
Dietro ad una grande città come Napoli, ci sono grandi donne che ne hanno fatto la storia. Personaggi femminili che sono stati e continuano ad essere simboli di emancipazione e speranza, lottando per l’ottenimento di una parità sociale e culturale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Napoli è stata tra le prime città italiane a dover affrontare le truppe nazi-fasciste, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Tale atto sancì il disimpegno dell’Italia nei confronti della Germania nazista di Adolf Hitler, il quale identificava l’Italia come nuova nemica dei tedeschi e non più come alleata.
La Resistenza Partenopea ha avuto un ruolo centrale in questa storia: difatti, Napoli fu la prima città italiana a liberarsi da sola dall’occupazione nazifascista. Un anno e mezzo prima che Milano fosse liberata il 25 Aprile del 1945. L’insurrezione popolare napoletana del 1943 è ricordata ancora oggi, con il nome “Quattro Giornate”.
Anche in questa occasione le donne, hanno rappresentato l’anima della rivoluzione, tra queste una delle principali, Maddalena Cerasuolo. Con altre figure femminili di minore conoscenza, ma di uguale coraggio. Gli interventi di Mariapaola Ghezzi, fondatrice di una delle Sezioni ANPI, sono stati fondamentali per poter conoscere a pieno, la storia delle giovani donne partigiane.
Ma in particolar modo quella di Maddalena, conosciuta personalmente da Mariapaola, che ha ascoltato dal vivo la storia di questa grande donna. Maddalena, detta Lenuccia, era nata a Napoli, nel popoloso quartiere di Materdei, il 3 febbraio 1920. Il padre, un uomo dallo spirito libero, coinvolgeva le figlie nei suoi progetti di resistenza e insurrezione della ditta[1]tura fascista. La Storia della Resistenza Napoletana si concentra soprattutto nelle gloriose Quattro Giornate del 28, 29, 30 settembre e 1° ottobre 1943. In questa cronaca, Maddalena Cerasuolo, con grande generosità e coraggio, decise di unirsi volontariamente al gruppo dei partigiani.
Infatti, la giovane donna, in uno dei suoi tanti episodi, fece da intermediaria contro un gruppo di militari nazisti, sorpresi a saccheggiare una fabbrica di scarpe. Lenuccia, divenne una parte attiva per la difesa dei rioni Materdei e Stella, e al fianco dei suoi compagni uomini, salvò il Ponte della Sanità. Una donna straordinaria, che non si rifugiò nella presunta debolezza del suo sesso, ma usò il suo aspetto e coraggiosamente partecipò all’insurrezione.
«È stato completamente ignorato, la partecipazione delle donne era grande, ma non è stata riconosciuta volutamente. La stessa Maddalena Cerasuolo ha incontrato grandissimi ostacoli. Era conosciuta per il suo coraggio dagli uomini americani, anziché dagli stessi napoletani. Gli americani l’hanno catapultata oltre le linee gotiche, usandola per alcune fasi di spionaggio.
Alcuni storici per intitolare il Ponte della Sanità a Maddalena Cerasuolo, hanno dovuto raccogliere migliaia di firme, poiché molti uomini erano contrari. Purtroppo, lei non era vista di buon occhio, non la consideravano. Infatti, al suo funerale non c’era nessuno, le uniche persone presenti erano i figli, io con la bandiera dell’ANPI, e nessun altro». Perché Maddalena è stata l’unica donna partigiana ad essere riconosciuta? «Perché era innegabile la sua partecipazione alla lotta partigiana, soprattutto la sua azione sul Ponte della Sanità. Maddalena, la maggior parte delle volte, veniva chiamata avanti per parlare con i soldati tedeschi, rendendosi portavoce, e rischiando la propria vita per ciò che credeva».
«È importante festeggiarlo proprio perché oggi se siamo qui, e possiamo fare questa intervista, è grazie alla giornata del 25 Aprile. C’è stata una liberazione, abbiamo avuto la Costituzione grazie a questa giornata».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...