
L’Ente Riserve Naturali Foce Volturno, Costa di Licola e Lago di Falciano, più comunemente conosciuto come Ente Riserva, ha da pochi mesi un nuovo presidente, Mario Grimaldi, e una nuova giunta, composta da Giovanna Smarrazzo, rappresentante del Comune di Giugliano; Salvatore Merone, rappresentante Confagricoltura; Leda Tonziello, rappresentante delle associazioni ambientaliste; e Gianluca Bencivenga, rappresentante del comune di Mondragone. Come si intuisce bene già dalla denominazione, dal 2004, anno di creazione dell’ente (il cui primo presidente è stato l’ex assessore all’ambiente del Comune di Castel Volturno Tommaso Morlando ndr), quest’ultimo cerca di perseguire obiettivi di tutela e gestione sostenibile del territorio, legati soprattutto alla conservazione e alla tutela ambientale.
Ospite della nostra redazione per un’intervista insieme alla rappresentante delle associazioni Tonziello, Grimaldi, avvocato specializzato in ambito amministrativo e originario di Giugliano, ha dichiarato di voler essere uno spartiacque rispetto alle amministrazioni passate, quasi del tutto immobilizzate nell’adozione di atti di valorizzazione dell’area.
«Una situazione difficile. Il primo nodo è stato il bilancio 2025, che non era stato approvato. Di fatto l’ente è rimasto fermo e noi ci siamo dovuti caricare anche il lavoro non fatto, provando almeno a rimettere in carreggiata le scadenze del 2026 e a sanare ciò che era rimasto indietro. Il bilancio 2025 lo abbiamo approvato a gennaio, dando una sterzata all’azione amministrativa. Ho una giunta propositiva che condivide la linea di indirizzo. Sul piano operativo, però, l’ente può contare solo su un dipendente e mezzo, quindi tutti fanno tutto. Io mi considero un presidente “operaio”».
«Io penso di sì. Un giovane in un ruolo del genere può portare solo benefici. Non devo “scaldare la sedia” e non ho altri fini. Per me conta fissare obiettivi e lavorare, studiare come intercettare finanziamenti, perché con un bilancio di circa 105 mila euro l’anno puoi fare ben poco. L’obiettivo è resettare l’immagine e il ruolo dell’Ente Riserva, perché oggi viene percepito quasi come un’associazione di caccia e pesca, e invece deve tornare a essere un ente riconoscibile ai tavoli istituzionali e nelle scelte gestionali. Rispetto al passato, abbiamo in programma il trasferimento in una nuova sede: passeremo da Castel Volturno a Lago Patria. Altro obiettivo è la valorizzazione dell’Oasi dei Variconi, patrimonio straordinario ma ancora troppo poco conosciuto. Potrebbe diventare un luogo da far vivere alle scuole, con percorsi di visita e didattica ambientale».
«Creando presupposti istituzionali e strumenti che ci rendano presenti sul territorio, non “passacarte” della Regione. Abbiamo già istituito lo sportello dei reati ambientali, pensato per educare e orientare cittadini, giovani, scuole. In parallelo vogliamo costruire una cabina di regia con le Procure, per avere un quadro costante dei reati ambientali che insistono nell’area e lavorare in modo più efficace. Abbiamo istituito anche un eco-museo, ora stiamo definendo i regolamenti attuativi. Nel prossimo DUP (Documento Unico di Programmazione ndr) vogliamo inserire anche un marchio di qualità legato al nostro litorale, per valorizzare prodotti e identità del territorio. Inoltre, abbiamo controllato se ci fossero finanziamenti in progresso: nel 2024 sono stati stanziati più di dieci milioni per la creazione di parchi avventure, ma dopo due anni non hanno impegnato nulla. Ecco, ho proposto il parco degli uccelli di Giugliano».
«Io mi muovo da tecnico, ma è chiaro che le nomine sono politiche e con la politica ci si intreccia. Detto questo, va chiarito un punto: l’Ente Riserva non è una partecipata di questo o quel Comune, ma un soggetto sovra comunale con autonomia gestionale, amministrativa e istituzionale. Se c’è la volontà di fare cose buone per il territorio e per i giovani, noi ci siamo. Quello che non sopporto è essere “preso con la giacca o col cravattino”. Noi abbiamo una linea di indirizzo e, se non ci viene consentito di portarla avanti con libertà, a me non interessa restare. Quando parli con Regione e istituzioni, devi portare la voce del territorio, in maniera limpida. Se la vogliamo fare, bene. Altrimenti, no».
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