
Non è passato molto dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja e nonostante le raccomandazioni di quest’ultima, Israele non ha placato in alcun modo i suoi bombardamenti, anzi sta creando una vera e propria “zona cuscinetto“. Sono settimane che circolano video dove si vede chiaramente la demolizione controllata di diversi uffici nella Striscia di Gaza. Già qualche mese fa, Israele aveva fatto capire che fra i suoi “piani” ci fosse quello di creare una zona cuscinetto. Nonostante ciò, lo stato ebraico è sempre stato molto vago.
Secondo il Washington Post, a seguito della morte di 21 soldati israeliani, alcuni funzionari hanno rivelato che la morte dei soldati è avvenuta nella zona cuscinetto a Gaza. A quel punto Israele ha dovuto ufficializzare la reale intenzione dei suoi progetti. Secondo un’indagine del New York Times, iniziata a novembre, sono almeno 33 le demolizioni controllate da parte di Israele. Quest’ultime hanno distrutto centinaia di edifici come moschee, scuole ed interi quartieri residenziali. I funzionari israeliani alle varie domande hanno risposto che questi bombardamenti sono necessari per la zona cuscinetto, al fine di rendere più difficili attacchi transfrontalieri, come quello del 7 ottobre 2023.
Il punto è che, sempre secondo quest’indagine, la maggior parte delle demolizioni si è verificata al di fuori di questa “zona cuscinetto” e molte delle bombe sganciate da Israele, come mostrano alcuni video, hanno colpito proprio delle zone definite “sicure per i civili”. Questi dati sono stati raccolti tramite uno strumento di intelligenza artificiale per scansionare immagini satellitari. Quindi, non solo la creazione di una zona cuscinetto violerebbe la posizione di Washington contro la riduzione del territorio di Gaza, ma andrebbe in conflitto anche con il diritto internazionale umanitario.
Come dicevamo i bombardamenti da parte di Israele continuano, sia nella zona cuscinetto, che al di fuori. Ma cosa c’entra il diritto internazionale umanitario e cos’è una zona cuscinetto? Partendo da quest’ultima, le zone cuscinetto, o anche stati cuscinetto, sono delle zone che si trovano, geograficamente parlando, tra due stati rivali contrapposti. Questa zona, o stato, dovrebbe essere utile ad avere un “campo neutrale” che scongiuri un attacco tra le due forze rivali. Nel caso di Israele, quest’area è completamente disabitata e non vi sono edifici al confine, in maniera tale che possa essere sorvegliata militarmente. In questa zona vi erano molti edifici civili, ecco perché è davvero preoccupante che in realtà questo “piano” sia in atto da novembre.
L’area dedicata alla zona cuscinetto è completamente rasa al suolo, inoltre estendere questa zona per un chilometro significherebbe privare la Striscia di Gaza di una grande porzione del suo territorio. Quindi come dicevamo prima, si violerebbe la posizione di Washington sul non ridurre i terreni della striscia. Per quanto riguarda invece il diritto internazionale umanitario, sono quattro i principi fondamentali che regolamentano questa branca del diritto internazionale. Tra le principali fonti del diritto internazionale umanitario, ci sono le Convenzioni di Ginevra del 1949 ed i loro Protocolli aggiuntivi del 1977.
Infine è necessario specificare che nel caso in cui la Corte Penale Internazionale dovesse accusare lo stato ebraico di aver violato il DIU, non ci sarebbe alcuna risposta ad un crimine di guerra in tribunale dato che Israele non riconosce la giurisdizione di questa corte.
Come abbiamo spiegato già in maniera particolare, il fatto che da novembre Israele stesse radendo tutto al suolo per una zona cuscinetto, ha lasciato un grande spazio alle critiche. Forte è il no degli Stati Uniti. Nonostante quest’ultimi siano il principale alleato di Israele, avevano già chiarito più volte che sarebbero stati contrari a qualsiasi riduzione dei territori palestinesi. Già in precedenza, il segretario di stato americano Antony Blinken, aveva affermato che gli Stati Uniti non avrebbero appoggiato nessuno spostamento di persone. Agli inizi di gennaio i funzionari israeliani, ad esempio, avevano proposto un’emigrazione volontaria del popolo palestinese, idea alla quale gli USA si sono opposti sin da subito.
Sempre Blinken: “Siamo stati molto chiari sulla necessità di mantenere l’integrità territoriale di Gaza”. In più, anche il portavoce del dipartimento di stato americano Miller ha sottolineato la forte contrarietà alla creazione di una “zona cuscinetto” nella striscia di Gaza. Il punto è che, secondo alcuni video postati proprio dai soldati israeliani, quest’ultimi stanno già distruggendo da molto tempo tutto ciò che trovano. Inoltre la Striscia di Gaza è già un’area strettissima proprio perché questa distruzione illegale, da parte di Israele, va avanti dall’inizio di questa guerra, ovvero il 1948. Questo ha portato la striscia ad avere una superficie totale di 365 chilometri quadrati. La striscia di Gaza sta diventando sempre di più una terra di nessuno.
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