
«Quando ci sono concorsi pubblici qui, metto un cartello fuori la porta con la scritta: “Se bussate per il concorso andate a studiare”. Nessuna raccomandazione, non solo perché lo dice la legge, ma anche per un fatto economico, di risorse e di produttività. Non si fanno favori». È Enrico Petrella a parlare, sindaco di Grazzanise, salita alla ribalta dell’opinione pubblica per il nuovo scalo merci di cui si doterà il suo aeroporto. Lo dice alcuni minuti dopo esserci presentati nella sua stanza al palazzo dell’amministrazione. È un primo cittadino “tuttofare”, che sembra interfacciarsi direttamente con i cittadini e le loro richieste (si è presentato al comune con uno di essi e, durante l’intervista, riceverà diverse telefonate).
«Le spiego prima com’è nato. Chiesi un incontro con il Ministro della Difesa Guido Crosetto per proporgli la nascita di uno scalo merci qui. Lui mi diede l’ok, ma c’era innanzitutto bisogno di uno studio di fattibilità del progetto. La Regione Campania ha così stanziato 100mila euro per questo, individuando un esperto che se ne occuperà. A marzo sono stati fatti decreto e determina, quindi le cose stanno andando avanti, nel senso che lo studio sarà la prima pietra miliare per poter entrare nel concreto e rivolgersi nuovamente al governo nazionale. Insomma, i passaggi sono tanti, ma spero che lo studio di fattibilità sia pronto entro settembre. Il nuovo scalo non dovrebbe occupare molto spazio: si tratterebbe di una piccola area con alcuni hangar, più qualche cella frigorifera, in una zona laterale dell’aeroporto».
«Lavoro e sviluppo. Il nostro Piano Urbanistico prevede una zona industriale di 400mila metri, nella quale nasceranno già capannoni e attività. Abbiamo inoltre incrementato le aree edificabili avendone i requisiti, ma manca la forza lavoro. Quella sul nostro territorio è incentrata sulla trasformazione agroalimentare e sull’allevamento, motivo per il quale, per esempio, nelle scuole saranno fatti dei PCTO per insegnare ai ragazzi come fare il pane e la mozzarella. Dopo i lavoratori da immettere in questo mercato, il passaggio successivo riguarda la logistica, il quale permetterebbe di creare strutture anche abbastanza snelle dal punto di vista ambientalistico, che però offrono tanto lavoro. L’aeroporto è una di queste».
«Nessuno, perché il nuovo scalo aiuterà le attività produttive oggi penalizzate nella distribuzione. La logistica aeroportuale campana è quasi zero: partono solo due aerei al giorno da Capodichino, quindi dalla nostra regione le merci viaggiano prevalentemente su gomma anche quando devono andare all’estero. Così i costi sono alti. I prodotti campani, la mozzarella, il pane, le verdure, i fiori, ma anche quelli inerenti la tecnologia, hanno dunque bisogno di questo scalo, che, ripeto, non si occuperà di spazi destinati ad altre realtà. Le strade ce le abbiamo, la pista ce l’abbiamo. Insomma, Grazzanise è già pronta».
«Grazzanise è un territorio che sta rinascendo. C’è una terra molto fertile e ricca: da essa partono la coltivazione e i pascoli. Ma oggi è anche una città con un elevato senso civico. Grazie all’installazione di più di 100 telecamere, il problema delle discariche e dello sversamento illegale dei rifiuti è in estinzione. Se lei fa un giro per le campagne o per il centro, si accorgerà che tutte le strade sono pulite. Se qualcuno scarica in maniera illecita, le multe vanno dai 2mila ai 7mila euro, più una denuncia penale. La raccolta differenziata ha toccato l’89% con una diminuzione della bolletta del 30, un grande risultato. Il tutto grazie all’aiuto del Comandante dei Carabinieri De Santis, con cui mi confronto quasi quotidianamente. Alla fine è molto più semplice di quello che si pensa. I cittadini erano solo sfiduciati dai comportamenti passati dei politici e di quei pochi “fetenti”».
«Il gemellaggio è nato da un atto eroico. Antonio Raimondo era un poliziotto, elicotterista, originario di Grazzanise, che nel 1995 morì falciato dalle pale del velivolo insieme a Gaetanina Scotto Di Pertotolo, infermiera, durante il soccorso di un cittadino di Procida. Esiste quindi questo legame che continueremo a sviluppare negli anni: porteremo i ragazzi delle scuole a Procida per fargli conoscere bene la città e ricordare questa memoria. Gli atti di chi ha dato la vita per il territorio bisogna sempre ricordarli».
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