
Mi sveglio alle 6 del mattino, qualche bestemmia contro il freddo, il governo e la questione meridionale e salgo su un regionale, direzione Milano. Obiettivo? Incontrare Antonio Mazza, in arte Tony da Milano, uno dei personaggi più noti del programma radiofonico “La Zanzara” di Radio 24. Lo incontro alla periferia sud di Milano, all’uscita di una stazione della metro, ci sediamo ad un bar lì vicino.
‹‹Nella vita faccio… schifo… no vabbè scherzo. Sono in equilibrio precario tra il malessere che mi porta vivere in questa società malata e qualche ‘divertis moto’ ogni tanto. Sto finendo i miei studi in storia, mi manca la tesi, entro primavera mi dovrei laureare (mo’ mi tocco che non si sa mai); mi hanno assunto in una nota catena di supermercati come salumiere, inizio giovedì, ho fatto il rider fino all’altro giorno, lavoraccio terribile… tra l’altro ieri è morto un rider a Bergamo, 22 anni, la mia età, studiava e faceva il rider la sera… è un sistema che ti porta a morire, per consegnare le pizze a 6 euro l’ora. Per il resto faccio attività politica, non dico a tempo perso, ma molto meno dei compagni della mia organizzazione: sono più un sostenitore che un militante. C’è gente che ci mette molto più impegno di me, sono più preparati, li stimo, se c’è qualcuno che può cambiare l’Italia sono loro. Ah si vabbè, faccio la radio, la mia trasmissione “Convivio e Sigarette” per Radio Statale che va bene (senza farmi le s***e), va molto bene: non so che voglia dire ma abbiamo fatto 25.000 impression su Spotify. Sai poi ho i miei drammi sentimentali, passati e presenti… cioè… drammi, dramma è Israele che bombarda gli ospedali, quello è un dramma, i miei sono ‘first world problems’››.
‹‹Ho iniziato per noia, del resto “Tutto il resto è noia” d’altronde. Ero a casa della mia ex a Rapallo, al mare, nel periodo delle zone rosse Covid; solo che lei è stata ricoverata ed io non avevo più nulla da fare, con tutto chiuso, il momento clou era aspettare “La Zanzara”. Ho scoperto un mondo e ho deciso che dovevo chiamare. Sono tornato a Milano ed ho chiamato, ma il mio personaggio (non sono io veramente) è esploso durante l’Erasmus: praticamente l’Europa mi dava i soldi per andare alle feste. Ci tengo a dirlo, la preparazione culturale e didattica della scuola italiana è molto più ampia e solida di quella del resto d’Europa: sono andato a lezione un paio di volte, ma si studiavano cose che noi facciamo in terza superiore, e non in licei d’elite››.
‹‹Il fatto che funzioni molto tra i ragazzi l’ho scoperto per caso, non ho TikTok e mio cugino, che è la mia metà, un giorno mi dice che ho 60 milioni di visualizzazioni: minchia, gli dico io, il Paese è al baratro. La parola Socialismo oggi in Europa ha preso dei connotati diversi da quelli che aveva storicamente, il Socialismo che intendo io è quello della nostra Storia: l’Unione Sovietica, la DDR, la Cina (su cui si potrebbe aprire un mondo, ma poi non la finiamo più), Cuba… modelli a cui mi ispiro da anni, da sempre, poi la politica la fai a 16 anni in un modo, a 24 in un altro, ma i miei fari sono sempre stati quelli. Quando chiamo faccio un personaggio, non penso possa esistere l’Anarco-Stalinismo, anche perché non esiste nemmeno lo stalinismo come dottrina politica.
Quello che porto in radio è una forma esasperata di quello in cui credo: se questo poi avvicina un ragazzo, per dire, alla causa palestinese perché ha sentito un mio jingle sono felice, ma non ho mai avuto pretesa di fare egemonia o di convincere qualcuno. Mi scrive tanta gente nei DM di Instagram chiedendomi opinioni, ma non ho mai avuto pretese di diventare il faro (o il Rocco Casalino) di qualsivoglia movimento politico comunista››.
‹‹A breve laurearmi, a lungo non lo so, magari un’esperienza in Francia o in Belgio, comunque vorrei restare in Europa. Ma poi le condizioni di lavoro sono molto diverse, l’altro giorno è uscito un dato OCSE, quindi non la Pravda, l’Italia è l’unico Paese in cui i salari non sono cresciuti negli ultimi 30 anni e con l’inflazione il potere di acquisto è calato. A Milano con meno di 2000 euro netti al mese ormai non si può vivere, con 1300 fai una vita di stenti. E quindi non so, è un grande bho se penso al futuro››.
‹‹Un saluto a Napoli, in particolare a tutti i detenuti di Poggioreale e delle altre carceri, pronta libertà per tutti. Nella vita si sbaglia, ma tutti hanno diritto ad una seconda possibilità››.
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