precostituiti dalla società, perde quella spontaneità che dovrebbe essere propria del sentimento. Invece, quando il soggetto riesce a scrollarsi il peso delle responsabilità imposte dalla società, il sentimento naviga felice. Lauren e Dotty (le due protagoniste del libro), sono una lo spettro dell’altra; tant’è che Lauren agisce di conseguenza al vissuto di Dotty. Ecco, io sono riuscita a conciliare questi due concetti lasciando sbagliare le protagoniste del mio libro e facendole rialzare con una forza invincibile. Tutto questo mi è servito soprattutto per sottolineare l’importanza dell’emancipazione, della forza femminile e dell’amore, che non dovrebbe essere violenza, egoismo o possesso».
«“Sul gradino di marmo” viaggia su due binari paralleli e ci sono molti flashback. Io non posso ergermi a conoscitrice dell’animo umano al punto tale da poter dire con certezza che cosa sia l’amore. Però è una sfida che ho voluto cogliere perché non si può vivere senza amore. Forse, ci si può illudere di vivere senza innamorarsi. Ma l’amore è semplice ed il legame non deve essere visto come una prigione metaforica. Quando parlo di amore, mi riferisco a tutte le sue sfaccettature: l’amicizia, la famiglia, le passioni e l’ambiente di lavoro. Ecco, questo per me significa cogliere la sfida dell’innamoramento. Non possiamo ridurre la parola amore all’innamoramento, perché bisogna analizzarlo e viverlo in ogni suo aspetto».
«La paura del tempo è enorme. Il tempo è un concetto precostituito ed è sicuramente soggettivo. A volte un minuto felice trascorre così fulmineamente che non riusciamo a coglierne la bellezza, mentre un minuto triste passa più lentamente. Il tempo non deve essere visto come un nemico, eppure oggigiorno vedo persone che corrono sempre di più, quasi come se si volesse afferrare il tempo, ma senza viverlo. Viversi e vivere i momenti di gioia e tristezza che la vita ci regala vuol dire crescere e maturare, ma anche ridiventare bambini. Se noi facessimo emergere un po’ di più la parte fanciullesca che si cela dentro di noi saremmo più felici. Il bambino sa godere di più anche di una semplice caramella, perché invece noi non sappiamo più farlo? È vero quando si diventa adulti bisogna fare i conti con tante difficoltà, ma è necessario fermarsi un attimo e chiedersi: “Stiamo davvero facendo ciò che ci rende felice? Oppure la nostra è solo una mera sopravvivenza?”».
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