
Il 28 ottobre il parlamento israeliano ha approvato a grande maggioranza due leggi che complicano ulteriormente il quadro del Medio Oriente. Un’intervista a Francesca Albanese, relatrice speciale delle NU sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, spiega il nuovo quadro giuridico: il dialogo tra Israele e l’ONU, così, diventa sempre più problematico.
La UNRWA (ossia l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente) segue la sua attività. Secondo quanto sancito dalle due nuove leggi israeliane, tuttavia, non potrà continuare a lavorare in Israele. Allo stesso modo, il governo di Gerusalemme vieta ai suoi funzionari di collaborare ufficialmente con l’istituzione. Ciò determina un taglio definitivo tra lo Israele e l’ONU che presumibilmente porterà a ulteriori escalation. Una delle motivazioni che hanno portato a questa decisione è l’accusa, da parte di Israele, che l’UNRWA sia complice dei piani di Hamas. Il referente dell’istituzione, Philipp Lazzarini, ha inoltre affermato che “le due leggi israeliani rappresentano un grave precedente e che senza dubbio porteranno ulteriori sofferenze ai palestinesi”.
Di fatto, la più grande agenzia di aiuti umanitari nel Medio Oriente sarà limitata dall’azione giuridica di Israele. Questo fatto appare ancora più grave se si considera che questa agenzia ha agito ininterrottamente sul territorio palestinese sin dalla Costituzione dello stato di Israele del 1948. Alla luce di quanto deciso dalla Corte Internazionale di Giustizia due mesi fa, questa azione peggiora ulteriormente l’occupazione illegale dei territori palestinese da parte di Gerusalemme.
In definitiva, secondo l’opinione della relatrice dell’ONU Francesca Albanese, non solo queste due leggi non dovrebbero avere nessun valore giuridico, ma anzi rappresentano “un vero e proprio affronto alle Nazioni Unite”. Ciò perché l’UNRWA è un organo sussidiario dell’Assemblea generale e attaccarla, come sta facendo Israele da tempo ma in particolare negli ultimi dodici mesi, “è una mossa gravissima che va assolutamente sanzionata”. Così, Israele verrà meno agli obblighi previsti dai patti con l’UNRWA sottoscritti nel 1947. Per i palestinesi questo si tradurrà concretamente nella negazione di ulteriori servizi e cure di base.
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