
Da gennaio 2025 l’Italia è sotto i riflettori. La sentenza della CEDU, Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha condannato il nostro Paese per non aver gestito nel corso degli anni l’inquinamento dei rifiuti tossici, soprattutto in Campania, obbligando l’esecutivo ad attuare entro due anni un piano d’azione per effettuare bonifiche e messe in sicurezza sul territorio. Per questo motivo, nel febbraio 2025 il governo Meloni ha istituito la figura del Commissario Unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, e per svolgere dunque gli interventi nell’ormai famosa “Terra dei Fuochi”, il Gen. Giuseppe Vadalà. Dopo essere stato ospite della nostra redazione a pochi mesi dalla nomina per discutere sul piano di intervento da attuare, lo abbiamo intervistato nuovamente per fare il punto sullo stato del programma.
«Alacremente. Dopo la nomina nel febbraio dell’anno scorso, il decreto “Terra dei Fuochi” dell’8 agosto 2025 ha rappresentato una risposta all’inquinamento sopra e sotto i suoli e alla situazione sanitaria epidemiologica. Grazie a questa legge si sta facendo un grande lavoro sulla prevenzione, in quanto si è previsto l’inasprimento delle pene nei confronti di coloro che commettono reati ambientali. Una misura importante introdotta è stata l’arresto in flagranza differita, che si verifica quando gli apparati di telesorveglianza individuano le persone dopo l’atto illecito, così da poter sviluppare le indagini e risalire ai soggetti che incendiano o sversano rifiuti.
Gli ultimi numeri parlano di 48 arresti, più di 30mila persone controllate e più di 500 attività poste sotto sequestro. Per quanto riguarda i rifiuti in superficie, spesso oggetto di incendi dolosi, dal 15 settembre 2025 sono già state eliminate 2.800 tonnellate di rifiuti, e in questo momento (17 aprile ndr) stiamo operando a Giugliano, in località Ponte Riccio. Questo, e molto altro, è stato condensato nel piano di azione che l’Italia ha presentato al Consiglio d’Europa a Strasburgo, lo scorso 10 marzo. Un piano molto apprezzato per la coerenza e la velocità delle azioni».
«La mappa viene aggiornata periodicamente. Si tratta di segnalazioni che ci arrivano dalle forze dell’Ordine, dai comuni e dalle associazioni dei territori. Dopo le segnalazioni noi ci occupiamo dei sopralluoghi per controllare le tipologie di rifiuti, preparare la scheda informativa e far intervenire le ditte per rimuoverli. Il lavoro sarà lungo perché la massa dei rifiuti è enorme, insieme a quella presente sotto i suoli. Il piano di azione presentato da Strasburgo si svilupperà nei primi due anni, poi il lavoro completo ovviamente sfocerà oltre questo termine. Per quanto riguarda le bonifiche dove sono stati interrati rifiuti, stiamo lavorando su venti siti importanti, sviluppando soprattutto le attività di caratterizzazione per capirne bene le tipologie. Il traguardo del medio periodo per portare a compimento il lavoro di bonifica è di cinque anni, nel lungo periodo è di dieci anni».
«Tutti gli organi amministrativi, sia regionali che statali, stanno collaborando, così come i prefetti di Napoli e Caserta. E c’è anche un ottimo riscontro dai cittadini, insieme alla reattività che gran parte dei comuni sta dimostrando. Alcuni di questi ci suggeriscono cosa fare, ci chiamano, ci consultano. Con loro verifichiamo i contratti di gestione dei rifiuti e se è prevista la clausola indispensabile per la raccolta di quelli abbandonati. C’è voglia di lavorare assieme. La cabina di regia composta dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero dell’Ambiente, insieme ai due prefetti, lavora continuamente per bloccare le azioni criminali, che purtroppo ancora ci sono».
«Raccogliere il più possibile i rifiuti dalla superficie ed effettuare una strettissima sorveglianza. In merito a questo stiamo effettuando una gara sulla ripulitura delle strade, sia a Napoli che a Caserta. Vogliamo arrivare preparati al periodo estivo, quando qualche incendio incontrollato viene appiccato, per cercare di eliminare o quantomeno diminuire il fenomeno. Altra cosa importante è contare sull’aiuto dei cittadini e delle associazioni, che possono e devono diventare sentinelle del territorio».
«Con l’Istituto Superiore di Sanità c’è uno studio in corso per offrire una mappa generalizzata dei 90 comuni interessati dal rapporto e dall’emergenza, così da capire meglio l’andamento delle malattie oncologiche in queste aree e dove si deve operare in maniera più assidua e veloce. Con il nuovo governo regionale c’è sinergia: stiamo lavorando sui dati del 2023 per il registro tumori, dati che abbiamo già acquisito».
Leggi anche: Terra dei Fuochi, parte la bonifica ambientale in 17 siti critici
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...