Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiAttualitàEVIDENZAMagazine Settembre 2024

Isaia vince la sfida dell’evoluzione: la sartoria napoletana e il mercato globalizzato 

Gianrenzo Orbassano
Gianrenzo OrbassanoRedazione Informare
6 settembre 20246 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Isaia vince la sfida dell’evoluzione: la sartoria napoletana e il mercato globalizzato 

Indice (1)

  • 1MADE IN NAPLES: WHAT’S MEAN? 

La “napoletanità” per Isaia non è solo un concetto di marketing, ma anche il cuore pulsante dell’azienda. Nonostante l’apertura ai mercati internazionali, la sua produzione resta saldamente radicata nel territorio. Questo legame non si esprime solo con il prodotto finale, ma mediante iniziative volte a promuovere e custodire la cultura locale. Nel panorama dell’industria della moda italiana, sempre più globalizzato e soggetto a trasformazioni strutturali, Isaia spicca come un esempio poiché resta saldamente ancorato alle proprie radici. Mentre numerosi marchi di prestigio italiani sono stati acquisiti da conglomerati stranieri, Isaia si distingue per il suo legame indissolubile con la terra campana. Nonostante la fama internazionale del brand, la sede principale resta a Casalnuovo di Napoli, portando avanti un modello di business che valorizza la tradizione locale e la qualità artigianale. 

Negli ultimi anni, infatti, numerosi brand storici italiani sono passati sotto la proprietà di grandi multinazionali estere. È emblematico il caso di Gucci, un tempo sinonimo di alta moda fiorentina, che oggi è parte del colosso francese Kering. Lo stesso destino è toccato a Bulgari e Fendi, entrambi acquisiti dal gruppo LVMH, e a Valentino, anch’esso ceduto a un fondo del Qatar. Queste operazioni, pur rappresentando un’opportunità di crescita economica per le aziende, hanno inevitabilmente modificato la loro natura e, talvolta, il loro rapporto con il territorio d’origine. In questo contesto, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Gianluca Isaia, proprietario del brand d’eccellenza, per discutere delle sfide e delle opportunità che attendono l’azienda nel prossimo futuro, e per approfondire la visione che continua a guidare I’azienda nel panorama globale della moda. 

Come è andato quest’anno per Isaia e quali sono stati i punti vendita che ti hanno dato più soddisfazione? 

«L’anno non è partito alla grande per tutto il settore del lusso, ma nella seconda parte abbiamo recuperato bene. I negozi americani hanno fatto un ottimo lavoro e, con sorpresa e piacere, posso dire che anche quelli di Roma e Milano ci stanno dando grandi soddisfazioni».  

Il panorama internazionale è minacciato da tanti conflitti che stanno avendo, oltre a ripercussioni sociali, anche conseguenze economiche. Come sta reagendo la tua azienda a questa situazione internazionale? 

«Noi abbiamo dei negozi in Russia, dove non possiamo esportare più di una cifra per singolo capo a causa delle restrizioni. È chiaro che quel mercato ha avuto una brusca frenata. Al contrario, in Ucraina abbiamo dei franchising che continuano a lavorare. Naturalmente non con i numeri pre-guerra, ma stiamo riscontrando che comunque le persone escono e cercano di vivere nonostante le difficoltà dettate dal conflitto. Stanno reagendo nel migliore dei modi possibili in un contesto davvero complesso e assurdo».  

Ci siamo trovati spesso a parlare di over-tourism, specie nel contesto napoletano. Alcuni lamentano l’invivibilità della città dovuta al turismo, altri elogiano le sue potenzialità economiche. Vedi una Napoli cambiata da questo punto di vista? 

«La strada da fare è ancora tanta. C’è ancora un lavoro di capitalizzazione che deve avvenire, cosa che ad esempio a Capri c’è e funziona meglio».  

MADE IN NAPLES: WHAT’S MEAN? 

Made in Naples, in questo caso, diventa non solo un simbolo di qualità artigianale, ma un atto di resistenza culturale, un modo per custodire una tradizione e al contempo proiettarla nel futuro. Questa attenzione al passato e al territorio non esclude, però, un approccio moderno e innovativo. Isaia, infatti, si distingue per l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia nella produzione, riuscendo a coniugare artigianato e innovazione in un equilibrio che molti marchi del settore faticano a mantenere. 

