
Alla parola “museo” molti lettori volterebbero pagina su un giornale, cambierebbero canale in TV. Si sa, i musei, soprattutto per chi non coltiva una passione per l’arte, non sono altro che un’accozzaglia di antichi reperti storici, inutili testimonianze del passato, quelle che i futuristi di Marinetti avrebbero dato alle fiamme. Per una volta sarebbe il caso di non fermarsi alle apparenze; probabilmente negli anni ciò che ha fatto allontanare la gente dai musei è la narrazione che ne è stata fatta. Abbiamo ascoltato a tal proposito il direttore del Museo civico ‘Gaetano Filangieri’ di Napoli, il Dott. Paolo Jorio, che nelle ultime settimane sta portando avanti un progetto che nella struttura unisce musica e arte, ma non solo.

«Parto da lontano perché secondo me è essenziale. Io sono stato il fondatore del Museo del Tesoro di San Gennaro e sono stato direttore per vent’anni del Tesoro di San Gennaro, che nonostante la sua grandissima, bellissima, straordinaria capacità di esposizione aveva un limite, e cioè che essendo un luogo di culto non aveva la possibilità di diventare oltre quello che è, un museo. Dal 2018 ho affiancato alla direzione del Tesoro di San Gennaro quella del Filangieri e ovviamente ho messo in pratica quella che è la mia idea di museo».
«Io ritengo che la mission del museo sia cambiata. I musei non sono più luoghi unicamente conservativi, ma luoghi in cui debbano svolgersi delle attività. Sono cambiate le necessità ed il Filangieri si presta, anche grazie alla sua struttura, a soddisfarle. Partiamo così dall’esposizione di opere straordinarie, da una Biblioteca ricchissima. Ma, all’interno di questa incredibile struttura, proponiamo attività che possano essere energeticamente favorevoli all’arte come ad esempio lo yoga, con la nostra docente Stefania Cristiano, così da tenere “mens sana in corpore sano”, come si suol dire. Questa è una delle tante attività innovative che proponiamo. L’altra è la musica, che secondo me è perfetta per uno spazio come quello del Filangieri».
«Ci saranno concerti di musica da camera fino al mese di dicembre, con due concerti di Natale, uno di musica classica e uno invece di canzoni napoletane con l’artista Francesca Curti Giardina. Abbiamo inoltre un settore interamente dedicato alle scuole, alla didattica, con caccia al tesoro e altre attività di laboratorio che saranno svolte durante l’anno, in modo tale che anche i bambini e i ragazzi possano entrare in un museo con uno spirito, non di noia, ma di divertimento, perché il gioco è una delle cose principali per poter vivere e convivere con l’arte».
«A dir la verità? Pessime. Ma abbiamo ereditato il Filangieri e una volta rimesso a nuovo, da 3mila visitatori all’anno siamo arrivati oggi intorno ai 50mila. La cosa che mi piace moltissimo è la presenza di tanti turisti stranieri che apprezzano il museo. Anche perché noi abbiamo le audioguide comprese nel prezzo del biglietto in 5 lingue, francese, spagnolo, inglese, tedesco e italiano ovviamente. Anche le vendite dei biglietti per i concerti che stiamo proponendo vanno sempre più a ruba. Stiamo ottenendo dei risultati considerevoli e ne siamo soddisfatti».
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