
Il tema dell’occupazione femminile in Italia è tutt’oggi relegato ai margini del dibattito pubblico, nonostante le numerose iniziative e politiche volte a promuoverlo, tutelarlo e renderlo un diritto inviolabile. I dati forniti dall’European Institute For Gender Equality hanno evidenziato come la presenza femminile diminuisca drasticamente man mano che si sale nella gerarchia aziendale: le donne, infatti, lottano ancora per occupare uno spazio che comporti delle responsabilità decisionali.
Nel nostro Paese sussiste uno dei più bassi tassi di occupazione femminile, che si intensifica maggiormente nel Mezzogiorno. Ne abbiamo discusso con l’On. Mara Carfagna, già Ministra per il Sud e per le Pari Opportunità, in visita presso la redazione di Informare a Caserta in occasione di un evento organizzato da Confindustria.
«Bisogna continuare con le azioni già messe in campo per sostenere il lavoro femminile, per sostenere le madri lavoratrici. Questo governo, in particolare, ha approvato una serie di misure che vanno in questa direzione e il tasso di occupazione femminile è aumentato negli ultimi anni. È evidente che non basta perché il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro in Italia resta tra i più bassi in Europa, al Sud sicuramente: in Italia lavora una donna su due, al Sud Italia una donna su tre. Io credo che bisogni continuare ad agire sul fronte del rafforzamento di servizi di assistenza all’infanzia e alla non autosufficienza: è quello che ha tentato di fare il Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, inserendo nel PNRR una linea di finanziamento dedicata alla costruzione di asili nido ma anche destinata alla dotazione di palestre e mense scolastiche, in particolare per le scuole del Mezzogiorno. E poi inserendo nella legge di bilancio del 2021 oltre 1 miliardo di euro per finanziare il primo LEP, il Livello essenziale delle prestazioni per gli asili nido, per garantire che tutti i comuni italiani, dal nord al sud, avessero risorse disponibili per assicurare il posto nido almeno a 33 bambini su 100 residenti».
«Quella di cui ho parlato poco fa è una quota che i comuni del nord assicurano agevolmente, e in qualche caso superano anche, mentre le regioni del sud sono molto al di sotto. Grazie al finanziamento PNRR, per esempio, oggi i comuni del Sud hanno le risorse necessarie per poter garantire un aumento graduale deiposti al nido da qui fino al 2027. È la strada da seguire».
«Quando ho introdotto il reato di stalking il contesto culturale era profondamente diverso rispetto a quello di oggi. Ho dovutoaffrontare diverse ostilità e molti pregiudizi. Sono però riuscita ad andare avanti con caparbietà, determinazione. La legge a cui faceva riferimento è diventata legge dello Stato in meno di un anno. Nel frattempo, la consapevolezza è cresciuta e le modifiche normative che il Parlamento ha approvato sono state diverse in questi anni: dalla legge sul femminicidio al codice rosso, fino all’introduzione del reato di matrimonio forzato e all’istituzione di un fondo per gli orfani di femminicidio grazie a delle mie proposte. Ovviamente, c’è ancora molto da fare soprattutto sul piano della cultura, della prevenzione, della formazione culturale delle nuove generazioni».
Intervista a cura di Enza Buono e Gianrenzo Orbassano
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