
A Castel Volturno l’amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Marrandino sta iniziando ad entrare nel vivo delle principali questioni da affrontare in comune, una su tutte: i lavori pubblici. Alcuni esponenti dell’attuale maggioranza e della Giunta hanno fatto parte della passata amministrazione, accusata di aver avuto una pessima gestione dei lavori pubblici, con la maggior parte dei cantieri fermi o mai partiti. Oggi la Giunta comunale di Marrandino è libera dalle conflittualità che stringevano la passata amministrazione, così il sindaco può godere di una maggioranza compatta, con autonomia e libertà nelle scelte.
Sui lavori pubblici l’amministrazione di Castel Volturno sarà chiamata a dare risposte concrete ai cittadini, con una mole di lavori già in essere che toccano i 60 milioni di euro. Si tratta di un passaggio cruciale per il futuro del territorio, soprattutto in virtù dell’enormità di alcuni cantieri come Cittadella scolastica, il Castello, il borgo e il sogno di Cittadella2. A prendere le redini di un immenso lavoro c’è l’assessore ai lavori pubblici, arch. Giulio Natale, che si è subito catapultato nelle progettazioni e sui cantieri per capire cosa stesse avvenendo.
In un’intervista è impossibile riportare lo stato di tutti i cantieri, ma abbiamo voluto incontrare l’assessore Natale per fare il punto sull’avvio del suo lavoro e sulle priorità sulle quali si sta concentrando. I riferimenti alla passata amministrazione, fatti dall’assessore nel corso dell’intervista, rimandando al suo ruolo di presidente del consiglio comunale durante la vecchia sindacatura di Luigi Petrella.
«Ho fatto parte della vecchia amministrazione con un ruolo non operativo, oggi godo di una grande fiducia del sindaco Pasquale Marrandino per ciò che concerne le mie deleghe. Sono laureato in architettura, ma la mia famiglia lavora nel settore edilizio da tre generazioni. Ricordo che quando fui eletto dissi al sindaco: “Sui lavori pubblici c’è una marea di cose da fare per rivoluzionare il territorio”. Prima si ragionava in maniera diversa: partecipavamo a tantissimi bandi con l’obbiettivo di prendere quanti più finanziamenti possibili. Il problema era che, una volta ottenuto il finanziamento, ci concentravamo subito sul prossimo bando disponibile, senza dare continuità alle risorse ottenute. Ciò significava tralasciare la parte che comprende le tempistiche, il monitoraggio del cronoprogramma, l’individuazione del direttore dei lavori, insomma tutto ciò che occorreva per rendere operativo il progetto. Abbiamo fatto una ricognizione dello stato di fatto dei lavori o progetti insistenti sul territorio, ordinandoli a seconda del loro stato odierno».
«Il sindaco mi ha dato carta bianca con grande fiducia. La prima cosa che ho fatto è stato prendere lo schema dei lavori pubblici e proporre una linea di programmazione al sindaco, il quale mi ha subito dato il suo benestare. Tengo a ringraziare l’arch. Gennaro Campoli per aver lavorato con me all’individuazione delle priorità su cui agire, condividendo spesso la stessa posizione. Dobbiamo tener conto che l’ufficio lavori pubblici è composto da quattro persone che devono gestire una mole di finanziamenti di 60 milioni di euro. Non parliamo di milioni di euro da incassare, ma di cantieri che sono già operativi. Il primo obbiettivo raggiunto, e che possiamo comunicare ai cittadini, è che tutti i cantieri sono aperti. Ho continui contatti con i direttori dei lavori e per molti di loro sono diventato un “incubo”. Mi chiamano “lo sblocca cantieri!”».
«Per la banchina vi era una situazione stranissima. Si tratta di un bando del 2019, appaltato e affidato nel 2020 ad una ditta denominata AP Costruzioni. Quest’ultima avanzò delle modifiche nel progetto e l’arch. Fiorillo le consentì, così nel 2021 ripresero i lavori. Venne approvata in giunta una variante di assestamento, ma l’imprenditore non ne era contento e optò per una risoluzione consensuale del contratto. L’azienda che si piazzò come seconda classificata, una volta conosciuta la natura del lavoro, rifiutò. La terza, a cui nel settembre 2022 venne affidato il cantiere, iniziò i lavori a febbraio 2023. Purtroppo l’azienda in questione ebbe un problema di carattere giudiziario e di conseguenza iniziò una nuova diatriba. Finalmente abbiamo chiuso la questione con il pagamento di un Sal di circa 60mila euro e l’indicazione, accettata dal custode giudiziario, di tornare subito al lavoro per la banchina».
