
Il racconto di una città e di una tradizione artigianale che passa attraverso la definizione di un brand e di un prodotto che conserva e custodisce identità e radici. Questa è la storia di Isaia, azienda sartoriale nata a Napoli intorno agli anni ’20, che fa del suo punto di forza il Made in Naples, esportandolo in tutto il mondo.
Un legame con il territorio che racconta non solo le origini dell’impresa, ma anche la qualità dei prodotti: Isaia, infatti, punta ad esaltare l’eccellente tradizione sartoriale napoletana, localizzando la produzione dei propri capi d’abbigliamento maschile d’alta moda solo ed unicamente a Casalnuovo di Napoli. Un occhio al territorio ed un occhio al resto del mondo. Un occhio alla tradizione ed un altro al futuro. Isaia concilia le proprie origini con l’innovazione, adoperando macchinari d’ultima generazione, e sviluppa un’internazionalizzazione della distribuzione dei prodotti, custodendone però la produzione in loco.
Ai microfoni di Informare ha parlato Gianluca Isaia, esponente della famiglia ed attuale amministratore delegato dell’azienda, raccontando le difficoltà affrontate in questi tempi e le novità in programma per la nuova stagione. «Siamo in procinto di ripartire con i progetti che avevamo avviato prima della pandemia. Si tratta di formare giovani ragazzi al mondo della sartoria, realizzare una ricerca storica sulle motivazioni per cui Napoli e Casalnuovo erano un polo importantissimo per questo settore e dare vita a dei corsi di lingua napoletana».
Le difficoltà che gli imprenditori hanno dovuto affrontare, derivanti dalla pandemia prima e dalla guerra russo-ucraina poi non hanno inciso in maniera preponderante sull’operato di Isaia. «Sicuramente la guerra in Ucraina ci sta danneggiando, anche perché abbiamo un negozio molto grande a Kiev – ci spiega Isaia –, ma sul totale del nostro business è una percentuale che non ci mette in grossa difficoltà. Per fortuna il mercato americano, che è il nostro principale, è ripartito alla grande e stiamo traendo tante soddisfazioni da lì». Il rincaro dei prezzi annesso allo scoppio del conflitto, inoltre, è stato avvertito in maniera minore da parte dei brand di lusso, che si indirizzano ad una fetta di mercato che non fa attenzione al prezzo al retail. «Quello che è più problematico per noi è la parte logistica, perché si verificano dei ritardi nelle consegne delle materie prime».
Sebbene Isaia sostenga l’internazionalizzazione del proprio marchio e l’esportazione dei propri prodotti a livello globale, non manca l’attenzione al territorio. «Sono felice che a Napoli ci sia un aumento del turismo, ma mancano i turisti di qualità che cambiano l’economia. Molti, infatti, non si fermano in città, ma si spostano a Capri: il nostro negozio sull’isola quest’anno ha fatto meglio del 2019. Purtroppo, abbiamo esportato un’immagine negativa della città e cambiare non è facile, ma io sono fiducioso, perché Napoli è una delle città più belle al mondo».
Nel DNA dell’iconico corallino rosso vi è una forte appartenenza alle radici, che fa di Isaia una delle maggiori eccellenze dello scenario campano volta a valorizzare il Made in Naples.
«Il Made in Italy è sicuramente più forte di prima, ma per crescere ancora si dovrebbe fare qualcosa a livello politico. Per la sartoria napoletana in generale, invece, sarebbe bello promuovere iniziative locali».
La sartoria è un’arte: questo è uno dei pensieri espressi da Gianluca Isaia nel corso della nostra intervista. Arte che non deve perdersi e che, in realtà, in questi tempi avvicina sempre più giovani.
«Fino ad una decina di anni fa la sartoria era vista dai giovani quasi come degradante. In questo periodo, in cui stiamo ripartendo con assunzioni e formazione, invece, troviamo un entusiasmo importante anche da parte di giovani campani». Il messaggio conclusivo della chiacchierata con Isaia è indirizzato a tutti i ragazzi ed è un consiglio da parte di chi vive ogni giorno con emozione il proprio lavoro, raccontando una storia fatta di passione, tradizione familiare ed entusiasmo. «Io ritengo che i giovani debbano perseguire quello di cui hanno passione, perché solo la passione fa la differenza nella vita lavorativa. La vita è una ed è importante che non si abbiano rimpianti facendo quello che si ama fare».
Ph. Tommaso Silvestro
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