
La Reggia di Caserta è una delle attrazioni più importanti del mondo. In quanto tale, abbiamo intervistato la direttrice Tiziana Maffei che ci ha fatto un’analisi dettagliata circa gli eventi e l’importanza del grande monumento.
«La prima grande questione che si pone per la Reggia di Caserta riguarda le sue dimensioni, che contano circa 130.000 mq di superficie del Palazzo, 123 ettari di Parco, dei quali 23 ettari di Giardino Inglese, 76 ettari del Bosco di San Silvestro e un percorso di 40 km circa per l’Acquedotto carolino. Tutto ciò rappresenta il grande sogno di un sovrano illuminato che oggi dobbiamo gestire a fronte di una gravissima carenza di personale (non solo di accoglienza e vigilanza, ma di tipo tecnico e amministrativo per coordinare importanti interventi di restauro). Una sfida quotidiana per garantire ai nostri pubblici un adeguato standard qualitativo, dall’esperienza di fruizione e accoglienza alla gestione della sicurezza, dai servizi alla pulizia, dalla manutenzione ordinaria ai grandi cantieri di restauro, al recupero dell’ingente patrimonio immobiliare assegnatoci».
«Le iniziative proposte quest’anno hanno avuto un ottimo esito in termini di partecipazione e apprezzamento. La Reggia di Caserta ha una vocazione originaria a ospitare eventi di grande prestigio. Va in ogni caso ribadito che la Reggia di Caserta non è però un puro, per quanto straordinario, contenitore, ma un istituto che sostiene e produce cultura. L’Istituto museale partecipa alla costruzione dei progetti di valorizzazione del patrimonio culturale, contribuendo alla creazione delle diverse esperienze. Quest’anno lo abbiamo fatto con lo spettacolo di apertura della rassegna Un’Estate da Re, dedicato alle Celebrazioni vanvitelliane. Abbiamo ricordato il grande legame che c’è tra il Complesso vanvitelliano e la musica: lo sciabordìo della Cascata e delle fontane della via d’acqua, il canto degli uccelli che popolano il Parco Reale, il fruscio delle foglie degli alberi secolari del Museo verde, la doppia volta ellittica progettata per far riecheggiare di note lo Scalone Reale».
«Sono del parere che andrebbe fatta adeguata conoscenza delle diverse e molteplici possibilità di fruizione ed esperienza che il Museo può offrire. Dall’incanto offerto dal patrimonio naturale del Parco reale all’ingegno delle soluzioni architettoniche e alla scelta dei materiali. Alla Reggia di Caserta nulla è stato lasciato al caso. Consiglio ai visitatori di venire alla Reggia più e più volte, per godere di esperienze sempre nuove ricordando che “il vero viaggio di scoperta non consiste in cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”.
Da architetto non posso che prediligere alcune soluzioni del genio vanvitelliano: penso al Cannocchiale e al suo asse prospettico, alle vertigini dello Scalone Reale e della doppia volta ellittica, al fulcro rappresentato dal centro del Vestibolo superiore. Ma anche la dimensione verde e l’attenzione alle specie botaniche sono aspetti che ritengo di primissimo piano. Insomma, qui ce n’è per tutti gli interessi, le curiosità, i piaceri cognitivi e il semplice svago!»
«Questa è una domanda difficile, ma se devo proprio scegliere cosa consigliare a chi non è mai stato alla Reggia, direi: nel Palazzo Reale, lo Scalone Reale e il Vestibolo Superiore, per godere di tutte le arti – ingegneria, architettura, pittura, scultura decorazione e musica – in un’unica soluzione contemplativa. Nel Parco Reale, la Fontana di Diana e Atteone, per la sua grande forza prospettica e allegorica. Nel Giardino Inglese, il Bagno di Venere e il Criptoportico, per la fusione totale di architettura, scultura e natura in una dimensione d’intimità che a volte si può avere la fortuna di rivivere a un livello ancestrale».
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