
Dal Consiglio comunale di Napoli al Consiglio regionale della Campania. Nello scorso novembre, in occasione delle elezioni campane, Gaetano Simeone, detto Nino, è stato il più votato della lista “Fico Presidente”, a sostegno dell’attuale presidente Roberto Fico. Ai nostri microfoni, Simeone ha ripercorso la sua storia politica, ha parlato della nuova esperienza in consiglio regionale, del rapporto con il presidente Fico, della rottura con Vincenzo De Luca e delle sfide ancora aperte per Napoli.
«È stato un percorso fatto di tanta fatica, tanto lavoro, soddisfazioni ma anche delusioni, un po’ come accade nella vita. Cinque anni fa ero candidato alle Regionali, ma un grave problema di salute mi fermò in piena campagna elettorale. Nonostante tutto mancai l’elezione per appena 500 voti, raccogliendo circa 8mila preferenze. Questa volta siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo e il mio intento è dare il giusto contributo alla mia comunità, alla città di Napoli e all’intera Campania».
«Abbiamo già presentato diverse proposte. L’ultima riguarda l’istituzione di una Giornata regionale contro la camorra e per la legalità da celebrare l’11 ottobre. È un tema a cui tengo molto, considerando le mie origini in un territorio difficile come l’area nord della provincia di Napoli. Stiamo inoltre lavorando a una proposta di legge per consentire agli agenti di commercio di accedere alle Ztl nel rispetto delle regole comunali, perché rappresentano una componente importante del tessuto produttivo e non possono essere continuamente penalizzati».
«Con umiltà posso dire di aver fatto il mio dovere. Insieme a Gaetano Manfredi sono stato tra i primi a credere nel progetto politico che poi ha portato Roberto Fico alla presidenza della Regione. Ho avuto il coraggio di rompere alcuni schemi quando tutti guardavano ancora a Vincenzo De Luca come candidato naturale. Ho creduto in questa prospettiva prima di molti altri e oggi mi ritrovo ad essere il capogruppo della lista “Fico Presidente” in Consiglio regionale. Per me è motivo di orgoglio».
«Ho cambiato idea sul progetto di De Luca quando ho capito che molte delle cose condivise in passato non sarebbero state realizzate. Penso, ad esempio, al tema dell’Azienda unica dei trasporti. Mi era stato assicurato che sarebbe stata una priorità, ma così non è stato. Oggi ci troviamo con un sistema ancora più frammentato. Napoli gestisce il 60% dei movimenti del trasporto pubblico regionale attraverso l’Anm, ma riceve soltanto il 10% dei fondi regionali. È una questione che intendo affrontare nei prossimi mesi».
«Sto seguendo con particolare attenzione la riqualificazione dello stadio Maradona. Sul fronte dei trasporti, Napoli ha ormai imboccato una strada importante. Nei prossimi anni arriveremo all’aeroporto con la Linea 1 e completeremo nuove stazioni strategiche. Quando sarà aperta la stazione di Capodichino avremo un collegamento diretto tra aeroporto, porto e rete ferroviaria, con effetti enormi sulla mobilità cittadina e metropolitana».
«Il completamento dell’anello della metropolitana e l’apertura delle nuove stazioni. Oggi la Linea 1 trasporta circa 100 milioni di passeggeri pur operando ancora in una situazione non definitiva. Quando tutta la rete sarà completata e potremo utilizzare tutti i treni acquistati, il servizio migliorerà ulteriormente. Vedere aperta la stazione del Centro Direzionale è già stata una grande soddisfazione, perché ha cambiato le abitudini di migliaia di cittadini che oggi scelgono il trasporto pubblico invece dell’auto privata».

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