
Una situazione economica poco stabile, l’emergenza covid e la crisi del lavoro, sono le esche necessarie per attrarre gli individui nella rete dell’usura, un reato che consiste in un “prestito di denaro ad alto interesse concesso a persone in stato di bisogno”. Salvarsi però è possibile, e a raccontarcelo è stato Luigi Ciatti, presidente dell’Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma.
«Il nome fu scelto nel 1996 quando fu istituito da Tano Grasso. Esso deve dare l’idea di un’accoglienza a 360 gradi. Noi non siamo per l’idea di aiuti “parziali”, ma offriamo diverse figure professionali che accompagnano chi denuncia per tutto il suo percorso».
«Siamo diventati negli anni un vero e proprio termometro di quelli che sono stati i vari scenari. Quando abbiamo iniziato, nel 1996, alla nostra porta bussavano solo artigiani, imprenditori e commercianti, proprio perché all’epoca l’usura colpiva solo soggetti che non avevano un flusso di denaro costante. Dal 2008 in poi, dalla crisi economica americana, che ha colpito di rimbalzo anche il nostro Paese, sono iniziate ad arrivare anche semplici famiglie, con una liquidità costante, e questo ci ha imposto una nuova strategia di approccio.
Abbiamo capito da quel momento l’importanza di un “uso consapevole” del denaro e la necessità di abbracciare l’utenza nel suo complesso. Il secondo picco è stato quello del covid, il quale ha spinto verso gli usurari anche soggetti che in passato avevano sempre vissuto una situazione economica stabile. In questo periodo c’è stata una vera e propria gara tra Stato e illegalità nell’apportare aiuti ai vari soggetti in difficoltà. Abbiamo avuto dei veri e propri franchising della criminalità, i quali si inserivano nel mercato andando a nascondere in questo modo i loro traffici.
Per tal motivo abbiamo richiesto un registro con tutte le cessioni avvenute in questo arco di tempo. Al giorno d’oggi, il non accesso al credito equivale ad una vera e propria esclusione sociale, tutti coloro che vivono questi scenari diventano i clienti migliori per gli usurai. Abbiamo chiesto più volte alle banche di intervenire preventivamente perché conoscono le difficoltà degli assistiti, e sarebbe ora iniziassero ad informarli in merito all’esistenza di fondi di prevenzione dai quali attingere in caso di necessità».
«I soggetti che si rivolgono a noi sono vittime di usura, abbiamo il compito di accompagnarli dalla denuncia fino al ritorno alla normalità; esistono poi i soggetti sovra indebitati, cioè potenzialmente a rischio usura, e in quel caso forniamo un aiuto nel far quadrare i conti, nel risolvere i loro problemi e nello scongiurare il rischio di cadere in mano agli usurai. Vivere con un recuperatore alle spalle, con un telefono che squilla quattro volte al giorno, ricordandoti che hai una rata di una finanziaria scaduta, crea una situazione di grossa ansia che va gestita con attenzione. Le persone ci chiedono dunque un ritorno alla normalità, e per questo noi ci adoperiamo in uno studio delle situazioni indebitatorie, in un’analisi delle motivazioni che le hanno spinte in mano a questi soggetti e nella rimozione dell’errore nella gestione economica».
«Io vorrei tanto dirle che abbiamo segnali positivi, ma credo sia ancora necessario fare tanto perché l’usura è un fenomeno ancora molto sommerso. Bisogna scegliere di denunciare, perché solo così si può tornare a vivere. L’usura è una violenza sull’anima, è una privazione di libertà, chi denuncia può usufruire di alcuni fondi statali ed essere accompagnato dalle associazioni presenti sul territorio».
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°232 – AGOSTO 2022
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...