
A più di 4 mesi dal suo insediamento, il governo di Giorgia Meloni ha fatto i conti con uno scenario geopolitico sempre più incerto, ma le rogne non sono finite qui. Dall’autonomia differenziata che fa gridare il Sud al tema della Giustizia, non sono mancati i banchi di prova per il neo-governo di centrodestra. Una netta cesura con i governi precedenti è chiara, con l’ampia riduzione del reddito di cittadinanza e il colpo di grazia al Superbonus 110%, ma ha portato a casa risultati come il tetto al prezzo del gas. D’altronde il governo a guida Fdi non poteva iniziare in uno scenario peggiore, visto lo spettro dell’inflazione e una guerra nel cuore dell’Europa che continua ad inasprirsi ogni giorno. La politica estera è stata centrale in questi primi mesi ed è per questo che abbiamo sentito per una lunga intervista il Vice Ministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli. Originario di Nocera Inferiore, il Vice Ministro Cirielli ha avuto un’importante carriera all’interno dell’Arma dei Carabinieri fino a ricoprire il ruolo di Generale di Brigata, prima di dedicarsi all’attivismo politico in Fratelli d’Italia.
«C’è stato un cambio di passo significativo, l’Italia in politica estera era marginale in ogni decisione mentre oggi abbiamo messo in campo la centralità della politica italiana. Abbiamo dato all’Unione europea la nuova linea sul “Grane Piano per l’Africa”, abbandonando la logica neocolonialista per andare a creare una filiera corta per le materie prime e le risorse con accordi che prevedano una crescita dei Paesi africani. Un altro importante risultato è stato il tetto al prezzo del gas che, secondo il governo Draghi, era un risultato irraggiungibile e invece lo abbiamo portato a casa, con la conseguente riduzione dell’aumento delle bollette per gli italiani».
«Fanno ridere i partiti di sinistra che parlano di disequilibrio dato che l’autonomia differenziata esiste da settant’anni ed è stata regolamentata anche dai governi di sinistra, soprattutto con la riforma del Titolo V. Grazie alla Meloni il provvedimento sta avendo un coinvolgimento parlamentare che prima non esisteva. È positivo che ci sono regioni che possono offrire servizi migliori dello Stato, senza gravare sulle sue casse. Parliamo tanto di disuguaglianze, ma il Sud ha una sanità da terzo mondo; meno male che c’è la Lombardia che funziona meglio, così molti meridionali possono curarsi lì. Davanti a questo fatto è importante non sfavorire la sanità lombarda, ma migliorare quella campana».
«La povertà non si combatte con i sussidi e le elemosina, la si combatte con il lavoro. Stiamo intervenendo per rilanciare l’economia perché è il motore di tutto. È un discorso sciocco quello dei ricchi e dei poveri perché abbiamo una tassazione progressiva che va già ad incidere sulla redistribuzione della ricchezza. Sul Rdc abbiamo un’idea semplice: chi non è abile al lavoro dev’essere aiutato dallo Stato, gli altri devono essere aiutati a trovare un’occupazione».
«Nessuno lo dice, ma si tratta di debiti che l’Italia dovrà ripagare all’Ue. Il PNRR va adeguato e le sue risorse investire per creare economia».
«Questo ci fa capire che è stato pensato e gestito male dai governi precedenti. Noi siamo ottimisti e stiamo facendo di tutto nell’interesse del Paese».
«A causa della guerra insensata fatta dalla Russia il mondo non è più lo stesso. È un mondo più pericoloso in cui è complesso muoversi, su questo non c’è dubbio. L’Italia è riuscita a gestire, in pochi mesi, una situazione geopolitica difficile e questo è un grande risultato».
«Non possiamo far passare il principio secondo cui con la forza e la violenza si possono risolvere le controversie tra gli Stati; il rischio è far passare l’idea che le nazioni più forti possono attaccare le più debole e farla franca. La Russia è uno dei Paesi che ha il potere di veto nel Consiglio di sicurezza, ma questo non gli dà il diritto di attaccare uno Stato sovrano. Bisogna arrivare ad una pace giusta che non consenta alla Russia di intascare le conquiste ottenute con la forza. Nel tavolo delle trattative, l’Ucraina deve dire cosa è disposta ad accettare, è questo l’obiettivo: costringere la Russia a non trattare su posizioni di forza bensì su questioni di giustizia internazionale. Dobbiamo seguire la Nato e l’Unione europea attraverso il sostegno e la difesa dell’Ucraina».
«È una posizione demagogica che gioca sulla paura delle persone, in passato la linea di Conte era di totale difesa dell’ucraina, ora hanno improvvisamente cambiato. Mi sembra una proposta poco seria, senza prospettive e finalizzata a scopi elettorali».
«Siamo saldamente alleati degli Stati Uniti, ma abbiamo ottime relazioni diplomatiche con la Cina. Invitiamo ad una de-escalation e siamo convinti che questo incidente da parte delle autorità cinesi, scientifico o tecnico che sia, non si ripeterà più. Gli USA hanno mostrato estrema risolutezza, equilibrio e fermezza inviando un segnale chiaro».
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