
In Campania, ma in realtà in tutta Italia, quando un’azienda entra in crisi spesso l’imprenditore resta solo: banche che chiudono i rubinetti, fornitori in fuga, burocrazia logorante. Dal 2018 c’è però una soluzione nata dal basso: Imprenditore Non Sei Solo (INSS), una rete nazionale di imprenditori e professionisti che offre formazione e consulenza gratuite a chi sta scivolando verso il baratro. «L’idea è semplice: imprenditori che si aiutano a vicenda. Nessuno che vive un momento del genere dovrebbe essere lasciato solo», racconta ai nostri microfoni Lara Campoli, tra i soci fondatori insieme a Paolo Ruggeri ed Enrico Tosco.
Oggi INSS è un’onlus riconosciuta e conta oltre 300 volontari, tra cui commercialisti, avvocati, esperti di finanza, marketing, vendite, che donano ore, competenze e rete. Solo nel 2025 hanno seguito 1200 imprenditori in tutta Italia, con un percorso che parte sempre da una verifica della reale condizione di indigenza e prosegue in presenza in aula un giorno al mese, dove si studiano e si applicano principi di management, fino all’uscita effettiva dalla crisi. «Inseriamo la persona in un percorso e la accompagniamo passo passo, finché non riparte» spiega Campoli. Il cuore del modello è la personalizzazione. Niente ricette standard: si lavora sul controllo finanziario, sul marketing, sulla gestione del personale e sull’organizzazione, costruendo un piano su misura. «È tutto ad hoc: consulenze e studio vengono modellati sulle necessità del singolo» precisa Campoli. Accanto al lavoro tecnico c’è anche uno sportello d’ascolto con psicologi, mentori e coach, perché la crisi aziendale è sempre anche fatica emotiva
C’è un punto fermo che caratterizza l’associazione: INSS non eroga denaro. «L’obiettivo è tornare ad una redditività sana, pagarsi uno stipendio, gestire il pregresso debitorio e rimettere in equilibrio l’azienda» sintetizza Campoli. Per chi sta iniziando, esiste anche un percorso dedicato alle start-up: dall’idea all’impostazione operativa con il supporto dei volontari. «È una rete sicura, un porto sicuro, dove l’imprenditore arriva con la certezza che nessuno mai gli chiederà un euro», sottolinea. INSS opera oggi con nove classi territoriali, tra cui Napoli, Milano, Bologna, Roma e Firenze: significa che anche in Campania chi è in difficoltà può accedere gratuitamente a formazione e consulenza, in presenza econ accompagnamento continuativo. L’accesso avviene in modo semplice: sito, canali social o numero verde; da lì parte la valutazione e l’inserimento nel programma.
Perché tutto questo? La scintilla, spiega Campoli, è stata la serie di richieste di aiuto arrivate a Ruggeri e la consapevolezza di un dramma sommerso: imprenditori che, schiacciati dai debiti, si tolgono la vita. «È un progetto totalmente sociale: non c’è scopo di lucro. Volevamo dire basta a quelle storie e costruire una risposta concreta». L’associazione si regge su donazioni di imprenditori e privati, su 5×1000 e su alcune iniziative sovvenzionate dallo Stato. Il valore aggiunto, però, è umano: tempo condiviso, fiducia, esempi. Nella crisi l’isolamento amplifica la paura. Avere accanto chi ha vissuto condizioni affini alle tue e si mette a disposizione cambia la traiettoria. È qui che INSS pro-va a fare la differenza: riaccendere competenze e visione prima che la spirale diventi irreversibile. «In Italia, quando le cose vanno male, l’imprenditore spesso viene lasciato solo: da banche, fornitori, dallo Stato. Noi vogliamo che trovi una mano tesa e un metodo per rialzarsi» conclude Campoli. Per chi fa impresa a Napoli e provincia questo significa avere una porta vicina cui bussare senza timore di giudizio, gratis e con professionisti che parlano il linguaggio delle aziende. Chiedere aiuto è già management. E, a volte, è il primo vero atto di coraggio.
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