
Il tema dei beni confiscati interessa la nostra realtà associativa e giornalistica da anni. Perché noi di Informare crediamo che non vi è reale lotta alla criminalità organizzata senza un riutilizzo corretto e socialmente utile dei beni ad essa sottratti. Giugliano attualmente risulta essere una delle città con più beni confiscati in Campania, di cui molti lasciati inutilizzati, a causa della carenza di personale per gestire le pratiche e di associazioni disposte a rimettere in sesto i beni. Per questo motivo ci siamo confrontati con l’assessore Francesco Casillo, che fra le diverse deleghe a lui affidate dal sindaco Diego D’Alterio, dà un ruolo centrale a quelle alla legalità e ai beni confiscati.

«Le mie deleghe sono tante. Quella a cui mi sento particolarmente legato è quella relativa ai beni confiscati e alla legalità, perché nel mio percorso anche professionale di avvocato penalista ho sempre perseguito finalità di questo genere, difendendo non organizzazioni criminali ma enti e associazioni che si ponessero dall’altro lato della barricata. Mi occupo anche di turismo, di energie rinnovabili e del personale: insomma, sono tanti i settori che il Sindaco mi ha assegnato. Sui beni confiscati il mio punto di vista è che un giusto riutilizzo e una vera valorizzazione segnino un vero e proprio riscatto sociale, mentre invece un eventuale fallimento nella gestione di un bene sottratto alla malavita, oltre ad essere un autogol per lo Stato, rappresenterebbe anche inevitabilmente un punto di forza delle associazioni criminali, perché potrebbero vantarsi del fatto che fin quando quel bene era sotto la loro signoria godeva di ottima salute.
Il riscatto sociale è dato proprio da una idonea e adeguata valorizzazione del bene confiscato. Proprio negli ultimi giorni, in Consiglio Comunale è stata votata l’estensione della concessione ad un’associazione che ha preso in gestione un bene ubicato in zona Varcaturo. Tale estensione era prerogativa indispensabile per ottenere un finanziamento da una fondazione. Questo è un altro fattore essenziale: i finanziamenti sono indispensabili per la vita e per il corretto funzionamento di questi beni gestiti, per conto del Comune, dalle associazioni».
«Il numero di beni confiscati è notevole. Il lavoro svolto dal consigliere Cacciapuoti è stato egregio e confesso che spesso mi coadiuva anche nella gestione e nel controllo della vasta gamma di beni acquisiti dal patrimonio del Comune di Giugliano. Purtroppo, in materia si pone un ostacolo che è dovuto alla carenza di personale, quindi tutte le procedure da seguire in ossequio all’iter burocratico che va svolto dai nostri uffici viene ritardato per questo problema atavico, per il quale è stata proposta un’iniziativa per ottenere una legislazione speciale sulla base del “Modello Caivano” che ci consenta di uscire dagli schemi, dai parametri rigidi del bilancio del patto interno di stabilità e ci possa consentire di poter ampliare anche il personale che fa capo al Comune di Giugliano. Siamo in attesa di riscontri da parte del Governo nazionale su questa nostra iniziativa».
«È stata richiesta e votata all’unanimità in un Consiglio Comunale e già inoltrata alle autorità competenti, quindi in sintesi al Governo nazionale. Noi confidiamo in un riscontro di queste nostre istanze perché francamente la nostra richiesta è suffragata da motivazioni molto valide».
«Quello di utilizzarli tutti nel miglior modo possibile perché rivitalizzare beni che vengono sottratti alla malavita rappresenterebbe un riscatto sociale a mio avviso. È un compito arduo, non sempre è facile adottarlo al nostro Comune. Lo scopo principale è quello di valorizzarli in maniera seria finché possano rappresentare una svolta per il territorio e possano fare per l’opinione pubblica, e quindi la collettività, da contraltare alla criminalità, che in alcune occasioni detiene questi beni anche meglio di quanto poi riusciamo a fare noi come Stato».
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