
Real Bosco di Capodimonte, una cornice perfetta per quello che è un contesto caratteristico e speciale del nostro territorio: l’Istituto Superiore a Indirizzo Raro Caselli. Un istituto che vuole fare da trait d’union tra la tradizione artigianale e l’innovazione tecnologica in quello che è il mondo della ceramica e della porcellana, l’oro bianco di Napoli. Una realtà unica e dall’importanza fortemente simbolica che non solo riesce a portare le meraviglie del nostro territorio in tutto il mondo ma che prova anche ad avvicinare i giovani ad un mestiere così nobile formando personale qualificato. Scopriamo insieme l’Istituto con il suo direttore, il Dott. Valter Luca De Bartolomeis.
«Partiamo un po’ dalle origini, dalla scuola della porcellana nata nel 1961 negli storici luoghi della Real fabbrica Capodimonte e del convitto adiacente dove risiedevano gli stessi artigiani. Il modello originario era già di per sé straordinario, una scuola-officina, un connubio di teoria, formazione ed esperienza sul campo volto a trasmettere questa tradizione alle nuove generazioni. Faccio parte di questa famiglia dal 2017, in un momento particolarmente critico per il mondo della porcellana che stiamo cercando di riportare progressivamente in auge avvicinandolo anche al contesto della contemporaneità.
Dal novembre 2023 infatti sono partiti i corsi della Ma.De. (Manifattura e Design) Academy che vede il Caselli come capofila della fondazione che gestisce questo percorso biennale di terzo livello per giovani dai 18 ai 35 anni finanziati dalla Regione. Un nuovo percorso che si compone di un corso dedicato al design della ceramica, design del gioiello e giardino d’arte, forme di artigianato d’eccellenza del nostro territorio che cerchiamo di rigenerare attraverso la formazione di una nuova generazione di arti-designers».
«Credo abbia un’importanza fondamentale in termini di protezione, protegge la storia e la trasferisce con rispetto ai giovani del futuro. Soprattutto dedica uno spazio importante alla ricerca, grazie infatti a numerose collaborazioni cerchiamo proprio di rigenerare tutto il sistema produttivo per dimostrare che la manifattura si potenzia e si valorizza anche attraverso lo studio e l’innovazione».
«L’artigianato è storia e noi la rispettiamo. Ma oggi è fondamentale non guardare più l’innovazione come un mondo ostile. Nel nostro lavoro preserviamo l’essenza dell’artigianato ma strizziamo l’occhio anche agli sviluppi tecnologi attraverso un processo di rigenerazione. Pensi che non poco tempo fa in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali della Federico II, abbiamo creato un nuovo smalto che cuoce a temperature più basse dell’ordinario andando ad avere un riscontro positivo in termini di risparmio energetico e sostenibilità. Il futuro si costruisce dalla storia ma l’innesto di nuovi processi di innovazione appaiono oggi importanti per migliorare ed implementare l’iter manufatturiero».
«Indubbiamente su tutto ciò che riguarda la lavorazione artigianale c’è ancora la polvere della storia. Oggi noi parliamo di veri e propri makers, giovani che sviluppano competenze trasversali unendo sperimentazione, uso di nuove tecnologie a tradizione e manodopera. La domanda è alta a livello internazionale ed attraverso la formazione giovanile noi puntiamo a creare una figura di artigiano contemporaneo. Progressivamente, grazie anche ad un lavoro di comunicazione mediatica ed alla collaborazione di numerosi artisti che offrono laboratori e workshop ai nostri studenti, stiamo cominciando a generare una nuova attenzione per il settore e questo si evince dalla forte crescita di iscrizioni all’Istituto».
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