
A Pinetamare, nella redazione di Informare, il presidente di Confindustria Caserta Luigi Della Gatta è tornato in luoghi che, come lui stesso ci ha raccontato, custodiscono ricordi profondi della sua infanzia. Un incontro, con i giovani cronisti di Informare, che ha intrecciato memoria personale e visione del territorio con uno sguardo particolare sul futuro dell’imprenditoria casertana, sul ruolo dei giovani, sulla legalità e sulle nuove sfide economiche della provincia.
«Per me è stato bellissimo. Mio padre negli anni ’80 comprò una casa sul lungomare di Pinetamare e qui ho vissuto tanti momenti della mia infanzia. Ricordo anche il periodo del decadimento, quando già si percepivano difficoltà sociali importanti. Tornarci oggi e vedere una comunità di giovani che con merito porta avanti un progetto come Informare mi rende felice. Avete creato un presidio culturale libero e indipendente in un territorio difficile, e questo ha un valore enorme».
«Dopo la fine della grande stagione industriale legata alla Cassa per il Mezzogiorno, la provincia di Caserta ha attraversato anni complicati. Oggi però registriamo una forte vivacità soprattutto tra le piccole e medie imprese. Le nuove tecnologie, internet e i social hanno abbattuto molte barriere: oggi anche una piccola azienda può raggiungere mercati internazionali con strumenti che vent’anni fa erano impensabili. Vedo inoltre un importante cambio generazionale: i giovani imprenditori sono più aperti alla collaborazione e più predisposti all’innovazione».
«Per me giovani e merito sono due concetti inseparabili. Essere giovani non significa solo avere una certa età anagrafica, ma avere idee innovative e la capacità di andare oltre il “si è sempre fatto così”. Servono coraggio e libertà di pensiero. Noi abbiamo scelto di stare accanto ai giovani proprio per questo: dare spazi dove possano far vivere le proprie idee in maniera autonoma e indipendente. Credo che l’esempio della redazione di Informare a Caserta calzi a pennello».
«La situazione purtroppo è rimasta sostanzialmente invariata. Ci sono aree industriali che versano in condizioni indegne. Le immagini che peraltro avete diffuso sul tema parlano da sole: infrastrutture carenti, assenza di manutenzione e servizi insufficienti. Noi abbiamo preparato dossier dettagliati che consegneremo alla nuova governance dell’Asi Caserta. Serve un confronto pragmatico e soprattutto urgente. Le aree industriali devono essere strumenti di sviluppo produttivo, non luoghi di abbandono o speculazione».
«Noi manteniamo l’asticella altissima. Confindustria Caserta ha protocolli di legalità e criteri rigorosi per l’adesione delle imprese. Il messaggio deve essere chiaro: la camorra ha distrutto questo territorio e non possiamo permettere che accada di nuovo. Fortunatamente oggi la situazione è molto diversa rispetto a vent’anni fa e tanti imprenditori hanno ripreso a investire in aree che prima venivano evitate. Ma la vigilanza deve restare massima. La legalità è la prima condizione per attrarre sviluppo».
«Le donne imprenditrici con cui ho lavorato sono state spesso straordinarie. In passato esisteva un forte pregiudizio: se fosse mancato un figlio maschio, sarebbe sembrato quasi un problema affidare l’azienda a una donna. Oggi questa mentalità sta cambiando. Anche nel settore delle costruzioni incontro sempre più imprenditrici preparate, precise e professionali. Credo sinceramente che abbiano una sensibilità e una capacità organizzativa che rappresentano un grande valore aggiunto per il mondo delle imprese».
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