
Il Centro Commerciale Jambo 1 è il simbolo di un vero riscatto dell’agro aversano: da presidio criminale del clan dei casalesi a bene sequestrato alla camorra e ridato alla collettività. Il Jambo1 oggi è un punto di riferimento per tutti i cittadini, garantendo una grande varietà di servizi che risponde alle esigenze della comunità. Ma non solo: il centro commerciale è anche un presidio di cultura. Negli scorsi anni, grazie alla gestione da parte dell’ANBSC, sono state installate all’interno della struttura tantissime mostre d’arte per sensibilizzare tutti i visitatori alla bellezza. Una concreta testimonianza di valorizzazione attraverso la cultura. Con oltre 100 vetrine ed una media che supera i 5 milioni di visitatori ogni anno, abbiamo intervistato l’attuale Amministratore Unico del Jambo 1 Luigi Moscato per capire quali sono le prospettive future di questo florido centro e quali sono i cambiamenti in corso. «Da circa un anno sono a capo dell’amministrazione del Jambo1. Mi sono posto un importante riferimento: restituire al territorio quello che la criminalità gli ha tolto. È una realtà aziendale molto ricca e questo deriva proprio dal fatto che si muove su due duplici fronti: quello di centro commerciale e il ruolo di presidio di legalità in quanto bene confiscato alla criminalità organizzata».
A causa dell’importante crisi causata negli ultimi anni dai cambiamenti climatici e dalla pandemia, c’è stata, di risposta, anche una fortissima evoluzione del ruolo dei Centri Commerciali. C’è una nuova dimensione in prospettiva dal duplice aspetto, come spiega il Dott. Moscato: «Il Centro Commerciale sta cambiando tantissimo: non sono più un agglomerato di negozi, ma ha la prospettiva di essere un agglomerato di servizi dal food alla cura della persona etc… C’è stato un capovolgimento: l’utente medio viene in questo luogo per la molteplicità dei servizi e, in concomitanza, provvedere anche alla spesa».
Tantissime sono le attività che il Centro Commerciale porta avanti: dalle mostre d’arte ai convegni sull’ambiente e sulla legalità, ma soprattutto una novità importantissima è quella dello sportello d’ascolto. Il Jambo1 è il primo shopping center ad avere un presidio che offre sostegno psicologico e legale alle vittime di racket, usura o violenza fisica. «Uno degli obiettivi che abbiamo – continua Luigi Moscato – è quello di investire una parte dei nostri utili nelle attività sociali e culturali. Nell’ambito di questo progetto abbiamo pensato, insieme all’Associazione Dafne, di aprire uno sportello per soggetti colpiti da reati di racket, usura e violenza fisica: uno sportello di ascolto. Abbiamo messo a disposizione i nostri uffici e l’Associazione verrà qui due volte a settimana per offrire sostegno psicologico e legale a tutti i cittadini che lo richiederanno. Abbiamo firmato la convenzione nel mese di giugno e siamo attivi dal mese di settembre. Per questo progetto, è stato fondamentale il tavolo di lavoro che abbiamo fatto lo scorso mese con le istituzioni, le autorità e le forze dell’ordine perché è molto importante che anche loro siano attivi per stimolare la popolazione alla denuncia. La mia idea futura è fare un tavolo di lavoro anche con l’ordine degli avvocati. Creare una sinergia è fondamentale per poter cambiare le cose: bisogna fare rete!» conclude l’Amministratore Unico del Jambo 1 Luigi Moscato.
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