
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Tiziana D’Angelo, direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia.
«Il bilancio è a mio parere estremamente positivo, soprattutto sotto il punto di vista della ricerca. Negli ultimi due anni sono arrivati importanti risultati sul fronte degli scavi e dei progetti di ricerca. Abbiamo portato alla luce ben due templi nella parte occidentale della città antica, ed è ancora in corso uno scavo sull’Acropoli di Velia che sta rivelando tracce importanti di quello che sembra essere il primo edificio sacro costruito dai coloni greci al loro arrivo. Tra le cose più importanti che abbiamo fatto ci sono senz’altro gli investimenti sul parco di Velia, riguardo al quale ci siamo concentrati su interventi di riqualificazione migliorando l’accesso al parco che era sempre considerato il fratello minore di quello di Paestum».
«Sicuramente la tendenza è di crescita e su questo non c’è dubbio. Nel 2023 abbiamo registrato oltre mezzo milione di visitatori che è il nostro massimo storico, ed è un segnale importante. I templi di Paestum sono però un patrimonio immenso, tra i più efficacemente conservati nell’Italia meridionale. Parliamo di livelli di vera unicità, e sul piano internazionale Paestum non ha la notorietà che merita, a differenza ad esempio di Pompei che è un brand internazionale sin dalla sua scoperta. Su Paestum e Velia dobbiamo fare questo lavoro, promuovere il patrimonio per allargare i fruitori dei parchi, ed è quello che stiamo cercando di fare; in effetti le visite sono in netta crescita».
«I collegamenti sono molto importanti. Lo è l’apertura dell’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi ad esempio, che sarà fondamentale soprattutto per Velia che non è compresa nei pacchetti creati dai tour operator che collegano Capodichino a Paestum. La logistica, i trasporti, le infrastrutture sono fondamentali, soprattutto per attirare visitatori internazionali. Oltre ad essere in grado di rendere Paestum un brand internazionale, devi essere effettivamente poter accogliere efficientemente visitatori, e quindi investire nelle infrastrutture».
«Certo, ovviamente stiamo insistendo tanto con le autorità competenti a livello regionale e nazionale per portare l’alta velocità ai parchi. Ma abbiamo anche fatto qualcosa di concreto per migliorare i collegamenti fra Paestum e Velia: già nel 2022 abbiamo iniziato ad offrire un biglietto di navetta gratuito che collega i due siti. L’idea è quella di portare a Velia i nostri visitatori che si fermerebbero solo a Paestum, che è ovviamente molto più conosciuto. L’area di Velia è però altrettanto importante, con delle tradizioni culturali ed enogastronomiche molto particolari, e va dunque valorizzata».
«Trovo che l’area abbia due caratteristiche uniche da scoprire: da un lato la grecità prorompente espressa dalla monumentalità dei templi dorici; dall’altro la multiculturalità del sito, che ci consente di riscoprire una Paestum greca, una lucana, una romana. Una diversità culturale che al giorno d’oggi può essere di grande ispirazione, specialmente per i giovani. Vi aspettiamo».
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