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INTERVISTA. Sirano, il direttore del Parco archeologico di Ercolano spiega la nuova mostra "Materia"

Luisa Del Prete
Luisa Del PreteRedazione Informare
16 novembre 20224 min di lettura

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INTERVISTA. Sirano, il direttore del Parco archeologico di Ercolano spiega la nuova mostra "Materia"

Indice (5)

  • 1Vediamo questa nuova mostra sui legni: da dove nasce?
  • 2Quali sono le date in cui sarà aperta la mostra?
  • 3Questa mostra ha come tema la “materia” che vediamo essere tema ricorrente anche negli Ozi di Ercole. Come entrano in relazione e perché?
  • 4Una stagione da grandi numeri quella che abbiamo da poco lasciato. Ci faccia un resoconto…
  • 5Tanti gli eventi che il Parco ha programmato rendendo partecipi, principalmente, le persone del quartiere di Via del Mare: i vostri “vicini di casa”. Come state portando avanti questo processo di integrazione sociale e come stanno rispondendo gli abitanti del quartiere?

Un Parco archeologico che non finisce mai di stupire: eventi culturali, ritorno di grandi numeri, ma soprattutto tante novità in continuo aggiornamento. Una in particolare nelle scorse settimane in cui il Parco Archeologico di Ercolano ha inaugurato, presso la Reggia di Portici, la mostra “Materia: il legno che non bruciò ad Ercolano”. Dopo anni di duro lavoro, il team del Direttore Sirano ha portato in luce una storia incredibile: nonostante i flussi piroclastici a 500° dopo l’eruzione del 79 d.C., il legno ad Ercolano non bruciò, anzi, si conservò. Un vero e proprio miracolo della natura e della materia tutta, raccontataci in un’intervista esclusiva dal Direttore Francesco Sirano.

Vediamo questa nuova mostra sui legni: da dove nasce?

«Ad Ercolano c’è un patrimonio incredibile: materiali che, di norma, in uno scavo archeologico non si troverebbero mai. Invece qui, grazie alle particolari condizioni di seppellimento della città antica, il legno si è conservato o in forma carbonizzata o in forma viva ed è rimasto, addirittura, con i colori. Il sottotitolo della mostra è “Il legno che non bruciò ad Ercolano” perché la cosa straordinaria è che questo legno, nonostante i flussi piroclastici a 500°, non bruciò, ma si conservò. Nel fenomeno naturale è un miracolo e la mostra lo racconta e lo condivide.

L’idea mi è venuta quando nel 2017 misi piede nel deposito, e vidi questa quantità incredibile di legni che stavano lì che mai avevo visto, se non nelle pubblicazioni. Alcuni di questi materiali sono stati mandati in qualche mostra, ma noi abbiamo deciso di far vedere monograficamente questo bene inestimabile. Su questo si è innestata la riflessione che qui, nel Parco, non abbiamo spazio e per questo abbiamo deciso di farlo alla reggia di Portici, primo luogo del museo borbonico, come se idealmente ci riallacciamo all’Herculanens Museum».

Quali sono le date in cui sarà aperta la mostra?

«Dal 14 dicembre fino all’anno prossimo, la mostra durerà minimo un anno».

Questa mostra ha come tema la “materia” che vediamo essere tema ricorrente anche negli Ozi di Ercole. Come entrano in relazione e perché?

«Perché da un lato c’era questo gioco di parole con l’ambiguità del termine “materia” che è polisemico in latino e che copre sia il legno, in quanto materiale bruto, sia la materia intesa come “i materiali di ogni genere”. Siccome il sito archeologico è fatto di materia, abbiamo pensato di parlare della materialità della vita per gli Ozi di Ercole».

Una stagione da grandi numeri quella che abbiamo da poco lasciato. Ci faccia un resoconto…

«È stata una stagione di consolidamento dei progressi visti già dall’anno scorso. Noi puntiamo, sì, ai grandi numeri, ma anche alla qualità del servizio che offriamo. Ad esempio, i venerdì di Ercolano sono sempre stati sold out, ma l’accesso era solo per 500 persone ed andavano via sempre contente perché puntavamo ad offrire una vera esperienza immersiva. Lo stesso anche per Gli ozi di Ercole, già tutto esaurito fino all’ultimo incontro di dicembre e proprio per questo motivo, per ogni serata, faremo la diretta streaming. E adesso stiamo avendo tutto sold out per le visite guidate al Teatro di Ercolano che abbiamo da poco riaperto. Anche le visite normali sono andate molto bene, abbiamo chiuso agosto con più di 50mila visitatori: ci stiamo avvicinando molto ai numeri da pre-covid».

Tanti gli eventi che il Parco ha programmato rendendo partecipi, principalmente, le persone del quartiere di Via del Mare: i vostri “vicini di casa”. Come state portando avanti questo processo di integrazione sociale e come stanno rispondendo gli abitanti del quartiere?

«È un discorso di lunga lena, non si cambia in un secondo. Ci sono state delle battute d’arresto, principalmente durante il covid, ma ora siamo in via di ripresa.
Dal nostro canto, abbiamo avviato una sinergia che nasce dal lavoro nostro e del Comune con il Packard Humanities Institute, che attraverso L’Hercolanum Conservation Project ci affianca per mettere in campo questa strategia di integrazione tra città antica e città moderna. Stiamo per completare i lavori di restauro delle zone ai margini del Parco Archeologico e questo va insieme ad altre azioni in cui cercherò di applicare una politica di buon vicinato. Questo vuol dire anche aprire le porte del Parco ai nostri vicini, come abbiamo fatto per il primo venerdì di Ercolano che è stato totalmente dedicato alla comunità locale.
Da loro canto, i cittadini stanno rispondendo molto bene. Io credo fermamente che alla base di tutto ci sia il coinvolgimento e coinvolgimento vuol dire responsabilità: fare insieme cose per il bene di tutto il quartiere».

Tags
  • #Ercolano
  • #francesco sirano
  • #materia
  • #Parco archeologico
Luisa Del Prete
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