
In Europa e in Italia bisogna avere dai 13 ai 16 anni per iscriversi ai social più popolari. Purtroppo le verifiche di iscrizione spesso sono facilmente aggirabili. Il parental control è una soluzione.
L’ampia diffusione dei dispositivi e dei social network ha reso di fatto impossibile non immergersi in questi ultimi. Basti pensare che in meno di 15 anni il mondo ha visto nascere Facebook, Instagram, YouTube, Twitch, TikTok, Reddit ed altri, e l’implicazione è chiara. Con un solo clic ci si può immergere in diversi mondi social, un “metaverso” di nome e di fatto. Purtroppo ogni cosa che riguarda la società umana comporta sia aspetti positivi che negativi. I social non fanno eccezione, con tematiche come bullismo, adescamento e contenuti non consoni che sono particolarmente rilevanti soprattutto per i giovanissimi.
Diversi paesi, tra cui l’Italia, hanno sancito linee guida e regolamenti per l’iscrizione dei minori ai social network. In Italia l’età minima per iscriversi a un social network è 14 anni. Lo prevede l’articolo 2-quinquies del decreto legislativo 101 del 2018, che ha recepito nel nostro Paese il regolamento Ue sulla tutela dei dati personali.
Di fatto, aziende come Meta e ByteDance per TikTok, rispettano tali principi nei loro regolamenti; il problema è che iscriversi ai social è un gioco da ragazzini, e mentire sull’età è facilissimo con una email. Accedere a un social da minore e visionare contenuti espliciti è facile quanto sbloccare il widget dell’età di accesso per un sito a luci rosse. Anche in questo caso si stanno facendo passi avanti in materia di verificare gli accessi. Il più grande sito a luci rosse del mondo PornHub, dopo lo scandalo del New York Times sui contenuti, si impegna a verificare ogni account.
La stragrande maggioranza delle paure riguardo ai pericoli online sono frutto della mancata conoscenza del parental control, una funzionalità offerta dalla maggior parte degli smartphone che consente ai genitori di monitorare e limitare l’accesso dei propri figli a determinati contenuti online.
Questa funzione permette anche di gestire il tempo trascorso dai bambini sulle tecnologie, limitandone l’uso e stabilendo orari di accesso appropriati in modo tale da controllare quanto tempo trascorrono al cellulare. Internet non è altro che un luogo sociale, e come ogni luogo sociale ha lati positivi e negativi. Le normative che indicano l’età minima per l’accesso ai minori sui social ci sono.
Il 21 novembre 2023 è entrata in vigore anche la delibera Agcom che rende obbligatorio per tutti gli operatori attivare un sistema di parental control sulle SIM intestate a minori; dunque le norme sono presenti, piuttosto spesso manca la conoscenza pedagogica e tecnologica nei confronti dei minori che potrebbero abusarne.
Iscriversi ai social è un gioco da ragazzini, e non è nemmeno un male; piuttosto, come in ogni ambiente sociale, sia esso fisico o digitale, è d’uopo un percorso non solo controllato ma anche educato alla consapevolezza dei possibili pericoli presenti in rete. Il parental control è una soluzione perché permette libero accesso a Internet e al suo potenziale informativo, limitando quelle informazioni che sono pericolose e che comunque saranno scoperte dal minore, ma solo nel tempo previsto dalla vita.
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