
Frattamaggiore si trova davanti a un passaggio cruciale. La città sta attraversando una fase di forte sviluppo e la sfida è riuscire a governarla: trasformare le opportunità esistenti in un’occasione per consolidare il ruolo della città come punto di riferimento dell’area nord di Napoli, evitando che la crescita si traduca in speculazione edilizia e cattiva gestione. Da qui parte la nostra conversazione con il neosindaco Luigi Del Prete, che ha indicato tra le priorità del suo mandato il recupero del verde urbano, il contenimento della cementificazione, la tutela delle fasce più fragili e il coinvolgimento delle nuove generazioni.
«Non ho trovato una situazione molto diversa da quella che mi aspettavo. Quattordici anni fa sono stato assessore all’Innovazione tecnologica per dieci mesi e, devo dire la verità, da allora non sono stati compiuti molti passi avanti sotto questo aspetto. La principale criticità che ho riscontrato è la scarsità di personale. Una macchina comunale, per essere efficiente e garantire i servizi richiesti dai cittadini, ha bisogno di risorse umane adeguate. È un problema che negli ultimi anni ha interessato gran parte della pubblica amministrazione. Provenendo dal settore sanitario e avendo già conosciuto queste difficoltà nella sanità, oggi le ritrovo in maniera analoga all’interno del Comune».
«Alcune norme regionali sono state interpretate in modo da rendere possibili determinati interventi. Oggi ci troviamo a gestire le conseguenze di questa cementificazione, pur non essendo stati gli artefici di tale impostazione. Una crescita edilizia di queste dimensioni avrà inevitabilmente un impatto sui servizi, come possiamo già constatare quotidianamente. Ci stiamo preparando ad affidare l’incarico per la redazione del Piano urbanistico comunale. È il primo atto necessario per imprimere una svolta, anche normativa, alla pianificazione urbana di Frattamaggiore, che ancora oggi si basa su un vecchio Piano regolatore risalente agli anni Novanta. Dobbiamo innanzitutto fotografare la situazione attuale e, partendo da questa, immaginare il futuro della città».
«Esiste necessariamente una continuità amministrativa che non può essere cancellata. Molti degli atti che dovremo affrontare o gestire provengono dall’amministrazione precedente. L’arrivo di una nuova maggioranza non azzera tutto ciò che è stato fatto. Potremo intervenire su questi provvedimenti e cercare di renderli il più possibile coerenti con la nostra idea di città, ma non possiamo eliminare gli iter già avviati. I nostri punti cardine saranno la vivibilità e la vicinanza ai bisogni dei cittadini. Mi rendo conto che queste espressioni possano sembrare talvolta vuote, ma durante la campagna elettorale ho avuto modo di entrare nelle case delle persone e di ascoltarle. Io avrei voluto parlare di progetti complessi, come quello relativo all’ex Canapificio di via Veneto, ma spesso i cittadini mi rispondevano: “Va bene tutto, ma prima abbiamo bisogno di marciapiedi senza buche e di strade libere dalle erbacce”. Abbiamo ricevuto molti apprezzamenti per aver ripristinato, con un funzionamento quasi ottimale, il servizio di pulizia delle strade. La questione alla quale tengo maggiormente, però, è il coinvolgimento dei giovani, anche in una prospettiva economica e occupazionale. Durante la campagna elettorale ho avuto accanto tantissimi ragazzi. Purtroppo, nessuno di loro è stato eletto, ma continuano a partecipare con lo stesso entusiasmo».
«Immagino una Frattamaggiore capace di migliorare giorno dopo giorno e di essere più vicina alle persone. In campagna elettorale ho detto che il mio compito principale sarebbe stato quello di aiutare i più fragili. È il progetto al quale tengo maggiormente. Quando parlo di fragilità mi riferisco anche a quelle famiglie che, pur avendo un’occupazione, attraversano una condizione di difficoltà economica. Immagino inoltre la riqualificazione di diversi spazi cittadini, a partire dalla struttura di via Veneto, l’ex Canapificio. Alcuni giovani stanno preparando un progetto che cercheremo di presentare alla Regione. Dobbiamo poi recuperare alcuni servizi che nel tempo sono andati perduti. Penso, in particolare, alla piscina comunale, che versa in uno stato di grave degrado. È necessario restituirla alla città, anche per offrire ai ragazzi luoghi di aggregazione e spazi nei quali praticare attività sportiva. Il lavoro da fare è tanto, ma la passione certamente non manca».
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