Perché la sartoria napoletana è capace di essere un brand internazionale e veicolo di stile in tutto il mondo? Qual è il segreto?  

«Siamo riusciti a trasmettere in questi anni la passione, la tradizione e attraverso queste siamo passati al coinvolgimento diretto dei clienti in tutto il mondo. Poi non dimentichiamo che si tratta di un tipo di sartoria che è un unicum; la creazione della giacca di stampo napoletano è un’eccellenza unica al mondo, che è praticamente impossibile trovare altrove».  

“Less is more” sembra essere diventato l’imperativo della moda attuale. Togliere anziché aggiungere. Cosa pensa del rapporto delle nuove generazioni con la moda? 

«Questa generazione ha interesse nel cercare una moda più rilassata, ma è una tendenza che abbiamo un po’ tutti da dopo il Covid. Anche il mio modo di vestire è cambiato: i pantaloni di una volta non li porto più, preferendo ad esempio dei pantaloni con una banda elastica in vita perché  

molto più comodi. Se fatti bene, sono anche molto eleganti». 

Detto questo, come si coniuga l’altissima sartoria di qualità con il pensiero di una vestibilità comoda? Sono così lontani come concetti? 

«No, anzi. Noi abbiamo iniziato durante il Covid a produrre internamente le polo. Chiaramente con i tessuti migliori, mettendo bottoni, asole e giro maniche a mano. Abbiamo sartorializzato la polo. C’è il pensiero di evolversi anche sotto questo punto di vista, altrimenti senza questi percorsi evoluti si rischia di fermarsi anche da un punto di vista creativo».  

Ma tu la vedi una sartoria napoletana che ha come imperativo l’idea di evoluzione, comunque restando fedele ad una tradizione? 

«La vedo perché tutti i prodotti fatti in un certo modo muoiono. È il ciclo vitale dei prodotti stessi. E allora devi cercare di rinnovarli per farli tornare appetibili sul mercato. È chiaro che la tradizione deve rimanere, però si deve evolvere».  

Cosa ne pensi dei brand firmati da artisti che lanciano la loro linea vestiaria? 

«Beh, è un grande business per loro. Poi bisogna riflettere se sia moda. C’è chi lo fa bene e chi sfrutta soltanto il momento».  

Si può sfatare – se c’è – una unpopular opinion di Gianluca Isaia sulla moda? 

«Non ho mai pensato di dettare una moda. La filosofia è quella di aiutare ogni nostro cliente a trovare il suo modo di vestire e sentirsi a loro agio con quello che si indossa. Non posso imporre, è un discorso molto personale dove si ricerca un proprio stile». 

Sartoria napoletana e multiculturalismo: opportunità oppure un limite?  

«Penso che sia una grande opportunità, poi la devi personalizzare. La devi napoletanizzare. È importante confrontarsi con altre culture ed estetiche differenti. Da questo percorso si può trovare una direzione nuova da inserire nella propria collezione».  

Hai puntato su degli artisti campani. È una scelta in controtendenza qui in Italia: già in Francia sono previsti degli stipendi per gli artisti, qui in Italia invece non viene loro riconosciuta la giusta importanza. Che valore dai all’arte? 

«Ho sempre pensato che realizzare una giacca sia un’arte. Napoli e la Campania sono da promuovere sempre, in ogni modo possibile. Anche per modificare l’opinione che c’è all’estero su di noi. È una battaglia che continuerò a fare fino alla fine dei miei giorni per capire e comprendere che città siamo».  

Un’ultima curiosità: cosa pensi di Antonio Conte allenatore del Napoli? 

«È un grande allenatore e lo ha dimostrato in passato. Bisogna lasciarlo lavorare in pace. Un pensiero che deve partire innanzitutto dai tifosi».  

Tags
  • #Isaia
  • #mercato
  • #Napoli
Gianrenzo Orbassano
Redazione Informare

Gianrenzo Orbassano

Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno, scrittore e aspirante giornalista. Appassionato di musica, poesia e cultura pop. Ama viaggiare e scoprire nuove visioni del mondo, per questo fa e disfa valigie di creatività.

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026