
Negli ultimi anni, soprattutto dopo il Covid-19, ci siamo resi conto di quanto sia importante parlare di ricerca scientifica, ma allo stesso tempo anche di prevenzione. A Napoli, presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale, c’è qualcuno che si occupa già da molto tempo di prevenzione ed è il Dottore Paolo Antonio Ascierto, oncologo di fama mondiale e Direttore del Dipartimento di Melanoma e Tumori della Cute, Immunoterapia Oncologica e Sperimentale e Terapie Innovative. Insieme a lui abbiamo cercato di capire quali sono i progressi nel lavoro che viene svolto quotidianamente per la prevenzione e l’immunoterapia.
«Ovviamente fa molto piacere, è uno degli obiettivi che ci si prefissa, semmai non si prefissa di arrivare a 100 subito, ma si cerca di fare bene. Poi un ricercatore, è un buon ricercatore, se ne raggiunge già i 40. Come si arriva a diventare un buon ricercatore? Ma innanzitutto con il cuore e la passione. Ci devi mettere la passione e quindi lo spirito di sacrificio. E poi ovviamente far lavorare il cervello, idee, metterle in pratica, testare ipotesi e quindi andare sempre avanti, anche se ci sono fallimenti, perché poi i fallimenti sono normali. Anzi sono necessari».
«Non ce n’è una in particolare. C’è un periodo, il periodo in cui l’immunoterapia è diventato una realtà nel campo del trattamento del melanoma. Noi abbiamo testato l’immunoterapia per tanto tempo, negli anni, prima con tutti i fallimenti. Poi però da questi fallimenti si è capito qualcosa in più, i meccanismi che sono alla base sia dell’immunosopressione che dell’immunoattivazione. Da quelli si è arrivato a quelle che sono le molecole che noi utilizziamo adesso. Quindi i primi studi positivi sono stati la svolta, se vogliamo. Quelle che poi hanno aperto tutto un ulteriore scenario».
«Il lavoro procede molto bene. Si fa un lavoro molto importante. Ci sono numerosi dermatologi che lavorano nella mia unità e che sono impegnati quotidianamente all’ Ascalesi e anche a Sant’Agata. Ogni giorno fanno 60 visite, che non sono poche. Sono decisamente impegnati. Abbiamo delle apparecchiature, come il Vectra che aiuta molto. A Sant’Agata pure si fa settimanalmente un ambulatorio dedicato. Anche a Sapri fino a qualche tempo fa si faceva. Quindi la prevenzione è sicuramente l’arma più importante per sconfiggere i tumori della cute ed è un’attività fondamentale nella nostra istituzione».
«Sì, ci sono delle iniziative anche per quanto riguarda il melanoma. Andiamo anche nelle scuole per parlare di prevenzione, gli spieghiamo cos’è e quali sono le corrette abitudini di vita. Cerchiamo di avvicinare i giovani a quello che è il significato del mondo della prevenzione. Perché quest’ultimi, ovviamente, essendo tali, non hanno bene inteso qual è il concetto di prevenzione ed è molto importante indirizzarli verso uno stile sano di vita».
«Ma cancro già di per sé come parola è dura. Ovviamente il concetto negativo di questa parola emerge perché di cancro si muore purtroppo. Sì, ancora oggi si muore. Sono stati però fatti passi in avanti, passi da gigante. Adesso ci sono cure in grado di guarire diverse patologie. Di conseguenza c’è ancora la remora di considerare il cancro come una malattia incurabile. Però fortunatamente la ricerca ci porta delle soluzioni. Quindi adesso, per oltre la metà dei pazienti con cancro, possiamo dire che abbiamo possibilità di guarigione. Questo non è poco. Viva la ricerca scientifica».
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