
In Italia, numerosi sono i quartieri lasciati all’incuria e al degrado, dove difficile è l’integrazione e lo sviluppo sociale dei suoi abitanti, dove è forte e ben radicata la miseria materiale e morale che ricerca nella dissipazione e nella rendita parassitaria l’alternativa a virtù private e civili. Oltre Caivano, numerose sono le zone a rischio e i quartieri degradati dove è fortissima la dispersione scolastica, il tasso di disoccupazione, dove sono evidenti situazioni di devianza. Nel Comune di Afragola vi è un quartiere (s)conosciuto come il “Rione Salicelle”, che attualmente rappresenta la principale piazza di spaccio dell’area metropolitana di Napoli. Il quartiere è composto da 29 blocchi di cemento, che ospitano un numero indefinito di persone. Le strade sono senza nome, non vi sono luoghi di aggregazione per favorire la socialità tra gli abitanti, gli edifici versano in condizione di estremo degrado. Le strutture che dovevano dare corpo alla comunità e completezza alla urbanizzazione del quartiere non sono mai entrate in funzione, finendo con l’essere completamente vandalizzate e ridotte ad un cumulo di macerie. Negli anni attivisti, giornalisti e volontari hanno denunciato lo stato dei luoghi e la totale mancanza di soluzioni ai problemi di esclusione sociale, dispersione scolastica, povertà, disoccupazione, desertificazione commerciale, marginalizzazione, esclusione sociale, devianza e criminalità.
A dare sostegno alle famiglie sono principalmente gli enti di volontariato. La Parrocchia di San Michele Arcangelo, guidata da don Ciro Nazzaro, con le sale per la catechesi e ricreative, ospita quotidianamente la comunità. Ogni giorno l’utenza è altissima e a ricevere e gestire le richieste sono i volontari. Come anche il centro “Le Salicelle” dell’Opera don Calabria, dedicata all’aggregazione e socializzazione, dove giovani e famiglie, trovano un’offerta di formazione umana e cristiana. L’Istituto Comprensivo “Europa Unita”, situato all’interno del quartiere, conta 622 alunni formalmente iscritti, tra cui molti con BES (Bisogni educativi speciali). Molti ex insegnanti hanno riferito di classi spesso vuote, di ragazzi indisciplinati, di violenze fisiche contro collaboratori scolastici, compagni di classe e insegnanti. Frequenti sono gli atti di vandalismo all’interno degli ambienti scolastici che vengono filmati e pubblicati sui social, nonostante il divieto di utilizzare gli smartphone all’interno della scuola. La trasmissione di valori sociali positivi e la formazione scolastica e quindi culturale risultano difficili per gli insegnanti che ogni giorno si trovano a dover imporre il proprio ruolo di educatore con estrema fatica e spesso con scarso successo.
Altissimo è il tasso di maltrattamenti tra le mura domestiche: le donne spesso subiscono violenze senza denunciarle. L’assenza di un reddito autonomo è tra le principali cause della mancata interruzione di relazioni tossiche con i propri compagni. Ciò si ripercuote sui figli, costretti ad assistere a dei modi non costruttivi di risoluzione degli scontri genitoriali, sviluppando nei minori credenze distorte circa la legittimità e la normalità dei comportamenti aggressivi. Nonostante sia un quartiere fortemente militarizzato per la presenza della Caserma dei Carabinieri e del Commissariato di Polizia, elevato è il tasso di commissione dei reati: affari illeciti, contrabbando di sigarette, spaccio, rapine, furti, occupazioni abusive, maltrattamenti e violenze domestiche, detenzione di armi, abusi sessuali su minori e incesti, fenomeno delle baby gang, estorsioni, omicidi, truffe ad anziani e sfruttamento della prostituzione sono le piaghe che maggiormente affliggono il quartiere e che spesso dilagano in altre parti della città che presentano analoghe condizioni di devianza. Una Caivano senza riflettori puntati, e forse, proprio per tale ragione, un contesto ancor peggiore.
di Veronica Bonagura
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