
L’Agro aversano è tra i territori più densamente urbanizzati d’Italia. Ad Aversa, dove vivono quasi 5.500 abitanti per chilometro quadrato, il verde pubblico rappresenta una delle principali criticità. Facendo una stima, la città registra un dato drammatico di circa 3-3,5 m² di verde pubblico pro capite, tra aiuole, verde diffuso e principali parchi. Un dato ben al di sotto dei 9 m² pro capite previsti come standard urbanistico nazionale. Una carenza che, tra ondate di calore sempre più intense e spazi spesso poco curati, pesa sempre di più sulla qualità della vita. Da qui parte il nostro viaggio tra il Parco Pozzi, il Parco Balsamo, il Parco Grassia e il Parco Taglione, realtà diverse che raccontano il rapporto di Aversa con il suo verde pubblico.

Parco Pozzi: è l’unico dei parchi cittadini ad essere regolarmente aperto al pubblico. Le sue condizioni, però, lasciano a desiderare: negli anni ha perso gran parte della copertura arborea, lasciando spazio a superfici pavimentate e risultando meno efficace nel mitigare le ondate di calore.
La fontana è vandalizzata e l’impianto di irrigazione, secondo quanto riferito dall’Amministrazione, è attualmente oggetto di interventi di manutenzione.
Parco Taglione: dopo gli atti vandalici che lo hanno interessato, il parco non è stato più riaperto. Si trova adesso in condizione di non curanza: rifiuti e giochi danneggiati fanno da sfondo allo speranzoso murale di Don Peppe Diana.
Parco Balsamo: il parco ha conosciuto un breve periodo di vitalità durante il Normanni Wine & Food Fest, iniziativa resa possibile anche grazie al contributo di soggetti privati. Terminata la manifestazione, però, l’area è tornata in uno stato di totale incuria.


Per sei giorni il Parco Ninì Grassia di Aversa è tornato a vivere grazie a “Hubitat Creativo”, iniziativa nata nell’ambito del bando “Si può fare” di Cantiere Giovani. Laboratori, musica, sport e attività partecipative hanno restituito temporaneamente alla città uno spazio chiuso dal 2012, trasformandolo in un luogo di incontro e socialità. L’evento rappresenta il primo passo verso la nascita del CLAVU, il Comitato per la liberazione degli spazi verdi urbani, con l’obiettivo di promuovere la gestione condivisa dei beni comuni, prevista dal Regolamento comunale approvato nel 2021 ma mai applicato.
Al centro della riflessione c’è la condizione dei parchi cittadini. «Se esiste un evento del genere significa che c’è una mancanza», spiegano gli organizzatori, sottolineando come i cittadini abbiano diritto a spazi pubblici fruibili. La manifestazione si è svolta in un parco privo di illuminazione e acqua pubblica. Con un finanziamento di appena 3.000 euro, Tozzabancone e le associazioni coinvolte hanno dimostrato come un investimento minimo possa riattivare un luogo abbandonato.
Tra le iniziative anche uno spazio per raccogliere idee dei cittadini e il “muro della rabbia”, dedicato alle riflessioni sulle cause della lunga chiusura del Grassia. Durante l’evento l’assessore alla Cultura Nicola De Chiara e il consigliere Pietro Giglio hanno sottoscritto una dichiarazione d’intenti a sostegno del percorso del CLAVU e della riapertura del parco. “Hubitat Creativo” punta a costruire un percorso duraturo che possa coinvolgere tutte le aree verdi di Aversa: «Continueremo a batterci perché il parco sia aperto definitivamente», assicurano i promotori, ricordando che la cura dei beni comuni può anche partire dai cittadini, ma garantirne l’apertura resta un dovere dell’amministrazione comunale.

Gestire il verde pubblico in una città densamente urbanizzata come Aversa non è una sfida semplice. Ne abbiamo parlato con l’assessora al Verde Pubblico Iolanda Dello Margio, per comprendere quale sia la strategia dell’Amministrazione tra manutenzione, riqualificazione e partecipazione dei cittadini.
Se da un lato l’assessora rivendica gli interventi già avviati, dall’altro indica con chiarezza la direzione politica: la co-progettazione. Dopo il progetto “Adotta un’Aiuola”, l’esperienza del Parco Ninì Grassia insieme a Tozzabancone APS viene indicata come un modello da consolidare. «L’evento è stato assolutamente positivo, è stato l’esempio che si può fare qualcosa insieme», afferma Dello Margio.
L’obiettivo è ora estendere questo modello agli altri parchi cittadini. Si parte con Parco Pozzi e Parco Balsamo. La Giunta ha già approvato un atto di indirizzo per avviare percorsi di co-progettazione con associazioni, Terzo Settore, cittadini e soggetti privati, chiamati a collaborare nella gestione e valorizzazione degli spazi verdi.
Sul fronte degli interventi, l’assessora annuncia il ripristino dell’impianto di irrigazione del Parco Pozzi e la manutenzione dell’illuminazione nei parchi Balsamo e Ninì Grassia. Per quanto riguarda quest’ultimo e il Parco Taglione i bandi per avviare la co-progettazione sono in via di definizione e saranno presto pubblicati.
Il piano prevede inoltre l’apertura dei parchi dalle 6 del mattino fino a mezzanotte, con un servizio di vigilanza dedicato. «Il concetto di bene comune è quello che può far funzionare tutto», conclude Dello Margio. Un principio che, in una città dove il verde è una risorsa tanto preziosa quanto limitata, potrebbe rappresentare la chiave per restituire ai parchi un ruolo centrale nella vita della comunità.
IOLANDA DELLO MARGIO
Assessora al Verde pubblico, ai Parchi e ai Giardini di Aversa.
È entrata ufficialmente a far parte della Giunta guidata dal sindaco Francesco Matacena a metà settembre del 2025. Tra i suoi primi provvedimenti e annunci programmatici rientrano l’adozione del regolamento per gli orti sociali e la riqualificazione delle aree verdi della città. Al di fuori dell’impegno politico, opera nel settore privato come manager ed è registrata come CEO di Ideagas.
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