
In Iran le ragazze senza velo sono ormai milioni e la violenta repressione dello stato islamico non riesce a fermare la inesorabile rivoluzione silente.
Abbiamo parlato e sentito molto in merito agli eventi iraniani conseguenti al caso Mahsa Amini dello scorso 16 Settembre 2022. La morte in circostanze misteriose della giovane per “non aver indossato correttamente il velo” ha aperto le porte ad un’impetuosa rivoluzione nell’ambito della quale le ragazze iraniane hanno iniziato, una dietro l’altra, ad opporsi ai dettami della Shari’a e a lasciare le chiome scoperte lanciando via i veli.
A quasi un anno dall’inizio di questo irrefrenabile movimento di rivolta e libertà, però, di questi gesti straordinari se ne sente parlare sempre meno. Sono ormai mesi che dell’Iran sembra non parlarsi più, o meglio, di tanto in tanto sentiamo notizie di arresti eclatanti e punizioni disumane, poi più nulla.
Eppure la realtà attuale nella quotidianità iraniana racconta una storia diversa. La realtà non parla di una repressione efferata che ha soffocato un movimento di libertà, tutt’altro! Possiamo con orgoglio e ammirazione dire che le ragazze iraniane non si sono lasciate piegare e che, silenziosamente ma indefessamente, hanno continuato a lottare avendo la meglio sulla repressione.
Nelle città iraniane, ad oggi, è quasi più difficile trovare una ragazza col velo che una senza. Sebbene sia stata formalmente abolita la polizia morale, lo scorso luglio, il portavoce della polizia ha annunciato che “chi non rispetta le regole sarà fermata e perseguita dalla magistratura”. Tuttavia lo Stato islamico non ha la forza né economica né materiale di perseguirle tutte. Allora la repressione statale ha intrapreso una strategia diversa: se punirle tutte non si può, puniamo pesantemente quelle più in vista e cerchiamo di spaventare le altre.
Così, per fare qualche esempio, abbiamo assistito all’arresto di Niusha Ghorbani, cantante solista molto famosa in Iran, arrestata perché secondo la legge islamica le donne non possono cantare se non per accompagnare da coriste la voce di un uomo. Poiché l’arresto, per echeggiare maggiormente doveva essere teatrale, le forze di polizia hanno assistito per intero ad un suo concerto, per poi arrestarla davanti a tutti nel momento di maggiore affluenza. Altro arresto eclatante è stato quello di una ragazza iraniana molto seguita sui social, la quale è stata fermata mentre faceva una diretta senza velo ed è stata condannata ai lavori forzati in un obitorio.
Inutile dire che il coraggio delle ragazze iraniane non si è lasciato scalfire ,anzi! Questi eventi hanno finito per testimoniare, piuttosto, la fragilità delle istituzioni iraniane che cercano, a stento, di convincere i loro ultimi sostenitori di essere ancora forti.
Noi non possiamo che renderci testimoni entusiasti e ammiratori incantanti di tale forza d’animo e resilienza e prendere d’ispirazione le ragazze iraniane pronte a morire per la loro libertà.
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