
Ammetto che davanti al Professore Umberto Galimberti un po’ mi sono tremate le gambe: ai lettori di Informare premetto che le sue lezioni mi sono state compagne nelle notti insonni e molto illuminanti nel mio percorso di vita. Galimberti è stato protagonista a Caserta, presso il Teatro Città di Pace, della lectio magistralis “L’Etica del Viandante – Spaesamento” – titolo di un suo saggio – promossa da Rosso Vanvitelliano. Un incontro che ha intrecciato filosofia e teatro grazie alle sintesi sceniche firmate da Patrizio Ranieri Ciu e interpretate dai giovani artisti di Ali della Mente e Fabbrica Wojtyla.
Al centro dell’incontro, una riflessione sullo smarrimento dell’uomo contemporaneo nell’età della tecnica. Secondo il Galimberti filosofo, l’Occidente nasce da due grandi radici: quella greca e quella giudaico-cristiana, entrambe accomunate dall’idea di un mondo ordinato e dotato di senso. Oggi, però, quel quadro è crollato per lasciare spazio al mondo della tecnica, un sistema che misura tutto in performance, funzionalità, efficienza e produzione, svuotando il mondo di significato. «La tecnica non cerca verità, non tende a un fine e non promette salvezza: semplicemente funziona. In questo scenario, l’etica tradizionale perde forza. Resta soltanto “l’etica del viandante”, figura che cammina senza una meta definitiva, attraversando il paesaggio del presente senza pretendere di possederlo». Dopo la lezione – partecipatissima da un pubblico casertano sempre più affamato di luoghi e momenti del genere, noi di Informare abbiamo intervistato il Professore approfittando di una sua “pausa sigaretta” all’esterno del Teatro.
«Oggi l’uomo vive immerso dentro l’apparato tecnico e non può realmente chiamarsene fuori. Il problema è che non possiamo più far niente. Il concetto di libertà è un’idea che serve alle religioni e al sistema di giustizia, nel senso che se sei libero sei responsabile, se sei responsabile sei punibile. Quello è lo scopo finale. Ma la libertà dalla tecnica non puoi averla, perché sei già in quel mondo lì. E allora cosa serve? Puoi ritirarti privatamente da questo mondo senza commettere l’errore di vivere come senti, perché sei quello che tu senti e non si carica anche di quello che sentono gli altri. È un errore ancora più grave rispetto all’età della tecnica. Non c’è possibilità di uscire. Ci sono delle cose irreversibili…».
«Solo perché i vecchi stanno dentro il loro mondo e al di fuori del loro mondo non riescono ad andare, perché appunto sono vecchi. E allora non capiscono niente dei giovani, soprattutto non parlano con loro. Ma non con l’atteggiamento di dire “ti ascolto e poi alla fine però ti dico perché…”, allora è finito il discorso. Bisognerebbe avere un atteggiamento di: “ti ascolto perché sono curioso del tuo mondo che non conosco”».
«La tecnica incentiva la solitudine di massa. Una volta si andava nei negozi, si creava un dialogo con il panettiere. Adesso vai nei supermercati in assoluto silenzio. C’è poi la tendenza a tenerci tutti in casa: non vai più in libreria perché c’è Amazon, non vai più fuori a comprare il cibo perché c’è Glovo. Non trovi più nessuno che parla davvero con te. Anche se c’è una pubblicità che dice “persone oltre le cose”, però quello che interessa sono le cose».
«Il denaro è il generatore simbolico di tutti i valori. Non sappiamo più che cosa è giusto, che cosa è bello, che cosa è vero. Sappiamo solo ciò che è utile».
«Sì, perché togli i locali pubblici, i luoghi di teatro dove si aggrega la gente… al bar si beve, in discoteca non si sente neanche cosa sta dicendo un altro. La comunicazione così fallisce».
Leggi anche: Caserta, indetto il bando per l’affidamento del Teatro Comunale Parravano
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...