
“Le canzoni si scrivono per urgenza. Cosa mi importa di una canzone scritta da autori che non credono veramente in quello che scrivono. È il bello è che quella canzone, poi, vince Sanremo”. Un Morgan in grande forma e ispirazione a fare da richiamo nazionale alla manifestazione “Calvizzano Festival d’Autore”, nato per volontà dell’amministrazione comunale e da un’idea dei direttori artistici Giuseppe Cavallo e Danilo Festinese con l’obiettivo di dare un’opportunità ai giovani musicisti. C’erano loro, i 12 talenti arrivati da tutta Italia per partecipare al Festival. La vincitrice è stata la pugliese Soph, che ha convinto la giuria con il suo brano “Cicatrici”. Alla sedicenne cantautrice di Foggia, oltre al premio come miglior brano tra i dodici presentati, ha ricevuto anche il Premio della Critica della giuria di esperti dedicato alla memoria della giovane Sara Ricciardiello, ragazza di diciannove anni di Calvizzano morta dopo un incidente stradale a Licola. Si sono distinti per la loro musica anche Matteo Trapanese e Marco Mennillo. Morgan ha regalato come sempre una visione alternativa alla musica. Sale sul palco – in orario – suona i classici della musica italiana come Luigi Tenco, Sergio Endrigo e Fabrizio De Andrè.
Poi Altrove e l’inedito “Rutti”, un’invettiva al sistema musicale e culturale mainstream. Abbiamo avuto la possibilità di avvicinarlo a fine concerto. Molto disponibile con la nostra redazione, si è prestato ad una intervista “giocosamente seria”. Abbiamo portato una scatola targata Informare contenente tre oggetti che, in qualche modo, appartengono al musicista milanese: un fiocco anarchico, una musicassetta dei Bluvertigo e la lettera “M”. Scoprirete adesso il perché. Il fiocco anarchico, simbolo politico, porta alla domanda sullo stato di salute della politica italiana.
«Sì, ha senso perché oggi sinistra vuol dire caos assoluto. Sinistra non vuol dire più sinistra. Non hanno più nessun tipo di socialità, di idea sociale. La sinistra – storicamente – è quella parte politica che si occupa dei poveri. Ma se noi vediamo il caso del compositore Giuseppe Verdi, esponente della destra sociale, sappiamo che lui ha lasciato un testamento dove ha dato tutto ai poveri. Lui ha inventato il sostegno di disoccupazione. Ha dato sussidio a tutti i poveri. Non ha fatto come Berlusconi che ha lasciato tutto agli amici. Una destra, come quella di Verdi, non è da confondere con il fascismo. La destra di oggi vorrebbe cercare di prendere dalla destra sociale di Verdi, quella sana. Fascismo non è destra, ma bensì totalitarismo, violenza, cattiveria, colpo di stato. Ma la destra di oggi non ha niente a che fare con il fascismo. Però, se fossero fascisti, gli altri dovrebbero essere comunisti. Mi sa che, in entrambi i casi, non siano in grado…».
«Un insieme di comportamenti aggressivi e persecutori posti in essere sul luogo di lavoro, al fine di colpire ed emarginare la persona che ne è vittima. La gente non è parla ma lo vive. Alcuni non sanno nemmeno che si chiama mobbing. In Italia non lo si considera reato e siamo un Paese dove nessuno è stato condannato per mobbing. Se si facessero andare le persone in galera per mobbing, non ci sarebbero più posti nelle carceri».
«C’è ancora una speranza… (ride, ndr). Io vigilo, sono come Batman. Anzi come Batman, Joker e Robin messi insieme».
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