
Con l’inizio della guerra in Ucraina le notizie provenienti dai telegiornali occidentali hanno riguardato totalmente questo conflitto. In tal modo, gli scontri tra Palestina e Israele, in Siria o in Yemen sono stati completamente offuscati da qualsiasi tipo di media. Ma perché cancellare una guerra con un’altra guerra? Come riuscire a spiegare questo avvenimento? Noi di Informare ne abbiamo discusso con Samir Khaldi, un giornalista della rete televisiva Al Araby, in una videochiamata tra Londra e Castel Volturno.
«I media dei paesi arabi stanno parlando della guerra in Ucraina in modo molto dettagliato. Stanno raccontando la guerra del popolo e la distruzione che la circonda.
Per quanto riguarda la loro posizione politica, la maggior parte dei paesi arabi sono schierati con l’Ucraina, ma ci sono anche dei paesi che, come l’Algeria, sono nel lato russo. In generale, la copertura mediatica è molto presente. Al Araby, Al Jazeera o SkyNews Arabia hanno come headline la situazione in Ucraina. C’è poi sicuramente un interessamento totale anche tra i cittadini. La gente è coinvolta perché è influenzata dall’alzamento dei costi: gas, petrolio e grano sono quelli toccati maggiormente».

«Il rapporto tra i media e la Palestina non ha paragone. Si tratta di un problema umanitario, tutti dovrebbero aiutare, ma purtroppo Palestina e Ucraina sono due paesi che hanno due misure diverse. Questo concetto riguarda anche la Siria o lo Yemen: non se ne parla e nessuno ha mai preso un provvedimento contro questi massacri. Nei paesi arabi conta molto anche la politica, questo rende il nostro contesto molto diverso da quello dell’Ucraina. L’essere umano dovrebbe essere aiutato a prescindere dal colore della pelle o dalla nazionalità. È proprio per questo che il mondo arabo ha un parere completamente negativo nei confronti dell’Occidente».
«In questi mesi la guerra non si è mai fermata. Si tratta di un conflitto portato avanti da diversi mezzi, non solo dalle armi, ma soprattutto dalla confisca dei beni ai palestinesi.
Il giorno in cui è stata uccisa Abu Akleh, delle famiglie israeliane hanno occupato una palazzina dove vivevano i palestinesi, con la protezione della polizia. È un paese che non rispetta nessuna legge e non riconosce nessun diritto. Questo tipo di politica non va bene neanche per Israele, il quale recentemente sta annunciando una perdita di controllo proprio nella città di Gerusalemme. A ciò si aggiunge che gli stessi cittadini israeliani non si sentono più al sicuro, mentre il numero dei palestinesi sta aumentando demograficamente».

«Può essere, però si parla di un futuro lontano. Le cose stanno cambiando, in modi in cui prima non si poteva neanche immaginare. La forza di Israele è molta, sia in America che in Europa, però recentemente sta cambiando anche l’idea dell’opinione pubblica. Con l’uccisione di Shireen, molti in Europa sono scesi in piazza per protestare. I bambini stanno maturando le proprie idee, l’eredità degli adulti è stata passata a loro e grazie a ciò un giorno sarà fatta giustizia».
«Ci sono persone che non vogliono la Democrazia in questi paesi, perché non fa parte dei loro interessi. Ci sono tanti modi di governare che non vanno bene, e in base a questo ragionamento quello meno sbagliato è la Democrazia. In Occidente continuano ad aiutare Assad in Siria quando lui non è per niente democratico. È stata distrutta metà Siria, è tutto raso al suolo e chissà quanti anni ci vorranno per ricostruire. L’Occidente sta appoggiando Assad perché loro non vogliono persone che rappresentino davvero il popolo con questo potere».
«Credo che tutto quello che è stato detto sia abbastanza. Non tutti i media sono influenzati dalla politica, c’è anche l’informazione libera che diffonde news a prescindere da tutto. L’Occidente dovrebbe impegnarsi di più per far sì che il giornalismo libero prevalga. Il mio appello è rivolto ai media liberi: continuate a mettere in risalto i temi giusti, senza chiudere le porte a nessuno, trattiamo le persone nel modo giusto».
di Pasquale Scialla e Iolanda Caserta
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
N°230 – GIUGNO 2022
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...
Era l’equinozio di autunno, precisamente il 21 settembre dell’anno 19 a. C., quando il Vate lasciò le sue spoglie mortal...
Il cortile del Maschio Angioino è pronto a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto di musica e teatro....
Qualche mese fa Villa Literno è finita al centro delle cronache nazionali quando i risultati di un monitoraggio sulle acqu...