«Il grosso del lavoro è stato fatto, manca solo una copertura in legno e la banchina sul fiume Volturno sarà riconsegnata ai cittadini. Siamo fiduciosi di terminare per l’inizio dell’anno, sarebbe davvero una notizia entusiasmante per il centro storico».
«Grazie alla nostra gestione abbiamo fatto ripartire sia i lavori al Castello che al borgo. Il Castello era completamente fermo, anche se bisognava solo richiedere i pareri alla sovraintendenza, visto il carattere paesaggistico che vincola il Castello. Abbiamo fatto una relazione molto dettagliata e il sovraintendente ci ha inviato una serie di integrazioni per mandare avanti la pratica. Debbo dire che le integrazioni sono ardue e laboriose, ma stiamo lavorando con il direttore dei lavori per mettere in pratica. L’ufficio mi ha garantito che entro l’inizio del nuovo anno trasmetteremo tutto. Il sindaco ha poi fatto un incontro in prefettura con il sovrintendente, in funzione di una maggiore celerità della pratica. Una volta ricevuta l’autorizzazione, c’è già una ditta a cui è stato appaltato il lavoro».
«Il borgo fa parte di quello che noi abbiamo definito “la triade per la ripresa del centro storico”. Occorre premettere che il borgo è diviso in due lotti e per entrambi c’è già una ditta aggiudicataria dal 2023. Il primo lotto aveva già un’aggiudica provvisoria e la consegna delle aree, quindi si poteva lavorare e presentare il progetto, cosa che non è stata fatta dalla passata amministrazione. Il secondo lotto, invece, aveva bisogno ancora di andare in consiglio comunale per la dichiarazione di “pubblica utilità”. Il nostro lavoro è stato quello di armonizzare i due lotti, per rendere finalmente operativo il cantiere. Dall’inizio di dicembre partirà il periodo di progettazione e i rilievi sulle strutture per capire quale costruzione può essere recuperata e quale va ricostruita».
«L’amministrazione ha chiesto di rispettare il carattere storico della zona, spingendo soprattutto per accelerare le procedure operative. Nel borgo sorgeranno botteghe, uffici, alloggi sociali e spazi di aggregazione. Immagino uno scenario in cui il cittadino passi dalla banchina, visiti il Castello per poi passare al borgo, magari con gremito di mercatini natalizi. Vogliamo essere protagonisti di una riqualificazione del territorio che sia efficace sia nel periodo estivo che in quello invernale».
«Credo che le progettazioni nel settore della Scuola siano quelli capaci di cambiare totalmente il territorio. La Cittadella scolastica è il più grande finanziamento nazionale nel settore istruzione dal Pnrr (30 milioni di euro), vi confesso che quando passo per il cantiere ancora stento a crederci. La Cittadella ci impone una programmazione della manutenzione scolastica, anche in virtù dei plessi scolastici che verranno abbattuti proprio per trasferirsi nella Cittadella. I vecchi edifici lasceranno il posto a delle aree che dovremmo riprogettare. Abbiamo tante idee in mente, come quella di una villa comunale per i bambini nel centro storico».
«La palestra a fianco alla scuola era chiusa da dodici anni. Nel 2022, grazie ad un finanziamento, l’amministrazione passata riuscì a fare degli accorgimenti e ad inaugurarla. Successivamente l’ufficio intercettò altre risorse per un progetto che rivoluzionerà davvero la palestra. Anche in questo caso il cantiere era fermo, ma lo abbiamo sbloccato e ora è operativo. La palestra diventerà una sala polifunzionale e multimediale, con 150 posti a sedere smontabili. Ho proceduto a delle riunioni con i docenti di educazione fisica per capire le loro esigenze e posso dire che li accontenteremo. Quando consegniamo un’opera dobbiamo fare in modo che sia fruibile, senza lasciare lavori a metà».
«Sì, c’è una bella notizia che riguarda un finanziamento di 400mila euro per la costruzione di un tetto ventilato sull’istituto di Pinetamare. Ciò porterà alla fine delle perdite d’acqua oltre che al miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio. Durante la pausa natalizia, invece, vogliamo occuparci delle ristrutturazioni ai bagni».
«È un progetto ambizioso che abbiamo messo in cantiere e candidato circa 10 giorni fa. Il progetto consiste nella costruzione della Cittadella scolastica di Pinetamare, con un importo è di 11 milioni di euro, e sorgerà in quei vani in disuso accanto alla scuola elementare nei pressi di Fontana Bleu. Se riuscissimo sarebbe strepitoso, abbiamo alte speranze di essere beneficiari del finanziamento. Castel Volturno potrà godere di un polo scolastico innovativo e collegato sul territorio in modo omogeneo. Le nuove strutture scolastiche saranno centrali per il cambiamento del territorio».
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