
L’idea. Quella che alimenta il processo creativo. Il motore che muove tutta la produzione artistica. Quella scintilla che scocca nella mente di un artista e che porta alla creazione di un prodotto. Che sia attraverso una produzione industriale o tramite la mano specializzata di un artigiano esperto, l’idea muove tutto. Dal disegno alla materia che prende forma. Dalla matita, alla cera, al metallo. Questo è il principio che Asad Ventrella imprime nelle sue opere. Dal singolo gioiello alla più grande scultura: c’è l’idea che conferisce un’anima al prodotto finale e dona un’emozione a chi lo sceglie. «Quando si crea un oggetto, l’obiettivo fondamentale è trasmettergli una parte della tua anima e di riflesso far arrivare questa tua passione anche alla persona che sceglie di comprarlo: questa è stata la caratteristica che mi ha sempre affascinato. L’idea che qualcuno scelga il mio oggetto, il fatto che lo senta suo mi entusiasma». Con queste parole Asad Ventrella, cresciuto attraverso una tradizione familiare di creatività e talento, ci avvicina alla sua arte.
«Ricordo che già mio nonno era un grandissimo sperimentatore: faceva cose incredibili, ovviamente in un contesto e in un’epoca completamente diverse. L’azienda portata avanti da mio nonno si basava sulla gioielleria classica con dei parametri classici, ma comunque con una voglia di sperimentare tecniche e forme. Aveva in sé questo germe creativo. Mio padre negli anni ’70 ha proseguito su questa scia, inserendo varie influenze culturali, derivanti anche dai sui viaggi in Oriente. Io, invece, mi lascio molto affascinare dalle tecnologie odierne, che lasciano un segno all’interno dei miei prodotti».
La peculiarità delle opere firmate Ventrella è dunque la sperimentazione tecnica, la voglia di cercare sempre nuove modalità di creazione. «Non vanno sottovalutati gli strumenti tecnologici che adoperiamo per creare l’arte e i gioielli: sono figli dei tempi che viviamo. Dai lavori interamente manuali ne deriva un prodotto più di nicchia, relegato ad un sentimento quasi storico, che molto spesso può distrarre dal senso del disegno e del progetto. Ciò che mi interessa maggiormente è comunicare l’idea, la forma, il significato, l’anima. Un eccesso di manualità, a pieno titolo, sottrae una parte del valore del disegno». La fase di progettazione, quindi, dalla creazione del primo schizzo su carta alla scelta della tecnica e del macchinario per realizzare l’opera, è il momento centrale dell’arte di Asad.
Al principio, un vero e proprio nesso emozionale con gli oggetti e con le realtà che fungono da fonte di ispirazione. «Tutto ciò che è passionale mi ispira. Per me l’arte, essendo comunicazione, deve essere un qualcosa che trasmette. Immaginarsi un’arte solo introspettiva è molto limitante: io la interpreto sempre come la ricerca di un’approvazione, di una gratificazione. Senza questo, perdi anche l’entusiasmo». Osservare la realtà e renderla speciale nel suo scorrere incessante e quotidiano, riuscire a donare valore artistico anche all’oggetto più comune, rendendolo gioiello. «Mi ha sempre affascinato l’aspetto della decontestualizzazione degli oggetti e della loro ri-contestualizzazione. Dare ad un semplice oggetto una connotazione diversa ti consente di percepire la sua bellezza al di là della sua funzione: diventando inutile acquisisce un valore maggiore».
«Sono nato dentro il labirinto, disegnato da mio padre come gioiello negli anni ‘70». Un simbolo identificativo ormai per l’azienda Ventrella, che rappresenta però anche una continua fonte di ispirazione, che unisce tradizione e innovazione. «È la mia zona di riflessione, neanche troppo confortevole ed a volte spaventosa. Il mio labirinto ideale è quello con una strada definita ed un percorso d’uscita: non so se è una speranza o la realtà. Credo che il mio labirinto reale sia più intricato, ma questo simbolo mi fornisce tantissimi spunti e situazioni di ricerca, nella sua forma, nelle sue strade e nei suoi percorsi».
Un’anima, un’emozione, un’idea. Un gioiello Ventrella coniuga in sé gli aspetti più disparati: tra tradizione familiare e produzione di stampo industriale, radici solide e sperimentazione tecnica e tecnologica all’avanguardia. L’arte di Asad unisce l’inutile al bello, sradicando gli oggetti dalla loro funzione primordiale e provando a guardare la realtà da un’altra prospettiva. La prospettiva passionale, emotiva. La prospettiva da cui prende vita l’idea.
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